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Oggi più che mai parlare di educazione ambientale significa non solo acquisire conoscenze specifiche e atteggiamenti di responsabilità verso l’uso e la gestione delle risorse disponibili ma anche assumere una “forma mentis” che pone l’uomo al centro di una visione globale del mondo e delle sue trasformazioni.

 

I contenuti cognitivi di questa area disciplinare si riferiscono essenzialmente alla comprensione dei meccanismi che regolano le interazioni tra i viventi e l’ambiente, alla presa in carico dell’impatto ambientale che si viene a creare quando in un sistema ecologico si introducono nuovi elementi che possono, in molti casi, alterare e modificare gli equilibri esistenti. Tuttavia le conoscenze strettamente didattiche non bastano a soddisfare il bisogno di completezza e significatività di una tematica così ampia che poggia le sue basi sul concetto di “educazione”.

L’educazione ambientale ha come obiettivi la coniugazione della cultura ecologica, dei saperi scolastici con la promozione della crescita civile e politica dei futuri cittadini. In particolare gli obiettivi educativi vertono alla conoscenza della complessità: “La problematizzazione della cultura è la via maestra perché l’ambiente venga guardato con gli occhi indagatori, avvicinato con pratiche sperimentali, interpretato con idee di cui si vuole sondare l’efficacia, trasformato con azioni che non violentino le strutture profonde che connettono i vari aspetti della realtà che ci circonda (Semeraro R.- Verso un’ecologia dell’istruzione).

Un secondo obiettivo è quello della partecipazione emotiva ed affettiva verso l’osservazione dell’ambiente e dei suoi cambiamenti perchè nella formazione dell’adolescente sono fondamentali sia lo sviluppo degli aspetti di carattere cognitivo ( conoscenze, capacità logico-cognitive, abilità) che quello delle risorse personali collegate alla sfera emotiva e fisico-corporea ( percezione, motivazione, orientamento etico-valoriale ).

Il terzo obiettivo si riferisce allo sviluppo del pensiero critico, consapevole, profondo e creativo che consente di educare gli alunni alla responsabilità attiva nella gestione ed uso delle risorse a disposizione. Per questi motivi l’educazione ambientale non rappresenta una materia a sé stante ma un percorso didattico integrato e pluridisciplinare che mira a promuovere la formazione di conoscenze scientifiche e tecnologiche ma anche una graduale interiorizzazione di senso critico e autonomia di giudizio, un atteggiamento o stile di pensiero che possa delineare e rendere possibile un modello di vita qualitativamente migliore.

L’uomo tecnologico ha il compito di orientare e controllare il progresso guardando, come diceva il filosofo Kant “ il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”. Il principio di responsabilità è fondamentale nella presa di coscienza delle problematiche ambientali come sostiene il filosofo H. Jonas :” Agisci in modo che le tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra”( Jonas H.- Il principio di responsabilità).

L’educazione ambientale è, a tutti gli effetti, un canale privilegiato per poter avviare un discorso di riflessione e valutazione sugli strumenti metodologici della didattica delle discipline scientifiche. Il panorama attuale mostra come la complessa tematica dell’ecologia coinvolga diversi campi come la biologia, geologia e scienze sociali. L’interdisciplinarietà risponde al bisogno di educare i giovani in modo armonioso ed equilibrato sviluppando un curricolo in cui la didattica diventa flessibile e orientata verso la motivazione, l’informazione e la ricerca.

L’uomo e l’ambiente costituiscono un sistema, ognuno di essi ha subito nel tempo una lenta ma graduale trasformazione che ha consentito ad entrambi di convivere e di scambiare l’energia per la vita. Le risorse della terra ( aria, acqua e suolo) hanno sempre accompagnato l’uomo durante la sua storia, negli anni lo sfruttamento intensivo ha portato al loro esaurimento e all’inquinamento ambientale che rappresenta ormai uno scenario globale con cui tutta la comunità umana deve confrontarsi nel quotidiano e nell’immediato futuro.

La natura e l’uomo hanno subito profonde trasformazioni e di questo sono la evidente testimonianza i cambiamenti climatici molto radicali che cambiano il contesto in cui il sistema natura e cultura interagiscono e dipendono l’uno dall’altro. Il valore formativo dell’educazione ambientale può aiutare i giovani a comprendere le dinamiche delle trasformazioni di un pianeta, la sua naturale evoluzione e il compito non facile di interpretarne i segnali, di ascoltarne le richieste per acquisire quella responsabilità e sensibilità che sono le caratteristiche di una vera coscienza ecologica. Mentre le risorse ambientali si stanno esaurendo c’è una risorsa forse ancora poco sfruttata: l’informazione finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente naturale. Avvicinare gli alunni alla scoperta della natura significa recuperare il legame tra l’uomo e il contesto in cui vive ed opera.

Da diversi anni l’informazione viaggia su canali tecnologici, la rapidità e la sinteticità dei messaggi ha determinato nel tempo disinteresse e non coinvolgimento verso le tematiche ambientali che vengono proposte in modo settoriale e poco approfondito. La storia della natura è la stessa storia dell’uomo, nessun evento può essere compreso e considerato nella giusta misura se guardiamo soltanto in una direzione quella cioè che affida alle macchine e agli strumenti della nuova tecnologia il potere e l’efficienza nell’ottica di una società perfetta o quasi.

I cambiamenti climatici, i disastri ambientali sono segnali da non sottovalutare, la natura segue una sua evoluzione circa i corsi e ricorsi storici ma comunque l’intervento dell’uomo rappresenta l’ago di una bilancia che può accelerare e peggiorare le trasformazioni in atto.

E’ necessario trasmettere alle nuove generazioni l’interesse e la consapevolezza che ogni comportamento, ogni azione personale non è avulsa dal resto della collettività, dalla vita dei simili e degli altri esseri viventi. Una catena alimentare, oltre alle necessità biologiche di sopravvivenza su cui si basa, è un flusso di energia e di equilibri che si stanno inesorabilmente alterando. Gli interventi dell’uomo sull’ambiente sono stati molti e incisivi , hanno lasciato tracce visibili, orme di un passaggio che continua a disegnare una nuova geografia. Su questi percorsi “ obbligati” dobbiamo far riflettere i giovani che vivono quasi sempre legati al presente immediato. Una risorsa è tale se trasmette conoscenza, se può servire come valore di testimonianza per il cambiamento della società e della vita dei singoli.

La natura e l’ambiente sono lo scenario che accoglie e accompagna la storia dell’uomo, proprio per questo è indispensabile capire che ogni disfunzione, ogni alterazione della trama di questo racconto può cambiare il panorama globale e far sembrare, per assurdo, la natura una nemica da cui difendersi e contro la quale combattere per la sopravvivenza. 

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