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{tab=Recensione}

copScrive Eduardo De Filippo nell’indimenticabile commedia partenopea “Natale in casa Cupiello”: <<Cuncè, che brutto suonno che mi sò fatto stanotte. Mi sono sognato che lavoravo>>.    

E certamente di brutti sogni se ne è fatti il signor Buff Orpington che per 1,85 euro l’ora, ogni giorno tra le ore 8.30 e le ore 16.30, doveva svolgere la mansione lavorativa di “sterminatore di roditori” in un capannone stipato di pollame. Beh, direte, il signor Orpington sarà stato munito dal suo datore di lavoro della più moderna tecnologia, che rende impersonale anche la più cruenta delle missioni. Ed invece no, lo sfortunato sterminatore di topi doveva portare a termine la sua mansione lavorativa “armato” semplicemente di un arcaico martello. Doveva. Infatti, il signor Orpington, si è licenziato dopo 15 minuti dall’ingaggio.

La signora Sarah  Janes, invece, con grande entusiasmo rispondeva alla richiesta di assunzione proposta da una fabbrica di patatine con la mansione di addetta al “controllo di qualità”. Salario 5 euro l’ora, orario lavorativo dalle ore 15.00 alle ore 23.00. La signora Sarah Janes non immaginava che il suo compito fosse stato quello di stare in piedi dinanzi ad un nastro trasportatore, in una stanza definita come “Forno per Esseri Umani”, e qui scegliere tra le patatine bollenti scartando quelle che presentavano imperfezioni. Naturalmente tale compito doveva essere svolto a mani nude, senza indossare una retina per i capelli e senza che nessuno controllasse o almeno consigliasse di lavarsi le mani prima delle operazioni o di girare la testa per starnutire. Pensiamoci prima di acquistare un pacchetto di patatine fritte. Queste sono solamente due delle 100 storie narrate nel libro curato da Dan Kieran “Cento lavori orrendi – Storie infernali dal mondo del lavoro”,  Edizioni Einaudi, Torino, 2007.  Dan Kieran, direttore della rivista inglese “The Idler”, ha tenuto per anni uno spazio aperto ai lettori in cui questi potevano descrivere le loro esperienze di lavoro. Ne è uscito uno spaccato della realtà lavorativa che ha dell’incredibile: persone costrette ad impieghi di manovalanza, svilenti della propria dignità e pagati miseramente. Siamo certamente ben lontani dall’organizzazione della ditta tessile di Solomeo (PG) del sig. Brunello Cucinelli,  che è passato dal fatturato di 62.5 milioni di euro del 2004 a 91 milioni di euro nel 2006, con un utile salito da 2.2 milioni di euro a 3.5 milioni di euro, assenteismo zero, operai pagati il 20% in più della media.  Il segreto? abolizione del cartellino di storica memoria fantozziana, sede di lavoro posta in un antico borgo medioevale ristrutturato, coinvolgimento del personale diretto al raggiungimento degli obiettivi dell’azienda, distribuzione di libri.  Queste sono le testuali parole dell’imprenditore: <<Io lavoro in un settore dove l’artigianalità, la creatività è tutto. In questo settore lo stipendio è meno di mille euro al mese. Come posso convincere un giovane bravo a lavorare per me se non gli offro, oltre a uno stipendio più alto, anche un ambiente migliore, più umano e la possibilità di condividere un progetto e degli obiettivi?>>. [1]

Tornando alla triste realtà raccontata dal nostro libro, Dan Kieran descrive anche posti di lavoro che sono generalmente considerati prestigiosi e che invece si rivelano umilianti e forieri di frustrazioni. Chi avrebbe mai creduto che Bill Handley, assistente procuratore, con un salario di 14,00 euro l’ora e senza limite d’orario lavorativo, dovesse svolgere le mansioni di “schiavo” del suo avvocato, vestendo di volta in volta “i panni” del riparatore di macchine fotocopiatrici (in camicia bianca), d’addetto al lavaggio dell’auto e, perché no, di lustrascarpe.

Per conoscere la mansione della “pulitrice di sigmoidoscopio” bisogna leggere il libro. Ogni storia narrata è corredata da indicatori, delle simpatiche faccine che segnalano quanto il lavoro possa essere: pericoloso, inutile, alienante, umiliante, immorale, disgustoso. Inoltre le storie sono intercalate da schede contenenti curiosità e dati riguardanti il mondo del lavoro, la prima delle quali è intitolata “Il lavoro uccide” e per la sua attualità merita di essere riportata per intero: <<Il lavoro potrebbe ucciderti. Alcune recenti statistiche pubblicate dalle Nazioni Unite dimostrano che più di due milioni di persone muoiono ogni anno a causa del lavoro. E’ l’equivalente di un 11 settembre al giorno, e supera di molto i 650 mila morti all’anno a causa delle guerre. La quantità di decessi causati da incidenti o malattie collegate al lavoro sono di tre volte superiori al numero dei morti per droga e alcol sommati insieme>>.

 


[1]   G. Paoloucci, Senza cartellino produciamo di più, articolo tratto dal quotidiano La Stampa del 04.06.2007.

{tab=Scheda tecnica}
Autore: : Dan Kieran
Titolo: Cento lavori orrendi
Casa editrice: Enaudi
Anno di pubblicazione: 2007

{tab=Conosci l'autore}

autoreDan Kieran è nato il 10 Giugno 1975 ed è scrittore, editore, consulente per Radio e Televisioni britanniche;  è editore del magazine inglese The Idler.

 

 

 

{tab=Curiosità}
Prima di diventare direttore della rivista “The Idler”, Dan Kieran ha svolto numerosi impieghi miserevoli: ammazza tacchini, sguattero, estirpatore d’erbacce ecc. Attualmente è uno dei maggiori esperti di lavori orrendi.

{tab=La citazione}
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