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essere mancino


Storia, evoluzione e difficoltà dell'esser mancini in una società destrimane.

La diversità che contraddistingue il genero umano è una risorsa (biologica e culturale) che nella nostra storia abbiamo sempre sfruttato per adattarci, ingegnarci e per imporre l’egemonia su questo mondo.

Allo stesso tempo le nostre diversità, fisiche e culturali, sono state e sono molto spesso, frutto di discriminazioni anche molto atroci e violente. La storica concentrazione del potere economico e sociale nelle mani dell’uomo occidentale, bianco e di origine europea, ha fatto credere a questa parte del genere umano di poter imporre i propri paradigmi culturali ma anche le proprie credenze e paure a tutti gli uomini.

Un esempio tra i più studiati è sicuramente la discriminazione razziale rivolta prevalentemente verso le persone di colore, ma al giorno d’oggi si affacciano all’orizzonte anche studi su disparità storiche più invisibili o meno cruente ma che hanno comunque influenzato la vita di milioni di persone, questo è il caso dei mancini.

Al giorno d’oggi almeno due persone su dieci sono mancine, ciò costituisce una cifra considerevole di persone che devono ogni giorno fare i conti con un mondo pensato per i destrorsi. La crescita del mancinismo all’interno della popolazione mondiale è sicuramente frutto dalla permissività crescente avuta nella nostra società dal dopoguerra in poi, ma fino a poco tempo fa le persone mancine sono state frutto di ostracismo e si cercava il più possibile di nascondere o correggere questa stigmate.

Ciò di cui non ci rendiamo conto è che anche oggi nella nostra vita quotidiana, il nostro modello culturale sottolinei continuamente come la parte destra sia la buona e la sinistra la cattiva: si saluta con la destra, una persona fidata è chiamata “braccio destro”, quando ci si sveglia male ci si sveglia col “piede sinistro”, si giura con la mano destra poggiata sulla bibbia, fino ad indicare una persona sospetta come “sinistra”. Consuetudini, sicuramente, ma che indicano come storicamente questa credenza era cosi radicata da influenzare in questa distinzione anche il linguaggio utilizzato comunemente e le abitudini.

La preminenza destrorsa è una questione affrontata da molti studiosi nel corso dei secoli. Le spiegazioni trovate si situano in una concezione simbolica e funzionale; Bichat per esempio affermava che la predominanza destra è legata alle tecniche di combattimento dei guerrieri, utile a proteggere la parte sinistra del corpo dove si trova il cuore. L’antropologo Hertz, cerca invece di collocare all’interno della sua teoria della polarità, l’egemonia dei destri: “l’universo intero si divide in coppie di contrari”; dall’affermarsi della coscienza religiosa, l’uomo ha visto nelle alternanze e nelle antinomie del mondo fisico e del mondo sociale l’espressione di un dualismo immanente in tutte le cose.

Le teorizzazioni appena esposte e le altre, anche tra le più disparate, venute fuori nel corso dei secoli, pongono sempre al centro della propria analisi una forma ideale e non naturale di divisione tra destri e mancini, non mettendo a fuoco forse l’unica spiegazione più vicina al vero ed approfondita solo negli ultimi 25 anni, cioè che sia una semplice questione fisiologica, dettata da questioni naturali, per cui il mancinismo sarebbe:

1.     innato

2.     costante

3.     ereditario, familiare

4.     impossibile da eliminare.

A livello statistico si può sottolineare che nelle coppie destrorse il 7% dei figli nasce mancino, questa percentuale sale all’11 se si considerano le coppie in cui un partner non è destro, fino a trovare la massima frequenza nelle coppie esclusivamente mancine (43%).

La contrapposizione tra mano buona (la destra) e cattiva (la sinistra), percorre nel corso dei secoli tutti i nostri ambiti culturali, a partire dalle semplici credenze popolari, fino ad arrivare alla religione e alle sue rappresentazioni. Sant’Agostino affermava che “la destra è presa quale parte buona o in bene, in giustizia, e la sinistra quale parte cattiva, in male o ingiustizia” e gli esempi che si potrebbero riportare anche all’interno della Bibbia sarebbero tanti altri. Di conseguenza molto spesso anche nell’iconografia religiosa la rappresentazione della mano sinistra descrive atti sbagliati, malvagi, ad esempio con un serpente arrotolato lungo tutto il braccio, sempre contrapposto alla destra, mano virtuosa e rivolta verso il cielo. L’esempio più riconoscibile è sicuramente il bellissimo quadro del pittore Hugo Van der Goes,La caduta dell'uomo, qui sotto riportata, in cui Eva è rappresentata protesa nell’atto di raccogliere la mela del peccato con la mano sinistra, condannando l’uomo alla cacciata dall’Eden, mentre Adamo è situato alla sua destra, simbolo della ragione e dell’esser virtuoso.

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