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{tab=Recensione}

copertinaTerry Olivi, tra i dieci finalisti di haiku in Italia, ci delizia con un libretto, omaggio alla tradizione nipponica, dove la tematica della caducità della natura, del mutare delle stagioni, “dell’insostenibile leggerezza dell’essere”, s’intreccia al peso storico e simbolico di Roma, città eterna per antonomasia.
“Rosso anguria e la luna” è un sapiente e riuscito intreccio tra lo haiku e Roma: due mondi lontanissimi che qui si sfiorano per unirsi in una giocosa danza. Lo haiku è una forma poetica giapponese dalle particolarissime caratteristiche formali (17 sillabe, distribuite su tre versi di 5-7-5) e tematiche che suggeriscono un percorso verso l’astrazione estrema, la visione più profonda ed allo stesso tempo più semplice del rapporto tra uomo e natura. Questo genere di poesia è arte tersicorea della leggerezza, del “levare” e del levarsi, dell’affinare, dopo aver abbracciato in sé il reale con l’intelletto. Bisogna immergersi lentamente in questa atmosfera affinché i ricordi, le associazioni  affiorino in tutto il loro prepotente, eppur lieve, nitore. La parola, che riposa su un fondo di silenzio come l’iceberg sulle acque, lotta da un lato col bianco/nero silenzio metafisico, dall’altro coi limiti spinosi dell’io, perenni colonne d’Ercole dell’espressività.
La natura, la luce ed il tempo, nuclei teoretici miscelati sapientemente tra loro, si dischiudono come corolle di fiori, emanando un armonico profumo ed infondendo un’ebbrezza da apertura. Come dice Klee in Confessione Creatrice: “Il dialogo con la natura resta, per l’artista conditio sine qua non. L’artista è uomo, lui stesso è natura, un frammento di natura nel dominio della natura”. La luce, diafana e vibrante sostanza scaturente da un prisma che la moltiplica e ne accentua la diffusione, è molto importante nella costruzione dell’opera. “Pali di luce sotto l’acqua che scorre- luna e lampioni”. La finestra, medium tra l’interno e l’esterno, che ad essa si collega, lo è altrettanto. “Dalla finestra ombrelli colorati- danza d’autunno”: luogo dell’attesa, di comunicazione con la luce e con il cielo, è un punto di osservazione verso gli altri ed  anche verso se stessi.
Le stagioni s’inseguono come in un cerchio: “ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo” amava ricordare Nietzsche. La circolarità del Tempo, metaforicamente rappresentata dalla luna, profuma intensamente in ogni verso che, come la coordinata temporale, “si ferma nel cerchio della sua perfetta bellezza”. Gli haiku sono disposti a semi-cerchio, richiamando la simbologia dell’arco, elemento architettonico tipicamente romano, che rispecchia, nel suo essere sottoposto ad una incessante tensione tra gli opposti, la tragicità della vita. “Archi archi archi tutto è arcuato a Roma - piena la luna”. Eraclito affermava “non comprendono come, pur discordando in se stesso, è concorde: armonia contrastante, come quella dell’arco e della lira”: le antinomie non sono conciliate, ma vengono lasciate vibrare nella loro antinomicità.
Terry Olivi è riuscita a dare il senso di una melodiosa armonia (letterariamente la corda che unisce gli opposti estremi di un arco) grazie al gioco di opposizioni ed al flusso continuo degli haiku, che costituiscono un’unità musicale, scandendo il ritmo dei fenomeni naturali: la grandine scrosciante, il vento bisbigliante, la pioggia tamburellante.. La natura fa capolino di volta in volta nella città eterna, che rimane sullo sfondo leggiadra, inafferrabile, unica meta di questo movimento lirico: “Conchiglia di perla è il cielo e così muore la sera sui platani, sul Tevere lento che in due curve si piega”.

 

{tab=Scheda tecnica}
Autore: Terry Olivi
Titolo: Rosso anguria e la luna
Casa editrice: Lietocolle
Anno di pubblicazione: 2006

{tab=Conosci l'autore}

autoreTerry Olivi nasce a Matelica (Macerata, Marche) nel 1945. Si trasferisce a Roma nel 1954 dove tutt’ora risiede. Laureata in “Storia dell’arte del Medio ed Estremo Oriente”, ha insegnato Lettere in diverse scuole, prevalentemente sperimentali, di Roma dal 1971 al 2003, dedicandosi alla ricerca didattica per quanto riguarda la poesia, multimedialità ed interculturalità. Ha prestato una collaborazione redazionale per la rivista didattica MCE (Movimento di Cooperazione Educativa) dal 1991 al 2003. Si occupa attualmente di Danzamovimentoterapia, le piace fotografare soprattutto i dettagli poetici dei paesaggi, i differenti aspetti della luce e della natura. Esamina, quindi, la poesia nel linguaggio verbale, in quello corporeo ed in quello visivo.

{tab=Curiosità}
Di solito i figli seguono le orme dei genitori, a volte però sono i genitori a proseguire il cammino intrapreso dai figli. E così l’amore per la scrittura e per la sua terra  ha contagiato il padre di Terry, Rolando Olivi, il quale sta pubblicando su un giornalino di Matelica “Ricordi della mia vita di Braccano”, paese in cui è vissuto fino ai 23 anni (anni '20 e '30).

{tab=La citazione}
Dagli Haiku:
“Nuove cesoie
rosse. E se potassi
anche i ricordi?”


Da  “Divagazioni su Roma”- “Via Gioberti”:
“(…)Io ti conosco ed io ti canto,
strada lucida di pioggia,
strada di opache speranze,
strada ebbra di nulla,
io ti conosco ed io ti canto
e tu non sai che fartene del mio canto”

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