comunicazione“L’intelligenza è distribuita dovunque c’è umanità, essa può essere distribuita e valorizzata al massimo dappertutto mediante le nuove tecniche e mettendola in sinergia. Oggi se due persone sanno cose complementari, per mezzo delle nuove tecnologie, possono davvero entrare in comunicazione l’una con l’altra, scambiare il loro sapere, cooperare. Detto in modo assai generale, per grandi linee, è questa, in fondo, l’intelligenza collettiva”. (P. Levy)

La comunicazione che ha come obiettivo il trasferimento di informazioni dall’emittente al ricevente è cambiata radicalmente nel corso degli anni. La scrittura e l’uso del telefono hanno configurato un tipo di comunicazione “orizzontale” in cui  non esistono interferenze, cioè altre persone coinvolte nel messaggio comunicativo. Con l’avvento della televisione e lo sviluppo della comunicazione di massa la trasmissione delle informazioni si è allargata a macchia d’olio perché i messaggi multimediali hanno avuto la possibilità di arrivare a un pubblico più vasto. Con le nuove tecnologie digitali ( computer ) il modello comunicativo è cambiato radicalmente.

La multimedialità è caratterizzata da processi di convergenza perché i diversi strumenti adoperati per la comunicazione si sono opportunamente integrati per ampliare e rendere più efficace la trasmissione del messaggio. L’utente che naviga su internet è completamente immerso in un mondo virtuale, egli stabilisce, come sostiene il sociologo belga  De Kerckhove, un forte legame tra tatto- corpo- identità. De Kerckhove sostiene che esiste una “ intelligenza connettiva” per mezzo della quale le capacità individuali sono impegnate in una concreta azione e verifica sul campo. La digitalizzazione  e la trasmissione delle informazioni a largo raggio hanno annullato i parametri spaziali e temporali consentendo una comunicazione immediata e interattiva nella quale sono coinvolte più persone nello stesso istante.

Oggi la rivoluzione digitale consente una comunicazione in cui tutte le persone coinvolte sono loro stesse fonti di più messaggi che diventano una fitta rete di relazioni e di interazioni. In questo senso il filosofo francese  P.Levy parla di “intelligenza collettiva” perché più persone possono entrare in sinergia mettendosi in contatto e scambiando le loro conoscenze. Levy chiama questo spazio comunicativo lo “spazio antropologico” del nuovo sapere.
La teoria degli usi e gratificazioni nello studio degli effetti dei media si sviluppa negli anni ’80. I principali studiosi di questa teoria sono Rosengren, Greenberg e Blumer. Rosengren nell’Introduzione allo studio della comunicazione  considera i mass-media una importante agenzia di socializzazione perché questi mezzi di informazione  trasferiscono la cultura dal livello della società a quello dell’individuo Non ci si pone la domanda di ciò che i media fanno ma come le persone si pongono in relazione ai mezzi di comunicazione della società moderna.

I risultati di questi studi mettono in evidenza che il pubblico è un soggetto attivo perché sceglie liberamente cosa vedere e leggere, in base alle esperienze e ai gusti personali, al proprio modo di essere e di vedere la vita. Poiché gli individui sono attori sociali interagiscono con le offerte dei media rivelando in questa interazione la propria storia personale (se ad esempio da piccoli si preferisce leggere romanzi di avventura è molto probabile che lo si continuerà a fare da grandi ). Le origini socio-culturali e psicologiche dei bisogni generano delle aspettative che conducono a differenti modalità di fruizione del consumo mediale.

Se ad esempio si ama la musica classica si sceglierà nel tempo libero di andare ai concerti oppure di ascoltare o di acquistare brani di questo genere; tale meccanismo, con il tempo crea aspettative sempre diverse, un piacere e una gratificazione che rafforzano il gusto e l’interesse soggettivo per la musica classica che rappresenta quindi una scelta  mirata. Le principali motivazioni di consumo riguardano i bisogni cognitivi (informazione), affettivo-estetici (musica), integrativi della personalità (moda, pubblicità, arredamento), integrativi delle relazioni sociali  (vestire in un certo modo, usare particolari accessori).

E’ da rilevare tuttavia che il risvolto negativo esiste quando si evidenziano fenomeni di omologazione e omogeneizzazione che riguardano i gruppi sociali più svantaggiati, essi cercano nel consumo mediale facili gratificazioni (uso di film banali o pornografia) trasformandosi in fruitori e spettatori passivi. Poiché il consumo mediale contribuisce alla costruzione del sé ideale il soggetto sarà influenzato positivamente quando le scelte avranno un certo spessore culturale e messaggi informativi efficaci per la crescita personale.

 

Studio di Psicoterapia MenteSociale

studio mix

Indirizzo: Via dei Castani 170, 00171 Roma
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 15, numerose linee di bus

Email: info@mentesociale.it

Telefono: 0664014427

ORARI DI SEGRETERIA ED APERTURA AL PUBBLICO:
Lunedì dalle 10.00 alle 13.00
Martedì dalle 10.00 alle 13.00  (anche Sportello Psicologico)
Mercoledì dalle 17.00 alle 20.00
Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 (anche Sportello Legale)
Venerdì dalle 10.00 alle 13.00
ideaIn altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.