di canioAlcuni ricorderanno il famoso o famigerato saluto (dipende dai punti di vista) di Paolo Di Canio ai suoi tifosi durante la partita tra Livorno e Lazio dello scorso campionato. L’attaccante biancoceleste dopo aver segnato la rete corse sotto la curva dove erano assiepati i sostenitori della sua squadra con la mano destra alzata, palese richiamo al saluto fascista. Lo stesso ha fatto alla sua uscita dal campo, questa volta però rivolgendosi provocatoriamente al resto del pubblico livornese. Tra le altre cose, lo stesso giocatore non ha mai nascosto la sua simpatia per quella determinata ideologia e già in precedenza si era reso protagonista di simili azioni in altri stadi, sempre a coronamento di un gol o come semplice saluto congedante a fine partita.

Naturalmente tale condotta non ha mancato di suscitare proteste e “controreazioni” dalle opposte parti che si sono sentite chiamate in causa. Ognuno ha detto la propria, apportando più o meno corrette giustificazioni.

Quello su cui io invece intendo soffermarmi non è l’aspetto ideologico: non voglio discutere qui il parere politico di chi la pensa in un modo piuttosto che in un altro; tuttalpiù potrei osservare in quel gesto il sintomo di una presunta ponderazione, sempre supponendo una formazione ed una maturazione alla base del pensiero che è dunque lungi dall’essere mera forma emulativa.

Io invece mi limito a criticare, in questa sede, l’atto inteso come azione svoltasi in un determinato contesto. E’ mia premura evidenziare che in quella determinata situazione esibire provocatoriamente il saluto romano con la sola intenzione di beffeggiare e irritare volutamente un pubblico comunque inerme, in quanto vincolato da un serie di opportune restrizioni, non è stato affatto appropriato.

Biasimo, dunque, il senso contestuale infarcito di rabbia e irrazionalità, non il gesto simbolico in sé. È risaputo che il popolo livornese ha tutt’altri riferimenti politici, e non era un mistero il clima teso che si sarebbe respirato alla partita, con il forte rischio di scontri tra due tifoserie antitetiche sotto diversi punti di vista. Atteggiamenti del genere rischiano d’inasprire ulteriormente un clima di per sé già instabile. In qualche modo, il prepartita, che ha visto alcuni supporters livornesi apostrofare pesantemente Di Canio, può servire a spiegare una reazione istintiva e liberatoria di questo genere ma non può assolutamente giustificarla. Tra l’altro, addentrandoci in dissertazioni ideologiche, chi si pone come un sostenitore impavido di questa fede politica, che per principio dovrebbe sostenere lealtà, fermezza ed invitare ad una condotta rigida, intransigente e moralmente irreprensibile, cade poi, nei fatti, in netta contraddizione: chi vuole ordine e predica disciplina non può farsi fautore di discutibili e pericolosi atteggiamenti.

In fin dei conti, così facendo, si corre il rischio che tutto si dissolva in un fuoco di paglia, evanescente, fatuo. Si parte col voler dare un contributo, magari anche sincero, finalizzato al miglioramento della società e si finisce con l’essere risucchiati dallo stesso vortice dal quale si cerca uscire: quello dell’incomprensione e della violenza.

Il problema, di conseguenza, si concretizza e diviene di carattere pratico. Parlo, nella fattispecie, di ordine pubblico. Con gesti simili, dunque, si rischia d’innescare, specialmente in particolari circostanze (come può essere una partita di calcio), un meccanismo a reazione che si risolverebbe in una “esplosione emotiva” di difficile controllo, compromettendo così la sicurezza e dell’incolumità di tanta gente.

Questo vale ovviamente per tutte le altre situazioni simili nelle quali un gesto o una parola, di per sé semplici espressioni di modi di vedere ed interpretare la vita, esasperati dal contesto, possono divenire fonte di imponderabili conseguenze sotto molti profili.

Studio di Psicoterapia MenteSociale

studio mix

Indirizzo: Via dei Castani 170, 00171 Roma
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 15, numerose linee di bus

Email: info@mentesociale.it

Telefono: 0664014427

ORARI DI SEGRETERIA ED APERTURA AL PUBBLICO:
Lunedì dalle 10.00 alle 13.00
Martedì dalle 10.00 alle 13.00  (anche Sportello Psicologico)
Mercoledì dalle 17.00 alle 20.00
Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 (anche Sportello Legale)
Venerdì dalle 10.00 alle 13.00
ideaIn altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.