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3. L'Eroina. L’eroina è un derivato dell’oppio. Dall’oppio, opportunamente sottoposto a processo chimico, si ottiene la morfina, dalla quale, a sua volta, dopo ulteriori processi, si sintetizza l’eroina. L’eroina fu sintetizzata per la prima volta nel 1874 e commercializzata dal 1898 dall’industria tedesca “Bayer” come farmaco antitosse. Il termine eroina, denominazione commerciale della “3,6 diacetilmorfina”, deriva dal tedesco “heroisch” che significa energico, eroico. Per produrre l’eroina da strada (cosiddetta “al limone”) è necessario far reagire la morfina con l’anidride acetica, portando il composto alla temperatura di 100°, lasciandolo bollire per 2-3 ore. Successivamente si raffredda la soluzione sino a portarla alla temperatura di 20-30°, si aggiunge acqua e ghiaccio. Il precipitato ottenuto sarà “eroina base” alla quale dovrà essere aggiunto del bicarbonato per abbassarne il pH. Il prodotto ottenuto, che si presenta in forma di polvere bianca cristallina e di sapore amarognolo, sarà la cosiddetta “eroina da strada”, impura per la presenza del bicarbonato e difficile da sciogliersi in acqua. Proprio la difficile solubilità del prodotto costringe gli eroinomani, prima dell’iniezione, a diluirla con succo di limone. Oltre a quella “al limone” esistono diversi tipi d’eroina: “turca”, “pakistana”, “iraniana” ecc, queste si differenziano sia per la diversa natura del principio attivo, che per le modalità del “taglio”. Le modalità di assunzione dell’eroina sono multiple: questa può essere iniettata, ingerita, “sniffata”, fumata o, secondo la modalità cinese denominata “chasing the dragon”, scaldata su piastra metallica unitamente a caffeina ed inalata. Sicuramente l’assunzione più comune è quella per via endovenosa con il “sistema del cucchiaio”: l’eroina in polvere è posta in un cucchiaino da caffé con l’aggiunta d’acqua, quindi il composto è scaldato con un accendino, seguirà l’aggiunta di succo di limone (per facilitare la diluizione) e l’iniezione in vena con siringa da insulina. Ecco alcuni nomi famigerati:
o eroina brown sugar, granulosa e di colore nocciola-rosato, pura al 40%;
o eroina cinese I° tipo, 50/70% d’eroina, il resto è soprattutto caffeina;
o eroina cinese II° tipo, 50/70% d’eroina, il resto è caffeina, è presente il 5/10% di stricnina (necessaria per ridurre la depressione respiratoria provocata dall’assunzione d’eroina);
o eroina thailandese, pura al 10-50% il resto è lattosio. Si presenta in forma cristallina, di colore chiaro;
o eroina turca, pura al 14%, scarsamente raffinata si presenta di colore bianco-grigio;
o brown messicana, con un grado di purezza maggiore della turca;
o eroina persiana, pura al 90%;
o indian pink, penang pink e china white, purezza al 98%;
o Amsterdam marble, pura al 43%;
o Mexican tar, pura al 37%;
o speedball, mix d’eroina e cocaina;
o bombitas, mix d’eroina, amfetamine e/o caffeina.

L’assunzione d’eroina provoca un immediato “flash euforico”, della durata di pochi minuti, che dà sensazioni piacevoli di benessere generale, riduzione dell’ansia, della depressione, innalzamento dell’euforia, senso di pace, di calore, distensione nervosa, allontanamento dello stress psico-fisico, effetti analgesici. Il “flash euforico” è seguito da una fase di rilassatezza, distacco dal mondo, calma e soddisfazione che digrada in offuscamento delle funzioni mentali e assopimento, che può durare anche molte ore, con abbassamento della frequenza cardiaca e della respirazione, tanto che nei casi estremi può portare anche alla morte. Questo stato può perdurare da 2 a 6 ore. Gli effetti indesiderati a breve termine sono: costrizione delle pupille (le cosiddette “pupille a spillo”), eloquio “impastato”, nausea, diarrea e vomito, sonnolenza, apatia, difficoltà a concentrarsi, prurito insistente. L’assunzione prolungata d’eroina può portare a perdita dell’appetito e calo di peso, sedazione cronica e apatia, danni agli organi interni (polmoni, fegato, reni), deterioramento dei denti ed indebolimento delle gengive, costipazione, irregolarità del ciclo mestruale, se assunta per inalazione possono presentarsi danni alle strutture nasali, se iniettata si presentano le classiche ferite da puntura e otturazione dei vasi sanguigni con relativa necrosi delle zone irrorate, rapido instaurarsi della tolleranza con dipendenza psico-fisica (bisogno di assumere nel più breve lasso di tempio altra eroina), assuefazione (ben presto con l’assunzione di una dose sparirà il rush e si dovranno assumere altre dosi d’eroina per evitare crisi di astinenza). Oltre a ciò sono da considerare gli effetti indiretti provocati dall’assunzione d’eroina, che si manifesteranno con danni fisici e sociali: pericolo di contagio di malattie infettive (AIDS ed epatiti) per lo scambio di siringhe tra assuntori, polmoniti dovute all’indebolimento dell’apparato respiratorio, infezioni dovute ai batteri presenti nell’”eroina da strada”, furti e spaccio di droga per procurarsi le necessarie dosi quotidiane, compromissione dei rapporti affettivi in genere (familiari, d’amicizia, lavorativi), poiché ogni legame è strumentalizzato al fine di procurarsi eroina.

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