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Oggi l’ignoranza dilaga e molte statistiche affermano infatti che la gente è sempre più ignorante.
L'ignoranza è la condizione dell'ignorante, cioè di chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, ovvero manca di una conoscenza sufficiente di una o più ripartizioni del sapere.

 

 

In senso comune il termine ignoranza indica la mancanza di conoscenza e di qualche particolare sapere, inteso in generale o su di un fatto specifico.

C'è l'ignorante che sa di esserlo e quello che non sa di esserlo. L'ignorante che sa di esserlo può aver paura di ciò che non conosce, ma quello che non sa  di esserlo si sente al sicuro perché non conosce i propri limiti mentali.

Oggi l’ignoranza non sembra così tanto un limite visto che spesso vediamo persone veramente ignoranti riuscire ad avere successo, fama, eccetera.

Per riuscire però ad arrivare a quei livelli queste persone devono calpestare gli altri, accettare compromessi ed altre strade, perché un confronto certamente non sono in grado di sostenerlo visti i limiti della loro conoscenza. Queste persone spesso sono gelose di chi “ ha qualcosa “ e non ho detto di “ chi e’ qualcuno” perché per loro esiste solamente  l’avere e non l’essere.

Questo binomio ignoranza-gelosia conduce spesso alla cattiveria che è ciò che caratterizza l’uomo e la società di oggi.

La cattiveria è figlia di primo grado dell’ignoranza. Ignoranza intesa nel senso di “non sapere” e/o non essere stato messo in grado di apprendere.
Poi c’è  il  “non sapere” per la mancanza naturale di attitudine all’apprendimento, spontanea o indotta: la stupidità.

Quindi molta gente oggi è solamente ignorante o anche stupida?

L'intelligenza è l'insieme di tutte le funzioni psichiche/mentali che permettono ad un soggetto (individuo o animale) di capire cose ed eventi, scoprendo le relazioni che intercorrono tra esse arrivando ad una conoscenza concettuale e razionale. Essa si percepisce nella capacità di comprendere, adattarsi e fronteggiare con successo nuove situazioni e può quindi essere concepita come una capacità di adattamento all'ambiente. Uno degli aspetti dell'intelligenza a livello pratico è la capacità di agire in modo appropriato alle situazioni.

L'intelligenza secondo me  è sinonimo di capacità alla comprensione, di apertura al nuovo, a ciò che ti rende migliore; il contrario è la mancanza di perspicacia, la chiusura al nuovo, al tentativo di entrare in armonia con chi ci circonda e quindi al bello, alla conoscenza, all’opportunità.
Naturalmente l'intelligenza ti fa comprendere che questa apertura richiede impegno quindi ti rende più operoso, attivo.  Sotto il profilo di "materia grigia" molto dipende da come si è fatti e dall'esperienza di vita che ti ha permesso di mantenerla viva e attiva. Sotto il profilo psicologico invece molto dipende dalle tue aspettative, dalla tua capacità di sfruttarla .

Elemento fondamentale dell'intelligenza è la volontà di porla in essere.

L’opposto di istruzione è ignoranza, ma l’opposto di intelligenza è stupidità, e secondo me è qui che il problema risiede.

Il problema non è soltanto la mancanza di istruzione e quindi solamente un problema di ignoranza ma è anche l’indifferenza, il disinteresse, questa carenza di senso di empatia per il mondo. L’ignoranza è una condizione che si cura con l’istruzione, ma la stupidità non si cura perché non c’è interesse ad essere curati, niente ti fa provare stimoli ed ecco che di fronte a raccomandazioni, caste, criminalità organizzate, crisi  economica mondiale eccetera spesso si sente dire:

“ E cosa posso farci io?”

E’ fondamentale  iniziare a considerare ciò che è appena stato emesso come una domanda e non come una risposta da rivolgere a sé  stessi:

"Cosa posso fare io?"

Tornare a desiderare diventa il valore civile necessario per riattivare la dinamica di una società troppo appiattita. Questa nostra società appiattita vive di comportamenti e atteggiamenti disorientati, indifferenti, insensibili, passivi. Siamo scivolati in basso e alla cultura, motivazione, abbiamo finito per sostituire l’ignoranza, la cattiveria, il ghigno. Non possiamo sederci sulla nostra decadenza. Abbiamo bisogno di interrogarci sui percorsi attraverso i quali riacquistare il valore civile del desiderio di cambiare,crescere e migliorare. Noi possiamo cambiare ma dobbiamo veramente volerlo.

La base di partenza è riconoscere i propri limiti e da qui iniziare il cammino verso il cambiamento, utilizzando la propria intelligenza nel migliore dei modi.

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