Indice

1. Cocaina.
La cocaina deriva dal trattamento delle foglie essiccate della pianta di coca. Le foglie di coca sono usate da secoli dalle popolazioni centroamericane, con la pratica del chewing (masticazione delle foglie), per le loro caratteristiche di alleviare la fatica, controllare il senso di fame, facilitare la respirazione alle alte quote. Nel 1800 uno spregiudicato farmacista corso, divenuto poi industriale, Angelo Mariani, ebbe l’idea di mescolare foglie di coca polverizzate al vino della sua terra, creando il famoso “Vin Mariani” che tanto successo ebbe tra personaggi famosi. Consumatori del “Vin Mariani” furono Verne, Zola, Gounoud e, si dice, anche papa Leone XIII. Nella ricetta definitiva del 1888, il farmacista americano John Styth Pemberton impiegò le foglie di coca, insieme all’estratto di noce di cola ad oli di agrumi ed acqua minerale frizzante, per la produzione della “Coca Cola”. Nel 1860 il fisico tedesco Albert Niemann riuscì per la prima volta ad isolare l’alcaloide principale dalle foglie di coca e lo chiamò cocaina. Uno dei procedimenti per la produzione della cocaina prevede di ammassare le foglie di coca essiccate in grandi contenitori (ad es. dei barili) o addirittura buche nel terreno, quindi mescolate con un solvente organico (molto spesso cherosene, ma anche calce e cemento), ottenendo così la pasta di coca; questa, trattata con acido cloridrico, diverrà “cloridrato di cocaina” (o cocaina idrocloruro), dall’aspetto classico di polvere cristallina bianca ed inodore. Attualmente la cocaina si trova in tre diverse forme:
1) cocaina idrocloruro, che viene generalmente sniffata ed è solubile in acqua;
2) cocaina free-base, che viene generalmente fumata ed è insolubile in acqua;
3) crack, di cui parleremo più avanti, che è cocaina free-base “cucinata” e che viene generalmente fumato.

La cocaina “da strada” si trova associata a “sostanze da taglio” per lo più inerti (mannitolo, lattosio ecc.), ma anche mescolata a sostanze attive (procaina, lidocaina ecc.). La droga può essere assunta per via endovenosa, per via orale, ma senza dubbio, la tecnica più praticata è lo “sniffing”, l’inalazione della polvere per via nasale o l’inalazione sotto forma di vapore. L’iniezione endovenosa dà l’effetto più immediato e più forte, ma anche quello più breve (10-20 minuti); se assunta per via nasale, l’effetto si otterrà dopo circa 5 minuti ed avrà la durata di più di un’ora. Nel recente passato era di moda lo “speed ball”, vale a dire l’assunzione di cocaina unita ad eroina. Gli effetti classici provocati dall’assunzione di cocaina sono quelli di lucidità mentale, aumentata capacità di concentrazione, loquacità, estroversione ed euforia. L’intossicazione da cocaina provoca contratture muscolari, aumento delle pulsazioni, secchezza delle fauci, ipereccitazione, aggressività, insonnia. Con l’assunzione prolungata sarà possibile il manifestarsi di denutrizione, impotenza, delirio paranoico. La cocaina da una forte dipendenza psichica, vale a dire il desiderio di sperimentare in maniera reiterata gli effetti della sostanza.

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