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4. Cannabis.
74) Nel loro paese cresce la canapa, pianta molto simile al lino, ma più grossa e più alta; caratteristiche che la rendono assai superiore. Cresce spontanea o coltivata e da essa i Traci ricavano anche dei tessuti molto simili a quelli di lino: e se uno non è molto esperto non riesce a distinguere se sono di lino o di canapa; chi non ha mai visto la canapa, poi, crederà senz'altro che il vestito sia di lino.
75) Dunque gli Sciti prendono i semi di canapa, si infilano sotto la tenda fatta di coperte e li gettano sulle pietre roventi; i semi gettati bruciano producendo un fumo che nessun bagno a vapore greco potrebbe superare. Gli Sciti urlano di gioia per il fumo che sostituisce per loro il bagno; in effetti non si lavano il corpo con acqua.
Così Erodoto, ne “Le Storie”, IV (74-75), descrive l’uso che gli Sciti facevano della canapa indiana. Ma la pianta era già conosciuta molto tempo prima, se ne hanno notizie già dal 2737 a.C., da un trattato dell’imperatore cinese Shen Nung (2737 a.C.). Il nome della cannabis deriva dal greco kanabsi che significa acqua stagnante, proprio perché il vegetale trova il suo habitat favorevole in luoghi umidi. La Cannabis sativa (canapa) è una pianta che cresce spontaneamente in molte parti del mondo dove è usata per diversi scopi tra i quali la produzione di fibre tessili e droghe (marijuana, hashish ecc.). Fino a qualche tempo fa si credeva che esistessero distinte specie di cannabis, oggi è certo che non esistono piante di canapa morfologicamente diverse, ma solo delle “varietà chimiche” che si differenziano per il diverso contenuto delle sostanze farmacologicamente attive. Tali sostanze, che prendono il nome di tetraidrocannabinoli (in particolare il ?9-THC), si trovano distribuite in tutte le parti del vegetale e sono principalmente contenute in una sostanza resinosa giallo-dorata, dal caratteristico profumo di menta, che ricopre le infiorescenze e le foglie apicali della pianta femminile adulta. L’essudato essiccato prende il nome di hashish. Vediamo quali sono le preparazioni a base di cannabis che si trovano nel commercio clandestino:
1) Marijuana (chiamata anche Kiff o Dagga). Si tratta di una preparazione ottenuta mescolando diverse parti della pianta, opportunamente essiccate e triturate. E’ fumata pura o mescolata a tabacco dopo averne fatto delle sigarette.
2) Hashish (chiamato anche Charas o Chira). Si ottiene dall’essiccazione dalla resina delle estremità fiorite della pianta. E’ commercializzato in tavolette dal diverso colore, dalle quali prende anche il nome (es.: “nero” pakistano).
3) Ganja. E’ un termine creolo-giamaicano che sta ad indicare una particolare preparazione a base di cannabis. Si ottiene omogeneizzando solo la resina e le foglie superiori della pianta. La ganja ha un THC nettamente superiore alla marijuana. In questi ultimi anni va molto di moda il miele di ganja, un prodotto stupefacente molto potente che si ottiene lavorando la ganja con il gas butano.
4) Bhang. E’ il decotto di marijuana, va bevuto.
5) Olio di hashish. Si tratta dell’estratto di resina pura. D’elevata potenza stupefacente e facile da ottenere artigianalmente, in poco tempo e con pochi arnesi d’uso quotidiano. Generalmente si utilizza in aggiunta alle sigarette di hashish per aumentarne l’effetto stupefacente.
6) Skunk. Il Termine significa “puzzola”, proprio per il suo odore speziato, corposo, con sottile aroma di caffé. E’ un incrocio tra due diverse specie di cannabis (sativa e indica). Ha un contenuto di THC nettamente superiore alla marijuana.

Tutti i prodotti della cannabis, ottengono il maggior effetto stupefacente se fumati, sia tramite sigarette (anche con l’aggiunta di tabacco), sia con pipe chiamate “shilom”. Le sigarette contenenti prodotti della cannabis prendono il nome ormai noto di “canne”, “cannoni”, “spinelli”. L’assorbimento ottimale del THC richiede che il fumo non sia solamente aspirato ma anche trattenuto nei polmoni per un certo periodo di tempo. Gli effetti inducono ad un atteggiamento mentale positivo, ottimismo, buon umore, rilassamento, intensificazione dei sensi visivi ed uditivi, distorsione del senso del tempo, grandiosità d’idee. Gli effetti compaiono dopo circa 5 minuti dall’assunzione e possono durare, secondo il diverso metodo d’assunzione, da 2 a 9 ore. L’uso eccessivo può causare attacchi di panico, nausea, perdita di memoria. Altri effetti riguardano l’aumento della frequenza cardiaca, l’aumento della minzione, la secchezza delle fauci con stimolazione a bere di continuo, la congestione congiuntivale con lieve riduzione delle dimensioni della pupilla. A lungo termine si può avere la cronicizzazione di sinusite, faringite e broncocostrizione. Attualmente non vi sono notizie certe che la cannabis dia dipendenza fisiologica, ma è provato che la sostanza induce una forte dipendenza psicologica.

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