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L’abbattimento della povertà è una utopia concreta? Si può parlare di diritto di esistenza?
E vale per tutti o solo per alcuni? Con "Il reddito di base nell'era digitale. Libertà, solidarietà, condivisione" Giuseppe Allegri vuole fare chiarezza sul tema del reddito di base/reddito di cittadinanza, di estrema attualità rispetto alle politiche pubbliche italiane, alla necessità di un'Europa sociale e al dibattito globale sulle trasformazioni dell'economia digitale, tra automazione e intelligenza artificiale.

«La tesi centrale e fondamentale di questo lavoro», scrive l’Autore nelle prime pagine del libro, «è quella di sostenere l’idea di una nuova cittadinanza sociale in cui la garanzia di un reddito promuova l’indipendenza delle persone e un inedito rapporto fiduciario tra individui, società e istituzioni».

Sia il reddito di base incondizionato, cioè universale, sia quello minimo rispondono all'esigenza di non lasciare nessuno nelle condizioni di dover vivere in povertà e liberare in ciascuno le proprie potenzialità.

Giuseppe Allegri parte dalla consapevolezza dell'arretratezza italiana in tema di protezioni sociali e coglie l’occasione per ragionare in modo sistematico in merito all'introduzione di un diritto sociale per una esistenza libera, dignitosa e indipendente.

L'obiettivo del libro è anche quello di pensare il reddito di base in una prospettiva sempre più universale e incondizionata, come assicurazione sociale adeguata al tempo della rivoluzione digitale, dell'automazione e di un'economia immateriale gestita dall'alto di pochi monopolisti della rete e delle tecnologie finanziarie.

È il grande dibattito intorno allo Universal Basic Income(UBI), reddito di base universale, come strumento per realizzare la transizione ad un nuovo capitalismo o ad una società post-capitalistica che garantisca promozione sociale, redistribuzione della ricchezza favorita dalla cooperazione sociale in rete, economia circolare, sociale, collaborativa, transizione ecologica.

Questo libro si inserisce nel movimento globale che dentro la crisi economica dell’ultimo decennio ripropone ancora una volta l’utopia concreta del reddito di base.

Lo fa recuperando cinque secoli di pensieri e lotte per la giustizia sociale: dall'ideale repubblicano alla rivoluzione digitale. A fianco di Thomas More e Luciano Bianciardi, Erich Fromm e Carole Pateman, André Gorz e Stefano Rodotà, Bertrand Russell e Nancy Fraser.

Il libro si conclude con un glossario (di base) di parole chiave che aiuta finalmente il lettore a capire il “Capitalismo cognitivo”, la “Gig economy” , l’“imposta negativa sul reddito” , il “salario minimo” e a differenziare tra le varie sfumature intorno al reddito garantito.

Giuseppe Allegri negli anni si è occupato di diritto costituzionale italiano, comparato ed europeo e storia delle istituzioni politiche, con particolare attenzione al rapporto tra società e istituzioni e alle trasformazioni delle forme del lavoro, dei diritti e dei sistemi di Welfare, collaborando con università, fondazioni, centri e progetti di ricerca. È autore di studi, saggi, ricerche e volumi, tra i quali: La transizione alla Quinta Repubblica (2013); La furia dei cervelli (2011) e Il Quinto Stato (2013), con Roberto Ciccarelli; Sogno europeo o incubo? (2014) e Libertà e lavoro dopo il Jobs Act (2015), con Giuseppe Bronzini. È tra i curatori dei volumi Questioni costituzionali al tempo del populismo e del sovranismo, La rivoluzione fra mito e costituzione (2017), Il tempo delle Costituzioni. Dall'Italia all'Europa (2014), Ventotene.Un manifesto per il futuro (2014), Democrazia e controllo pubblico dalla prima modernità al Web (2012). Scrive sul quotidiano Il Manifesto e su periodici e riviste, scientifiche e culturali. È redattore di “Opera Viva Magazine2, socio fondatore di Basic Income Network–Italia, ricercatore nel progetto europeo Commonfare. Con Fefè Editore ha pubblicato (2013) Le due carte che (non) fecero L'Italia.

GIUSEPPE ALLEGRI IL REDDITO DI BASE NELL'ERA DIGITALE. Libertà, solidarietà, condivisione
Fefè Editore Pagine 268 / prezzo 15,00 euro I

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