"Mi chiamo Rossella, ho 60 anni e ho avuto un padre, ora scomparso, affetto dal Disturbo Ossessivo-Compulsivo..."

Questo libro è una testimonianza diretta sul disturbo ossessivo compulsivo e si rivolge a psichiatri e psicologi che si occupano del DOC, per leggere il disturbo da un’angolazione alternativa a quella del paziente, ovvero dalla prospettiva dei familiari che, spesso inconsapevolmente ma sempre con grande disagio, lo vivono tutti i giorni sulla propria pelle.

Oltre ai professionisti, il libro è diretto anche a tutte le persone che hanno avuto o stanno avendo esperienze analoghe di contatto con il disturbo, poiché l’informazione, la comunicazione, la condivisione e la solidarietà sono altamente terapeutici e aiutano a superare anche le difficoltà che sembrano più insormontabili.

Mi chiamo Rossella, ho 60 anni e ho avuto un padre, ora scomparso, affetto dal Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Trascorsi con lui – e con i suoi rituali imposti – la mia infanzia e giovinezza, e quella che ricevetti da tale convivenza si può dire sia una “marchiatura a fuoco”. Nelle ultime fasi della vita di questo padre scomodo e difficile dovetti farmi carico da sola della sua cura, dopo che era deceduta mia madre, che gli faceva da “garante” – piuttosto precocemente e malamente, come racconto nel libro. In quel momento, a complicare il DOC erano intervenute la vecchiaia vissuta nel modo peggiore possibile e la demenza senile, che fecero diventare la nostra vita un vero inferno. Dopo varie vicissitudini penose, vista l’impossibilità di salvaguardare la sua incolumità con la gestione in casa sua, mi decisi a farlo ricoverare in una casa di cura, che tuttavia alleviò solo in parte i nostri insormontabili problemi.

È in quel momento che ebbi l’idea di scrivere le mie dure esperienze del passato e del presente, con la speranza di esternare il mio enorme disagio e alleviarlo almeno un po’, ma soprattutto di condividere il mio vissuto con altre persone che si trovassero nella stessa situazione, per aiutarle a capire e reagire in un modo più mirato di quanto fui in grado di fare io.

Così il libro prese forma, tornando indietro nel tempo, con il racconto del passato nella mia famiglia così particolare, fino ad arrivare al momento della strana fine di questo padre tanto condizionante e destabilizzante. Accanto al racconto sincero e senza “veli” degli eventi traumatici che hanno accompagnato la mia crescita ho affiancato le mie riflessioni di adulta (espresse in maniera a tratti ironica e per quanto possibile obbiettiva), che hanno tratto spunto dalle tante mie letture sulla materia e dalle competenze di tutti i generi da me acquisite nel tempo, che si può dire mi abbiano letteralmente curato.

Alla fine, inaspettatamente, la testimonianza così nata ha avuto per me la valenza di una catarsi, che spero possa avere effetto curativo e liberatorio anche su tutti coloro i quali avranno l’interesse, il tempo e la voglia di leggerla.

Recensione di Elena Agnese Bobbio

Rossella Sardi crea un libro-confessione percorribile secondo livelli diversi, dal più semplice e immediato a quello più approfondito e tecnico.

Immediatamente il testo si rivela interessante e incuriosisce, invogliandoci a continuarne la lettura.

Il soggetto era potenzialmente molto pericoloso. Il rischio possibile era quello di cadere in un’analisi lamentevole e vittimistica del proprio vissuto oppure - all’opposto e come fortunatamente non avvenuto - di rimanere asetticamente nel ruolo di giudice minuzioso che scannerizza gli aspetti meramente patologici grazie agli strumenti culturali specifici che la Sardi senza dubbio possiede.

Di momento in momento l’autrice medesima pare trasformarsi: bambina che rivive eventi sgradevoli o addirittura traumatici; persona adulta che analizza il passato per dargli una forma, per arginarlo e circoscriverlo e trovare così una modalità di comprensione che consenta un indispensabile superamento del dolore; sportiva competitiva, determinata e grintosa; donna matura che si incoraggia da sola e vede il positivo della propria esistenza riuscendo a valorizzare con obiettività i tanti successi ottenuti.

Un libro necessario in prima battuta proprio per lei: terapeutico perché l’oggettivazione sulla pagina di tutta una serie di emozioni ed esperienze infantili e giovanili è fondamentale per il superamento dei traumi.

L’eliminazione attraverso un’analisi quasi “istologica” di un bubbone tenuto dentro di sé per così tanti anni dà luogo a un percorso che è meraviglioso e salvifico per la Sardi stessa ma decisamente interessante, incuriosente e utile anche per noi che la accompagniamo nel suo percorso tramite la lettura.

La conoscenza delle patologie mentali - di queste malattie senza germi come le definisco io - non può che portare beneficio a chi ne soffre, dare sostegno a chi è compagno di un sofferente, offrire un’opportunità di sapere per chi vuole indagare l’essere umano nella sua completezza e complessità.

Solo attraverso l’acquisizione di conoscenze e di sapere si può arrivare a una doverosa comprensione del disagio mentale che è più comune di quanto si pensi e che è causa di enormi sofferenze indecifrabili ai più, di solitudini forzate, di emarginazione, di paure.

Sì, la malattia mentale fa paura: sia a chi la vive personalmente che a chi ne viene a contatto in modo più o meno intimo.

La psichiatria è scienza recente, le fosse dei serpenti sono state chiuse non da così tanto tempo e non sostituite da strumenti di sostegno adeguati, la “psicopatologia quotidiana” troppo poco conosciuta e presa nella giusta considerazione dalle persone “normali” anche se più diffusa di quanto si possa immaginare: la grande maggioranza di noi se ne ritiene ottusamente immune.

Ma, in realtà, chi non ha piccole fisse, ansie, manie, superstizioni, paure se non addirittura fobie?...

La conquista della consapevolezza riguardo alla differenza che passa tra il non pestare per gioco i bordi delle piastrelle camminando e il non riuscire più a muoversi per il timore di calpestarli ci fornisce strumenti di aiuto, comprensione profonda, accompagnamento e accettazione di chi davvero soffre di queste strane manie. Nonché i mezzi per un giusto ed efficace sostegno per chi è loro compagno o stretto famigliare.

La postfazione strutturata con le citazioni di brani di altri autori inerenti al tema del libro completa intelligentemente il volume e ci stimola a un doveroso approfondimento della vastissima materia.

Non si può quindi che lodare chi come Sardi espone con coraggio il proprio vissuto attraverso opere così belle e ben scritte al pari di questa.

Per info sul libro:

https://www.edizioni-psiconline.it/blog/intervista-a-rossella-sardi-autrice-del-volume-la-mia-vita-con-un-padre-doc-il-racconto-di-chi-ha-vissuto-da-vicino-il-disturbo-ossessivo-compulsivo.html

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