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{tab=Recensione}

copertinaQuattro autrici, otto racconti, cento sfaccettature diverse di uno stesso stato d’animo, quello di chi si sente sradicato dalle proprie origini ma non ancora completamente accettato in una nuova realtà. Sono scrittici, sono giovani, ma ad accomunarle principalmente è il fatto di essere tutte figlie di immigrati, la prima generazione nata o comunque cresciuta in Italia e per questo straniere in patria, sia quella d’origine sia quella d’adozione, ragazze dalla doppia identità che, proprio per questo si sentono senza identità, in un limbo di culture multietniche spesso in contrasto tra loro. Quali sono le tradizioni a cui riferirsi, quale cultura sentire propria? Quella della terra d’origine suona troppo lontana, quasi folcloristica… quella della società occidentale a volte esclude, a volte contrasta duramente con gli usi e i valori del passato. E così una delle protagoniste di Pecore nere acquista per sfida estrema delle salsicce (lei mussulmana sannita!) per poi chiedersi “se le ingoio una ad una la gente lo capirà che sono italiana come loro?” Tra le altre “pecore nere” c’è Anandita, sedicenne di Milano, che non può fare il piercing, andare a ballare e avere un ragazzo e che, invidiando la normalità dei genitori delle amiche, inventa scuse per nascondere l’ingombrante attaccamento dei suoi alle tradizioni indiane. E poi c’è chi prova a tornare alle radici con un viaggio nella terra degli avi e, invece di trovare risposte, viene relegata al ruolo di turista: indiana ma non completamente, straniera ma non fino in fondo. Spaccati agrodolci di vita vera, testimonianze mai pretenziose ma che con un sorriso vogliono toccare la situazione attuale dell’immigrazione e della multietnia. Da due metà che non riescono a fondersi può nascere la mediazione? Due culture che non si integrano possono convivere? Forse la risposta è nelle prime righe del racconto che apre la raccolta. Scrive l’autrice: “A Roma la gente corre sempre, a Mogadiscio la gente non corre mai. Io sono una via di mezzo tra Roma e Mogadiscio: cammino a passo sostenuto”.

 

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Autore: Gabriella Kuruvilla-Ingy Mubiayi-Igiaba Scego-Laila Wadia (a cura di Flavia Capitani e Emanuele Coen)
Titolo: Pecore nere. Racconti
Casa editrice: Editori Laterza
Anno di pubblicazione: 2005

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"Pecore Nere. Racconti" è stato scritto da quattro ragazze figlie di immigrati, si tratta della prima generazione nata o comunque trasferita sin dall'infanzia in Italia che cerca di mettere nero su bianco le propie sensazioni e le esperienze della vita di tutti i giorni. Le Autrici sono Gabriella Kuruvilla, Ingy Mubiayi, Igiaba Scego e Laila Wadia. La raccolta è stata curata da Flavia Capitani e Emanuele Coen, giornalisti che vivono a Roma.

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Non ci sono curiosità

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