La crisi della famiglia riscontrata dai primi decenni  del XX secolo è dovuta a fattori sociali, economici e demografici. Queste influenze sono interdipendenti e contribuiscono a definire le caratteristiche che nel tempo hanno determinato cambiamenti significativi  sia nelle relazioni interpersonali all’interno del nucleo familiare che nel valore della  struttura istituzionale che la rappresenta.

Per poter analizzare le trasformazioni della famiglia nel corso del tempo bisogna considerare quindi il quadro storico di riferimento e l’evoluzione culturale e sociale della popolazione in relazione ai bisogni e alle risorse del singolo e della collettività. Mentre per i biologi la famiglia rappresenta “ il gruppo biologico” per i sociologi è “l’unità fondamentale dell’organizzazione sociale”.

Da una famiglia patriarcale autogestita e autosufficiente  sia dal punto di vista organizzativo che funzionale esistente fino alla metà del ‘900 si è passati a una famiglia mononucleare in cui i figli non costituiscono più una risorsa economica ma un onere che incide  pesantemente  nel bilancio familiare. Con l’avvento  del boom economico degli anni ’60  e ancora prima con il flusso di immigrazione nel nord industrializzato  i membri familiari cominciano a perdere la loro coesione; i tempi e gli spazi per le relazioni interpersonali  si impoveriscono, spesso le famiglie si frammentano perché il  capofamiglia si allontana dal luogo di origine per cercare lavoro.  Le campagne vengono abbandonate e la “logica” del mercato occupazionale diventa una necessità impellente per la sostenibilità delle risorse familiari.

I ruoli e le funzioni dei membri familiari cambiano radicalmente, la donna assume spesso una funzione direttiva e amministratrice diventando anche l’unica figura educativa  per  i figli. Il benessere materiale della famiglia ha, per contrasto, visto nascere un crescente malessere delle relazioni sociali. La cosiddetta crisi dei valori è un indice di come la vita familiare sia stata sottoposta a pressioni dovute al raggiungimento del successo sociale e del benessere economico.

Attualmente  l’organizzazione della famiglia  è minacciata da varie forme di avversità : povertà, malattie, conflitto e divorzio. In queste  condizioni i principi guida cioè i valori che su cui essa si fonda (uguaglianza, altruismo, impegno, successo) diventano dei fragili baluardi che tendono a disgregare le relazioni interpersonali. Spesso in ambito familiare la violenza fisica e psicologica  diventa una abitudine, una routine che sfociano  di frequente in  eventi tragici di cronaca nera a cui quotidianamente assistiamo.

Le convinzioni di efficacia dei membri familiari perdono il loro valore per i motivi suddetti e la precarietà materiale si lega spesso a quella psicologica. Esiste un modello di società parcellizzata che tende a minare le risorse su cui la famiglia ha affidato e costruito i suoi valori. Parlare della crisi della famiglia significa evidenziare il malessere della società moderna, la carenza   di sicurezza economica, il disagio individuale che nasce spesso da un mancato riconoscimento sociale, il senso di inadeguatezza e incapacità a far fronte ai cambiamenti radicali che in questo periodo esercitano forti pressioni sull’intera collettività.

La modernità “liquida” teorizzata dal sociologo Bauman rappresenta un periodo storico mutevole caratterizzato da continui adattamenti che spingono l’individuo e l’intera società a perdere quella solidità che rappresenta il frutto di conquiste e di sicurezza, valori di riferimento che da soli possono assicurare serenità ed equilibrio del singolo e della comunità.  

Quella che Bauman definisce “sicurezza” riguarda la sfera esistenziale, delle certezze e personale. Se da un lato la libertà individuale è aumentata, di contro lievita l’insicurezza della collettività. La “cellula” familiare vive in un tessuto sociale malato, le maglie della  sua struttura  evidenziano le criticità di un periodo in cui la precarietà delle  risorse materiali influenza negativamente la “resilienza” cioè la capacità individuale  di affrontare e di superare  le avversità della vita.

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