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"L'alba di domani ci sorprenderà addormentati, ancora abbracciati, e lo stesso sogno ci trasporterà oltre i confini più segreti…Forse un nuovo mondo ci riceverà senza parole nè paure ed il nostro sguardo attraverserà dei desideri la profondità".
Queste le parole immerse nelle note de "L'alba di domani", canzone timone dell'ultimo cd di Tiromancino, nonché colonna portante della sonorità di "Nero Bifamiliare", esordio riuscito di quello che potremmo definire uno dei giovani registi italiani più promettenti.
Federico Zampaglione,di una modestia e disponibilità poco comuni nell'ambiente, risponde alle nostre domande, presentandoci gran parte del cast del suo film, in cui anche il più secondario dei personaggi lascia un segno per la sua peculiarità.
Forse, viene da pensare, un nuovo mondo potrebbe sorprenderci davvero, magari dietro una villetta  (nero) bifamiliare, al di là di chiacchiere e fobie socialmente condivise: solo così, come dice la canzone, potremmo cogliere la profondità di una realtà che non si lascia catturare dalle comuni convenzioni.

zampaglioneFederico, questo film rappresenta il suo esordio alla regia, ci racconti questa nuova esperienza.

Federico Zampaglione: Il mio approccio al cinema è stato da semplice appassionato. Anche nei miei videoclip cercavo di raccontare storie, ma un giorno ho capito che non mi bastavano quei pochi minuti. Così per otto mesi mi sono concentrato sulla sceneggiatura con Rudolph Gentile, senza più suonare dal vivo.

Ecco, come mai un cantante di successo decide di sospendere con la musica e girare un film?
F. Z.: Non voglio freni dal punto di vista artistico, per carattere sono molto curioso della vita e non volevo fermarmi lì: come artista, quest’esperienza mi ha dato moltissimo, anche dal punto di vista umano, oltre che creativo. Sono stato molto fortunato. Devo dire che mi hanno preso come un pazzo quando ho preso la decisione di fermarmi con la musica per dedicarmi al film. Comunque il 23 Marzo scorso è uscito il nuovo cd, che contiene buona parte della colonna sonora del film.
 

"L'alba di domani ci sorprenderà addormentati, ancora abbracciati, e lo stesso sogno ci trasporterà oltre i confini più segreti…Forse un nuovo mondo ci riceverà senza parole nè paure ed il nostro sguardo attraverserà dei desideri la profondità".
Queste le parole immerse nelle note de "L'alba di domani", canzone timone dell'ultimo cd di Tiromancino, nonché colonna portante della sonorità di "Nero Bifamiliare", esordio riuscito di quello che potremmo definire uno dei giovani registi italiani più promettenti.
Federico Zampaglione,di una modestia e disponibilità poco comuni nell'ambiente, risponde alle nostre domande, presentandoci gran parte del cast del suo film, in cui anche il più secondario dei personaggi lascia un segno per la sua peculiarità.
Forse, viene da pensare, un nuovo mondo potrebbe sorprenderci davvero, magari dietro una villetta  (nero) bifamiliare, al di là di chiacchiere e fobie socialmente condivise: solo così, come dice la canzone, potremmo cogliere la profondità di una realtà che non si lascia catturare dalle comuni convenzioni.

zampaglioneFederico, questo film rappresenta il suo esordio alla regia, ci racconti questa nuova esperienza.

Federico Zampaglione: Il mio approccio al cinema è stato da semplice appassionato. Anche nei miei videoclip cercavo di raccontare storie, ma un giorno ho capito che non mi bastavano quei pochi minuti. Così per otto mesi mi sono concentrato sulla sceneggiatura con Rudolph Gentile, senza più suonare dal vivo.

Ecco, come mai un cantante di successo decide di sospendere con la musica e girare un film?
F. Z.: Non voglio freni dal punto di vista artistico, per carattere sono molto curioso della vita e non volevo fermarmi lì: come artista, quest’esperienza mi ha dato moltissimo, anche dal punto di vista umano, oltre che creativo. Sono stato molto fortunato. Devo dire che mi hanno preso come un pazzo quando ho preso la decisione di fermarmi con la musica per dedicarmi al film. Comunque il 23 Marzo scorso è uscito il nuovo cd, che contiene buona parte della colonna sonora del film.
 

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Si nota un rapporto molto stretto, quasi osmotico, fra musica e immagini nel suo film: come si è regolato?
F.Z.: A volte abbiamo privilegiato la musica su alcuni dialoghi, perché credo che musica e immagini insieme abbiano un grandissimo potere: suscitare emozioni in maniera immediata. Ma non si tratta di un videoclippone: il film ha una sua trama, un suo sviluppo narrativo.

Il suo è un linguaggio cinematografico molto particolare, che punta tutto sullo sperimentalismo.
F. Z.: Sì, alternando ritmi e psichedelie volevo evocare qualcosa, più che raccontare nella maniera tradizionale. Anche nel linguaggio visivo del film ho aggiunto qualcosa che fa parte del mio mondo, i videoclip, dove immagini e musica si confondono. Ecco perché i luoghi non sono riconoscibili: volevo porre l’accento su ciò che accadeva, non sul dove. Riguardo allo sperimentare, ha ragione: non volevo realizzare un film in modo classico. Dato che non era il mio mestiere, mi sono permesso di provare, il mio è stato un approccio abbastanza libero. Dietro questo film c’è molta passione e molto rispetto per chi il cinema lo fa da sempre.

Infatti nel film si notano diverse citazioni cinematografiche, quali sono i suoi registi di riferimento?
F. Z.: Ho sempre amato molto la commedia anni ’70, Monicelli, ma anche Bava, Argento, le contaminazioni di horror. Mi piacciono anche Tarantino, Lynch, mentre nel film c’è un omaggio al grandissimo Sergio Leone, giocando con un luogo (lo sfasciacarrozze, n.d.R.) che aveva poco a che fare con il western.

attoriLa bravura ma soprattutto la bellezza della protagonista femminile Claudia Gerini è dirompente. Potete raccontarci com’è stato per un’attrice professionista essere diretta dal proprio compagno esordiente e viceversa?
Claudia Gerini: La vita è fatta d’incontri. Io e Federico ci siamo sempre ispirati a vicenda, all’inizio avevamo lavorato insieme ad un videoclip, perché io amo la musica. In questo film sono stata un po’ la sua musa, ho seguito le fasi della sceneggiatura, ma eravamo in pieno ruolo attrice-regista. Abbiamo usato l’intesa creativamente, per portare verità, profondità, ma anche ilarità al personaggio e al film, lasciando il privato a casa.
Federico Zampaglione: Aggiungo soltanto che il personaggio di Claudia è molto complesso, in generale il bisogno che sentivo è rendere affascinanti i personaggi, costruendoli sulle intensità e le sfumature. E poi credo che Claudia sia la più versatile delle attrici europee: sensuale, forte, ironica, ma anche inquietante a volte. Mi è piaciuta molto ne “La Sconosciuta” e anche in “Non ti muovere”, e poi lei ha il grande dono di dare sempre il massimo anche in piccoli ruoli.

Ancora una domanda per entrambi: c’è l’eventualità che vi si ritrovi l’uno nel posto dell’altra, in uno scambio dietro-davanti macchina da presa?
C. G.: No, no, nessun progetto da regista, io amo recitare, non vi preoccupate.
F. Z.: No, neanche nei miei videoclip sono mai voluto apparire, molto meglio dietro la macchina da presa!

Luca Lionello torna a lavorare con Claudia Gerini dopo lo spettacolo “Teppisti” e il film “the Passion”, cosa ci dice a proposito di questa nuova esperienza insieme?
Luca Lionello: E’ stato un privilegio lavorare con Claudia, ma anche con Federico. Questo è un film che nasce dal cuore: il cinema è un po’ come fare l’amore, si fa con le mani.

Ernesto Mahieux interpreta uno dei personaggi più particolari del film, un ruolo che inizialmente aveva rifiutato...
Ernesto Mahieux: E’ vero, avevo conosciuto Federico per un videoclip subito dopo “L’imbalsamatore”, la sua sceneggiatura per questo film non mi era piaciuta sulle prime. Poi però mi sono fidato e alla fine ne è uscito questo portiere un po’ schifoso e un po’ malalingua.

Cinzia Leone in un ruolo con un retrogusto drammatico. Com’è nata la collaborazione con Federico Zampaglione?
Cinzia Leone: Dal parrucchiere! Volevo lavorare con lui, ho adorato la sceneggiatura: questo film parla dello spostamento dei propri fallimenti nella rabbia contro gli altri, il che mi sembra estremamente attuale. Con Federico abbiamo riscritto insieme il mio personaggio, una donna di una depressione assoluta, che però s’inghirlanda molto fuori, come spesso accade, essendo estremamente nuda dentro.

Ultime domande al regista: come mai, in una black comedy, la scelta di un lieto fine? E poi, ha già progetti per il prossimo film?
F. Z.: La scelta di base era di dare un messaggio che fosse positivo, una speranza, una possibilità ai personaggi, senza condannare il film e la storia ad un finale senza uscita. Per quanto riguarda i progetti fururi, che dire, per ora voglio godermi questo momento. Per il resto, mai dire mai.

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