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Nell’articolo vengono ripercorsi i momenti del ritrovamento delle vittime sino alla confessione degli assassini.
Nella conclusione una breve riflessione personale dell'autrice sulle carceri.

 

Dicembre 2006 in pieno centro a Erba, cittadina in provincia di Como, si consuma uno dei più efferati delitti che si ricordino.

Vengono brutalmente uccisi colpi di spranga e coltello:  Raffaella Castagna di anni 30, il figlio Youssef Marzouk di anni due , Paola Galli di anni 60 (madre di Raffaella Castagna) e Valeria Cherubini vicina di casa di anni 55 e infine viene ferito gravemente alla gola  Mario Frigerio ( marito della Cherubini) di anni 63 unico superstite.

SCENA DEL CRIMINE…

Lo scenario che si presenta ai soccorritori è a dir poco sconvolgente.  Il corpo di Raffaella Castagna  è disteso vicino al muro a poca distanza dall’ingresso, con la gola squarciata e il volto rivolto al soffitto, Raffaella è stata colpita violentemente con una spranga, accoltellata ed infine sgozzata.  Il corpo di Paola Galli è vicino la stanza del piccolo Youssef anche lei sgozzata. Valeria Cherubini  vicina di casa accorsa in casa della Castagna attirata da urla strazianti riesce a tornare a casa ma verrà ritrovata piegata su se stessa in posizione di difesa con la faccia rivolta verso il pavimento, anche per lei il colpo alla gola che ha reciso la lingua è stato fatale. Il corpicino del piccolo Youssef di soli due anni ucciso da una sola e dannatamente precisa coltellata  è stato ritrovato adagiato sul divano con le braccia spalancate.  Infine colpiscono anche il Frigerio che però si salva grazie ad una malformazione alla carotide che gli farà perdere poco sangue, gli assassini lo crederanno morto mentre invece sarà l’unico superstite.

Gli assassini  dopo il massacro decidono di dar fuoco all’appartamento con dentro i corpi delle vittime  per poter cancellare qualsiasi traccia che avrebbe potuto inevitabilmente ricondurre a loro.

INDAGANDO…

Le indagini partono subito a gran velocità, e la prima pista che viene seguita dagli investigatori  è quella del marito di Raffaella Castagna: Azouz Marzouk.

Azouz Marozuk ha una fedina penale nutrita per spaccio di droga ergo ciò non favorisce la sua situazione.

Ma i sospetti nei confronti di Marzouk cadono dopo qualche ora in quanto il ragazzo il giorno dell’omicidio era in Tunisia in casa dei genitori e così tutti i sospetti avendo un alibi di ferro cadono.

Le indagini proseguono e gli inquirenti seguono diverse piste una di queste riconduce a Marzouk ma non come esecutore  dell’omicidio,  ma come vittima di una vendetta legata ad un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma anche questa pista risulta essere nulla, fino a quando l’unico superstite della strage Mario Frigerio dopo quasi un mese di coma si risveglia e fornisce un identikit agli inquirenti. Tale identikit però non corrisponde minimamente alla figura nè di Olindo Romano e nè di Rosa Bazzi moglie del Romano.

Nei giorni seguenti le indagini continuano e gli inquirenti tornano dal Frigerio il quale riferirà che l’aggressore è una persona a lui nota e questa persona viene identificata dal Frigerio in Olindo. Frigerio fornisce nuovamente la descrizione dell’assassino e afferma di non aver riconosciuto subito Olindo

come l’aggressore perché non poteva credere che fosse stato in grado di compiere una mattanza simile. Dopo un lungo interrogatorio Olindo Romano ( netturbino) e Rosa Bazzi (casalinga) a meno di un mese dalla strage finiscono in manette.

Grazie al riconoscimento seppur tardivo del Frigerio le indagini iniziano a ad essere più spedite e iniziano ad emergere i primi indizi. Durante le indagini ciò che si cerca di comprendere è quale possa essere il movente di tale omicidio. Tutto viene ricondotto alle frequenti liti che avvenivano tra i Romano e la Castagna. Tali litigi erano dati dal fatto che secondo i Romano la Castagna disturbava la quiete dei vicini con rumori tanto da arrivare ad una causa civile tra le parti.

Gli inquirenti iniziano a ricostruire i fatti a partire dalla causa civile tra le parti. Lo scenario che viene presentato è il medesimo: Olindo e Rosa picchiano Raffaella  ( a causa dei presunti rumori ), la Castagna li aveva denunciati per  lesioni e ingiurie. Raffaella si mostrò anche disponibile nel ritiro di querela  in cambio di un risarcimento economico ma questo non fu accettato dai coniugi Romano – Bazzi che dopo due giorni dalla strage avrebbero dovuto presenziare all’udienza della causa civile.

Durante l’interrogatorio i coniugi tentano di difendersi affermando che la sera dell’omicidio avrebbero passato la serata in un Mc Donald’s ma ad incastrarli e farli crollare sarò proprio lo scontrino che loro utilizzano per avvalorare la loro tesi. Lo scontrino presenta un orario antecedente di due ore rispetto al momento della strage. Così l’11 Gennaio del 2007 dinanzi ai magistrati Olindo Romano e Rosa Bazzi confessano di essere gli esecutori materiali della strage. I coniugi raccontano l’accaduto con poche contraddizioni e senza lasciar alcun dubbio. Dubbi però che inizieranno ad esserci nei mesi successivi sino ad oggi a distanza di tempo con la condanna passata in giudicato sembrano  farsi sempre più forti.

RIFLESSIONI PERSONALI

Questo è uno dei tanti casi che il nostro Paese ha vissuto in prima persona. Ma sorge spontanea una domanda: la popolazione,  il  nostro Paese si è mai chiesto perché continuano ad esserci questi episodi di violenza? Credo che si dovrebbero cambiare molte cose a partire anche dalle Carceri.

Se si continua a tenere un soggetto già incline a delinquere per  20, 30 anni in cattività quando uscirà è quasi inevitabile che quest’ultimo non delinqui.
Dovrebbero esserci dei supporti psicologici seri e soprattutto dovrebbero far in modo che una volta che questi soggetti son fuori vengano reinseriti nella società (specialmente i minorenni); solo in questo modo si potrebbero cambiare le cose.

 

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