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 Oggi coltivare una vera amicizia è sempre più difficile.
Il lavoro, la società, il modo di vivere, la famiglia ci allontanano da questo grande valore. Nel mondo moderno si è perso il profondo significato dell’amicizia, ognuno va avanti per sè, come una lotta alla sopravvivenza, le amicizie false sono dettate dagli interessi, dai secondi fini e si tende la mano solo se si sa di essere ricompensati. Molte persone definiscono “amici” tutte quelle conoscenze con cui entrano in contatto, con cui scambiano qualche parola,opinione, con cui passano del tempo, dei quali però hanno magari solo una conoscenza superficiale. La maggior parte delle persone che consideriamo nostre amiche sono, in realtà, solo dei conoscenti.

Persone, che non ci sono lontane come la totalità informe degli altri.
Sappiamo che problemi hanno, li sentiamo affini, ci rivolgiamo a loro per aiuto e li aiutiamo volentieri.
Abbiamo con loro buoni rapporti però non abbiamo una profonda confidenza, non raccontiamo loro tutto di noi.
Vedendoli non ci sentiamo così felici, non ci viene spontaneo sorridere e sentirci sereni. Se abbiamo successo e ci realizziamo nella vita grazie alle nostre capacità e competenze o riceviamo un premio, ci rendiamo subito conto che queste persone non si sentono felici come se fosse successo a loro. In molte amicizie di questo tipo c’è spesso gelosia, denigrazione, contrasti e cattiveria. I rapporti estremamente cordiali molto spesso coprono una realtà conflittuale.

Certo, queste persone non ci sono estranee, anzi ci sono vicine, ma non sono amici!
L’amicizia è un valore molto importante ad ogni età, perché consente agli individui di esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni, ma anche di sostenersi a vicenda e di confrontarsi.
L’amicizia richiede lealtà, rispetto, franchezza e fiducia reciproca. L’amicizia richiede questo ma la società moderna sta perdendo questo grande valore.
Queste amicizie sono di lunga durata, si realizzano in qualunque momento della vita, a qualunque età, non richiedono limiti, ma solo la consapevolezza da parte di entrambi del sentimento reciproco solido che li lega.
Ciò non predispone che sarà sempre un legame pacifico, ma può condurre e far nascere litigi più o meno intensi se c’è una mancanza di comprensione.
L’amicizia è il legame più solido tra due o piu amici ma non presuppone che la persona con cui entriamo in legame sia sempre presente e a disposizione per noi in ogni istante, perchè è evidente che a tutto ciò è necessario anche un cambio da parte nostra. Oggi le persone sono dominati da due sentimenti potentissimi: l’egoismo per sè stessi e l’invidia verso gli altri.
Questi sentimenti muovono il mondo di oggi e una buona parte dei rapporti che instauriamo con gli altri.

Viviamo in una società dove le persone cercano di raggiungere i propri obiettivi con ogni mezzo e tanto iperattivismo certi di star cercando l’unica verità interiore, non accorgendosi che l’impegno eccessivo rovina la capacità di rapporto, di relazione vera, di comprensione e di aiuto reciproco verso la crescita interiore.
Ma davvero l’assenza di legami sociali significa più autenticità e più libertà?
Esiste un bisogno strumentale dell’altro inconfutabile. Un bisogno che nasce dalla consapevolezza che senza l’altro, non siamo! Una dipendenza voluta dal nostro essere animali sociali.
Ma siamo riusciti a trasformare questo istinto primitivo della socializzazione dettata dal senso di appartenenza e dalla solidarietà al mero “utilizzo dell’altro”.
Siamo riusciti nei nostri rapporti ad eliminare quella passione spontanea che rende capaci di dare.

Ma che cosa significa amicizia?
L’amicizia è: condivisione di segreti e complicità; affinità di natura e comunanza di aspirazioni; passare insieme dei momenti unici; fiducia e intesa reciproca; potersi rilassare e lasciarsi andare; poter sempre e comunque contare sull’altro; parlare lo stesso linguaggio; avere gli stessi valori e ideali e capirsi con uno sguardo.
Un’autentica relazione di amicizia richiede una profonda tolleranza e accettazione dell’altro anche negli aspetti meno piacevoli per noi, cosa non facile, perché il nostro correre quotidiano ci impedisce di avere il tempo di “sentire” e “vedere” l’altro, cui inevitabilmente prestiamo frettolose attenzioni.
E questo ha delle conseguenze: frequenti crisi esistenziali dovute troppo spesso all’isolamento per mancanza di rapporti interpersonali veri e solidali. Il problema di fondo a mio avviso oggi è che l’uomo non è più amico di sè stesso.
L’uomo che è amico con sè stesso si rispetta, ha rispetto per sè stesso e per la sua persona perchè si apprezza. Il suo prezzo è alto perchè sa che vale tanto e non accetta che chi ritiene amico o amica non gli riconosca questo valore! Ed è per questo che non dovremmo mai smettere di alimentare il bambino che è dentro ciascuno di noi.

I bambini amano la vita, perché la vita è in loro, è nel loro cuore.
E quale bambino disprezza se stesso?
Il bimbo può venire disprezzato ma non disprezza.
Il bambino ama tutti, accoglie tutti, non fa distinzione fra il bello e il brutto, perché i suoi occhi sono puliti perché il suo cuore è pulito. Ma quando cresce, se il genitore non è attento nell’educazione del figlio, il figlio comincia ad andare fuori dalla strada maestra e comincia ad aggrapparsi alle cose di questo mondo, comincia a crescere nel suo cuore il possesso: “Questo è mio, questo è tuo”. Comincia a sparire la generosità in termini di dare come affetto, come amore, come sensibilità verso l’altro.
E più entra il possesso, più entra l’egoismo e quindi: io divento il centro del mondo e gli altri non esistono più!

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