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Il Servizio Sociale di Comunità (Community Work)
L'enfasi posta sui processi democratici che hanno luogo in piccole comunità ed il potenziamento di questi processi attraverso un lavoro di collaborazione tra cittadini ed esperti ne rappresentano i fondamenti basilari.
Frammenti di conoscenza e di teoria presi in prestito da sociologi e psicologi contemporanei cominciarono ad avere qualche influsso sulla pratica.
In generale, tuttavia, l'organizzazione di comunità tendeva a presentarsi, siamo nel corso del decennio che precedette il secondo conflitto mondiale, come un orientamento filosofico piuttosto che come una metodologia definita. Questa filosofia evidenziava i valori della solidarietà, lo spirito di ricerca e la consapevolezza dei fini e dei valori etici. Si affermava il valore dell'unità da raggiungersi attraverso un uso creativo delle diverse parti componenti, della necessità di considerare l'uomo in coerenza con il perseguimento degli obiettivi democratici e, infine, del valore del consenso come ingrediente vitale di una vera democrazia.
Forme diverse di sviluppo economico, maggiore o minore interventismo sociale, maggiore o minore spazio dato al privato anziché al pubblico, finiscono per caratterizzare in maniera particolare il lavoro di comunità nelle diverse epoche e nei diversi paesi.
Nella letteratura relativa al Servizio Sociale, il lavoro di comunità viene comunemente inteso come "pianificazione sociale e organizzazione di comunità" (social planning and community organization). Tale dizione si riferisce a un processo definito generalmente di problem solving in cui un "agente sociale di cambiamento" aiuta un "sistema-azione comunitario" composto di individui, gruppi o organizzazioni ad affrontare i problemi sociali.
In questo senso, il lavoro di comunità, partecipa al più generale processo di sviluppo di comunità (community development) e ricomprende le varie modalità con le quali il lavoro di comunità si è storicamente realizzato nel Servizio Sociale.
Nella prospettiva del Servizio Sociale, lo sviluppo di comunità viene considerato come un processo di interventi deliberati in una struttura di relazioni tra persone e organizzazioni in un ambito territoriale o in una comunità di interessi per facilitare la soluzione di problemi sociali e favorire l'adozione di determinati modelli di soddisfazione di bisogni collettivi e di funzionamento socio-politico.
L'enfasi viene posta sulla formazione socio-politica, sullo sviluppo organizzativo e sulla creazione di strutture che rendano effettivo il potere della comunità.
La solidarietà comunitaria è un fattore di base per la mobilitazione delle motivazioni e delle risorse dei cittadini e per un approccio ai problemi sociali dal basso e non specialistico (a differenza del più abituale approccio di politica sociale: dall'alto, burocratico e professionalizzato).
Nell'ambito di questo metodo si evidenziano tre attività principali:
1.    Sviluppo di, e lavoro con, gruppi e organizzazioni comunitarie. La pianificazione sociale e l'organizzazione di comunità è avviata e condotta da operatori sociali con il sostegno di sponsor sociali (pubblici o privati). È effettivamente svolta dai membri di qualche tipo di collettività (rappresentanti di organizzazioni, abitanti di un quartiere, ecc.). I gruppi che danno avvio, che sponsorizzano e che portano avanti l'azione, possono o meno essere composti dalle stesse persone (ad esempio, una fondazione può finanziare altre organizzazioni perché queste diano avvio a nuovi gruppi e a nuovi organismi). Indipendentemente dalla composizione di questi gruppi, l'organizzazione ha il compito di identificare e fare assegnamento su un gruppo, o più gruppi, che garantiscano:
sostegno finanziario o latro genere di supporto che permetta l'avvio del tentativo;
l'identificazione del problema per il quale è richiesta l'azione di comunità;
l'impegno a lavorare sul problema "già" identificato.
Questi gruppi  e organismi possono essere organizzati per obiettivi espressivi (ad esempio, un gruppo di quartiere che cerca di migliorare le relazioni fra i residenti), oppure per obiettivi formativi, culturali; oppure, ancora, gli obiettivi possono essere strumentali (ad esempio, migliorare il coordinamento nella fornitura di servizi per anziani).
2.    Pianificazione e sviluppo di progetti. Tale attività è relativa alle scelte che un'organizzazione deve intraprendere (ad esempio, erogare servizi sociali direttamente a persone in situazioni di bisogno). Tali scelte vanno collegate alle caratteristiche del gruppo che si intende aiutare, alle sue strutture di leadership e di presa delle decisioni, alle possibilità finanziarie dell'organizzazione, ecc.
3.    Implementazione dei progetti. Per gestire, valutare e modificare i progetti devono essere tenuti in considerazione allo stesso modo tanto i bisogni interni (selezione, formazione e supervisione dello staff, comunicazione, controllo di qualità) quanto quelli esterni. Dal punto di vista dei bisogni interni questi gruppi non si differenziano dalle altre organizzazioni: servono una struttura e una procedura di presa delle decisioni. Per i bisogni esterni, anche un'organizzazione poco complessa deve far fronte a numerose relazioni con l'ambiente circostante (ad esempio, servizi pubblici, autorità amministrative, altri gruppi simili e così via). È soprattutto su queste relazioni esterne che l'operatore-organizzatore spende la sua attività
4.    Abilità necessarie per operare. Da questa breve sintesi delle attività si coglie l'importanza dell'ampio ventaglio di conoscenze e di abilità di cui deve essere in possesso l'operatore di comunità. Ad esempio, le attività di sviluppo dei gruppi richiedono capacità di usare conoscenze relazionali, abilità di colloquio e nel far fronte alle dinamiche di gruppo, mentre la valutazione dei progetti richiede abilità tecniche come conoscenza dei metodi di ricerca e tecniche di gestione dei dati.
5.    Ambiti di intervento. La nozione ordinaria di comunità come ambito geografico ristretto non è molto utile per distinguere gli ambiti della pratica. Benché il metodo sia spesso utilizzato per lavorare con collettività che partecipano dello stesso quartiere, o area urbana, o gruppo di abitazioni, le relazioni fra i membri della maggior parte dei gruppi e organizzazioni coinvolte in questo metodo di intervento non sono basate su fattori geografici quanto piuttosto sull'appartenenza. Queste appartenenze possono riguardare classi sociali (ad esempio, i lavoratori), consumatori (gli utenti di un servizio), gruppi etnici e razziali, gruppi di età (giovani, anziani), popolazioni colpite da calamità naturali, e così via.
6.    Obiettivi di intervento. Dal momento che gli ambiti di intervento sono molto differenziati è ovvio che anche gli obiettivi specifici lo siano. Tuttavia, pur tenendo presente che un'organizzazione agisce verso una pluralità di obiettivi e che questi ultimi possono cambiare al variare dei contesti, si possono individuare alcune grandi categorie di obiettivi legati a determinati ambiti di intervento:
 rafforzamento dei legami sociali: le organizzazioni che puntano a questo obiettivo comprendono consigli di quartiere che cercano di creare un sentimento di maggiore compartecipazione tra i residenti, organizzazioni religiose, etniche, razziali che cercano di aumentare la capacitò dei loro membri di lavorare assieme sulla base della condivisone dei comuni valori, della stessa storia, tradizione, cultura e dello stesso destino;
 pianificazione sociale: i principali obiettivi delle organizzazioni di pianificazione sociale sono quelli di sviluppare progetti e aumentare il grado di cooperazione e di coordinamento tra le agenzie che costituiscono un network di servizi;
 erogazione diretta di prestazioni: le agenzie che forniscono servizi diretti alle persone dipendono dall'ambiente esterno per la legittimazione e per le risorse necessarie;
 azione sociale: gli organismi che puntano al cambiamento sociale non si interessano generalmente dello sviluppo sociale o culturale di uno specifico elettorato o del coordinamento di vari servizi, o dell'erogazione diretta di prestazioni.

 

 

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