Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato sulle attività ed i servizi dello Studio e sui nuovi articoli di MenteSociale!

Privacy e Termini di Utilizzo

diventa fan

{tab=Recensione}

copertina“Il mondo non perirà per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia”. Con questa citazione il Dottor Ramachandran, brillante neuroscienziato di fama mondiale, apre il suo interessante e divertente libro: ed in effetti, è molto difficile non meravigliarsi di fronte alla complessità della mente umana.
L’autore ci accompagna, con eleganza e chiarezza, nel meraviglioso mondo delle neuroscienze, ponendo a noi, e a se stesso, anche, quesiti affascinanti sull’origine fisiologica di alcuni fenomeni propri dell’uomo.
Ma non cadete nell’errore di credere che vi troviate davanti ad una lunga e noiosa trattazione sulle basi neurologiche sensu strictu dei processi cognitivi, piuttosto che di alcuni gravi disturbi patologici anche di interesse psichiatrico.
Punto di partenza sono i quantomai incredibili, eppure assolutamente reali, casi clinici, sui quali il Dottor Ramachandran ha avuto modo di lavorare, e quindi ragionare: a Tom Sorenson prude terribilmente il braccio sinistro, stesso braccio con il quale, essendo mancino, esegue la maggior parte dei gesti comuni, e Mirabelle Kumar gesticola mentre parla, enfatizzando le sue parole con ampi movimenti delle braccia e delle mani. Diane Fletcher imbuca le lettere con movimenti fluidi ed assolutamente naturali e James Thurber sogna ad occhi aperti, disegnando bizzarre vignette. Ellen si prende molta cura di se e Mrs. Dodds applaude fragorosamente. Arthur  ha un rapporto complesso e conflittuale con i suoi genitori e Paul crede smisuratamente in Dio. Ruth Greenough e Willy Anderson ridono di gusto, anche in situazioni poco consone, e Mary Knight sta per dare alla luce due gemelli. Fin qui a ben vedere nulla di strano. E se vi dicessero che Tom ha perso il suo braccio sinistro in un terribile incidente automobilistico a soli 17 anni e che Mirabelle è nata senza braccia? E in effetti Diane e James sono completamente ciechi, così come Ellen e Mrs Dodds, a seguito di un ictus, hanno disturbi di emiinattenzione la prima, e una paralisi completa dell’arto sinistro la seconda. Arthur è affetto da sindrome di Capgras, ovvero considera i suoi genitori degli impostori: non li riconosce come tali “visivamente”, ma è convinto si tratti di sosia, o meglio replicanti, che hanno preso il posto dei genitori biologici. Paul, affetto da epilessia del lobo temporale, è in preda ad una sorta di estasi mistica, conseguenza proprio della patologia epilettica (ricordiamo che l’epilessia è da sempre indicata come “il morbo sacro”…e ringraziamo Ippocrate -V sec. a.C.- che, da iniziatore della  medicina razionale, afferma:”sotto nessun riguardo mi sembra essere più divina delle altre malattie, né più sacra:[…]ma una natura ha essa ed una causa.”), il che consente al Dottor Ramachandran di introdurre ipotesi su dove e come abbiano luogo il momento creativo e la genialità, e di interrogarsi sull’”idea” di Dio. Ruth e Willy in effetti ridono fragorosamente, senza motivo, e soprattutto senza potersi fermare, sino a che non sopraggiunge uno stato di coma e quindi la morte. In questo caso l’autore guarda alla risata e, in senso lato, all’umorismo, dal punto di vista dell’utilità filogenetica di questi, chiamando in causa quindi anche le teorie darwiniane del vantaggio evolutivo. L’interessante parentesi sulle interazioni corpo-mente sono alla base, invece, della falsa gravidanza gemellare di Mary, della quale però la ragazza dimostrava tutti i segni clinici: l’addome ingrossato, le chiazze sul seno, le secrezioni lattee, le nausee mattutine e addirittura l’avvertire i movimenti dei feti. Tutto quadrava tranne l’introflessione dell’ombelico, tipica di chi, inrelatà, non è in gravidanza: e segno evidente in effetti che questi gemelli non c’erano! Un caso quindi di pseudociesi, o falsa gravidanza.
Dalla sindrome dell’arto fantasma a quella di Charles Bonnet, Ramachandran tocca argomenti affascinanti e coinvolgenti, con uno stile chiaro ed accessibile anche a chi non opera nel campo delle neuroscienze: nel primo capitolo, inoltre, vengono introdotti sommariamente tutti i casi e le problematiche trattate di seguito, e viene spiegato in modo comunque esauriente, sebbene breve, lo strutturarsi e il funzionamento del sistema nervoso. Il corredo di immagini in bianco e nero che intercalano i vari capitoli consente inoltre al lettore di approcciarsi meglio alle problematiche esposte, e di comprenderle più facilmente, cimentandosi egli stesso in test e “giochi”, tesi a stimolare diverse aree del cervello, alla ricerca di stimoli specifici.
Tutto ciò intrecciato con un umorismo di fondo che non diventa mai, però, irrispettoso sarcasmo, e una spinta curiosa e frizzante a scoprire, andare oltre, incuriosirsi di fronte a questa meraviglia che è la mente umana.
Notevole inoltre come l’autore proponga le proprie ipotesi e teorie, sottolineandone eventuali punti deboli, piuttosto che di contatto o disaccordo con teorie di altri studiosi, e prevedendone futuri sviluppi o smentite, anche sulla base del cospicuo apparato di note e riferimenti bibliografici, consentendo peraltro, a chi è più interessato, di poter approfondire la materia e riflettere sugli argomenti proposti.
Fondamentale è poi ricordare la matrice culturale propria del Dottor Ramachandran: egli è indiano, il che ha un notevole ed evidente peso sul suo approccio alla “scienza occidentale”, ed un grande amante della letteratura e della poesia, che, come egli stesso afferma, “con la scienza hanno in comune più di quanto non si tenda a pensare”; radici, queste, che vengono alla luce in modo particolare nell’ultimo capitolo, dove l’autore porta avanti una folgorante disquisizione sul “sè” e i “qualia”, che sconfina nella metafisica.

{tab=Scheda tecnica}
Autore: Vilayanur S. Ramachandran (coautore Sandra Blakeslee)
Titolo: La donna che morì dal ridere - e altre storie incredibili sui misteri della mente umana"
Casa editrice: Oscar Saggi Mondadori
Anno di pubblicazione: 2003

{tab=Conosci l'autore}

autoreVilayanur S. "Rama" Ramachandran nasce a Madras, in India, nel 1951, dove si laurea in Medicina e Chirurgia alla Stanley Medical College, trasferendosi poi in Inghilterra, al Trinity College dell’Università di Cambridge, dove ha studiato psicofisica umana e neurofisiologia. In seguito, presso il California Institute of Tecnology , ha condotto la ricerca post-dottorato e nel 1983 è stato nominato professore assistente all'  Università della California di San Diego, diventando ordinario nel 1998, dove insegna tutt’ora Neuroscienza e Psicologia. Dirige il Centre for Brain and Cognition di San Diego ed è professore associato di Biologia presso il Salk Institute. E' membro dello All Souls College (Oxford), del Neuroscience Institute (La Jolla,  CA), e del Institute for Advanced Studies in Behavioral Sciences alla Stanford University. E' stato insignito di un dottorato onorario dal Connecticut College, della medeglia d'oro dalla Australian National University, della medaglia Kappers Ariens dall'Accademia Reale di Scienze Olandese e del Presidential Lecture Award dall'Accademia Americana di Neurologia. E’ autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche sulle più autorevoli riviste scientifiche e di alcuni altri testi divulgativi quali: The  Encyclopedia of the Human Brain (redattore) ; “Che cosa sappiamo della mente”, (2004, Mondatori);  “A Brief Tour of Human Consciousness : From Impostor Poodles to Purple Numbers” (2005, Paperback editinon).

{tab=Curiosità}
Nel corso della sua carriera scientifica, Ramachandran ha pubblicato oltre 120 articoli. Venti di questi sono apparsi sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, il primo dei quali nel 1972, quando venne incoraggiato dallo zio, il dottor Ramakrishnan, ad approfondire e proporre le sue osservazioni su come la sensazione di profondità può essere generata utilizzando stereogrammi a punti casuali, anche se le due immagini sono in condizione di rivalità a causa dei diversi filtri colorati posti davanti a ogni occhio. Aveva solo 21 anni.
Sandra Blakeslee scrive articoli scientifici per il New York Times, dove lavora dal 1967.

{tab=La citazione}
  “C’è qualcosa di assai singolare nel fatto che un glabro primate neotenico si sia evoluto fino a diventare una specie capace di guardare al proprio passato e interrogarsi sulle proprie origini[…], di porsi domande sulla sua stessa esistenza.[…] E’ la peculiare qualità ricorsiva di tali domande, la capacità dell’encefalo di tentare di capire se stesso a rendere la neurologia tanto affascinante.”

Studio di Psicoterapia MenteSociale

studio mix

Indirizzo: Via dei Castani 170, 00171 Roma
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 15, numerose linee di bus

Email: info@mentesociale.it

Telefono: 0664014427

ORARI DI SEGRETERIA ED APERTURA AL PUBBLICO:
Lunedì dalle 10.00 alle 13.00
Martedì dalle 10.00 alle 13.00  (anche Sportello Psicologico)
Mercoledì dalle 17.00 alle 20.00
Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 (anche Sportello Legale)
Venerdì dalle 10.00 alle 13.00
ideaIn altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.