ripartire da se stessi"Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli e per tracciare a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre." ( Jose' Saramago)

 

Nel corso della vita siamo spesso condizionati dagli altri che ci propongono o impongono modelli ideali di comportamento e di realizzazione personale.

Questo avviene fin da piccoli, nel contesto familiare e scolastico, dove può capitare che i genitori manifestino aspettative e desideri tesi ad ottenere il massimo, senza considerare la vera natura, lapersonalità egliinteressi dei propri figli L'ansia da prestazione rappresenta spesso un peso non indifferente soprattutto nel periodo adolescenziale, quando sono in atto trasformazioni significative sia sul piano fisico, che psicologico.

Ricondurre tutto a un modello di riferimento ( il compagno più bravo, quello che riesce ad ottenere risultati migliori nella scuola o nello sport) significa costruire una immagine ideale che rappresenta soltanto una proiezione dei propri desideri (o di quelli altrui), in un'ottica spesso avulsa dalla realtà. Questa sorta di omologazione non considera l'unicità della persona, la sua diversità che contempla idee, sentimenti, emozioni individuali tutte da interpretare e da accogliere senza giudizi o pregiudizi. Durante le varie fasi della vita questi modelli imposti possono rimanere come orme indelebili e di conseguenza condizionare scelte, relazioni, gli obiettivi che ognuno si prefigge.
In un contesto storico e sociale come quello che stiamo attraversando è importante ripartire da se stessi, considerando gli errori come una occasione di miglioramento e di rinnovamento, un trampolino di lancio per attenuare i sentimenti negativi, la sensazione di vuoto esistenziale che preclude ogni spinta a credere e investire in un progetto di vita futuro.

La resilienza di fronte alle situazioni critiche della vita costituisce una sorta di rafforzamento delle difese immunitarie, un banco di prova per imparare ad esprimere le potenzialità e le energie latenti. Questo nuovo approccio alle problematiche individuali è esclusivamente un patrimonio personale di cui spesso non conosciamo e riconosciamo le possibilità, le risorse in termini di ricchezza psicologica.

Un altro aspetto importante da sottolineare, quello che ci può avvicinare agli altri con la consapevolezza di accogliere e comprendere senza giudicare, è l'empatia.

Essere empatici significa superare l'egocentrismo e il narcisismo, rispecchiarsi negli altri condividendo emozioni, sentimenti, riscoprire il senso di appartenenza alla comunità che rappresenta da sempre un bene sociale  primario, oggi purtroppo lacerato e impoverito dalla crisi che colpisce le fasce più deboli.

Il nuovo anno apre uno scenario complesso e difficile perché i cambiamenti in atto sul piano politico e sociale fanno emergere la necessità di aprire nuove prospettive e adattamenti, un impegno di solidarietà  e responsabilità individuale per la formazione delle nuove generazioni che hanno bisogno di credere, nonostante tutto, in un futuro migliore.

 

scrivereL'articolo è stato scritto da Laura Alberico, Insegnante 

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