Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato sulle attività ed i servizi dello Studio e sui nuovi articoli di MenteSociale!

Privacy e Termini di Utilizzo

diventa fan

mutuaUna splendida giornata in Mag2 tra finanza etica ed economia solidale

Sabato 17 Dicembre c’è stata l’assemblea dei soci della Mag2 Milano. Cinzia Di Stasio, la nostra collaboratrice a Milano, vi ha partecipato e ha incontrato il Presidente Giovanni Aquati e il consigliere Giorgio Peri. Cinzia ci racconta questa giornata particolare passata insieme a quelli di Mag2.
Arrivo all’Arci di via Bellezza intorno alle 11 e 30 di mattina. Entro e ad accogliermi è il sorriso di un sudamericano che serve allegro da dietro il bancone un bicchiere di bianco a un vecchietto dall’aria combattiva: «Ghe il nebbiun oggi, ci vuole un bicchiere di metano, che mi serve a carburare meglio», quasi a giustificarsi del mezzo bicchiere di alcol ormai scomparso dietro i suoi baffi. Chiedo dove sia l’assemblea, temendo di aver sbagliato posto confusa dal silenzio che circonda il bar. Pablito mi indica una porta che apro esitante. Trenta e più sedie a formare un cerchio, qualcuno in piedi, la maggior parte seduti ad ascoltare. L’atmosfera è tranquilla, da una delle sedie si alza Roberta, contattata dalla redazione de il Consapevole, e mi viene incontro. Mi saluta, mi spiega chi è il presidente e chi è Giovanni Peri, li focalizzo, la ringrazio e mi accomodo esterna al cerchio. Cercando di essere il meno invasiva possibile prendo appunti, osservo, ascolto e penso “ma davvero esiste gente così diversamente motivata?”.
All’assemblea di discute e si propone
L’assemblea è ordinata, pacata e soprattutto costruttiva. La gente che vi ha preso parte ha delle “belle” facce, non condanna, non giudica ma propone, chiede, si interroga. A tenere le fila degli argomenti trattati è Violetta, una ragazza dalle capacità di sintesi invidiabili, che riassume in poche frasi gli interventi e le relative risposte su di un foglio che, una volta riempito, viene posato a terra, come per non dimenticare ciò che è stato detto. Si parla di monitoraggio. L’argomento sembra nato lì per caso: uno dei partecipanti chiede come vengono raccolte le domande di finanziamento, se esiste un archivio o delle statistiche che aiutino a capire chi è il richiedente tipo, che riassumano le motivazioni prevalenti che portano la Mag a respingere le richieste. Qualcun altro risponde timidamente che in realtà non esiste niente di tutto questo, vuoi perché non ce n’è mai stato bisogno, vuoi perché non ci sono le risorse da destinare a “informatizzare” la Mag. Anche a me in effetti sembra strano che alla carta non si sia affiancato un sistema elettronico che, insieme alla semplice raccolta dei dati, permetterebbe un monitoraggio continuo dei finanziamenti concessi, i piani di rientro e i ritardi, insomma una sistematizzazione della “buona causa”. L’assemblea non si scandalizza, ma vuole capire meglio, ci si chiede: «Ma il monitoraggio? Come seguiamo
i nostri soci finanziati?». Monitorare l’attività di finanziamento può voler dire allargare
il proprio bacino di azione, seguire il finanziato in tutto il percorso di realizzazione del progetto, assumersi un maggior rischio nell’accogliere richieste di finanziamento “pericolose” per qualsiasi altro soggetto bancario tradizionale. Ci sono due correnti che scorrono all’interno dell’assemblea. Una tende a far coincidere il monitoraggio con la possibilità di razionalizzare le risorse in base al rischio del progetto finanziato; l’altra che vede l’attività di monitoraggio come uno strumento di coinvolgimento per i Soci Finanziati, che denunciano il bisogno di una sorta di consulenza continua da parte della Mag. Guardo il Presidente Giovanni Aquati, che ascolta senza proferire parola, accanto il consigliere Giorgio Peri, che raccoglie le domande e cerca di dare, insieme ad altri soci, le risposte ai dubbi dell’assemblea.
Adesso si parla di rischio nella Mag
Mi alzo per scattare qualche fotografia e nessuno sembra accorgersi della mia macchina
digitale né di me. Mi siedo nuovamente, adesso si parla di rischio. Cos’è, per la Mag, il rischio? Il suo motivo, la sua stessa ragione di esistere. La Mag esiste perché esiste qualcuno che ha i denti ma non ha il pane, le belle idee ma non i soldi per realizzarle, né le credenziali giuste per chiederli ai signori degli sportelli bancari. Per la prima volta durante l’assemblea vedo espressioni più contratte, c’è qualcosa dietro la parola “rischio” che non lascia indifferenti. Ci si chiede come si può comunicare
il rischio all’esterno, come comunicarlo ai soci che decidono di sottoscrivere la causa e c’è chi pensa sia opportuno cancellare la parola rischio dal vocabolario Mag. Chi invece, crede che proprio la gestione del rischio, inevitabile per la natura dell’attività intrapresa, sia il valore aggiunto che la Mag, insieme a chi la sostiene, decide di sposare,coerentemente con la scelta etica e politica che ogni socio volontariamente sottoscrive.Chi ha paura di perdere i suoi soldi o spera di guadagnare sui tassi di interesse, certo ha sbagliato investimento, risponde uno dei partecipanti. Giovanni Aquati adesso annuisce camminando attorno all’assemblea. Si è fatta una certa ora e le pance cominciano a lamentarsi, si sciolgono le fila e si va a mangiare nella sala ristoro dell’Arci. Pablo sta già apparecchiando, c’è odore di cous cous e di carne in umido.
A pranzo con Giorgio e Giovanni
Mi invitano gentilmente ad accomodarmi tra loro, non casualmente mi ritrovo tra Giorgio Peri e Giovanni Aquati. I vegetariani alzano la mano per rivendicare i loro diritti, il resto dei commensali inizia a mangiare il cous cous con la carne al sugo. Giorgio, seduto alla mia sinistra, mi rivolge da dietro gli occhiali il suo sguardo garbato e ottimista, e comincia a parlarmi di sua spontanea volontà. «Vedi, io sono in Mag da dodici anni, o giù di lì, ma lui è la vera anima» dice indicandomi Giovanni Aquati che rivolge invece il suo interesse al socio alla sua destra, fingendo disattenzione.
Giorgio, con un entusiasmo innato, mi racconta della nascita, dello sviluppo e del brutto momento che qualche anno fa ha passato la cooperativa. Ci soffermiamo su questo punto. Lui capisce la mia impazienza nell’approfondire quella che, al di fuori, venne chiamata “crisi”: la crisi della Mag2. Il suo tono si fa più aspro, si capisce che è un argomento ancora non digerito, mi spiega cosa e perché è successo, senza retorica.Ritorna in campo la parola rischio, Giorgio mi spiega che la Mag ha investito su una società, l’Agemi, una consistente somma di denaro che non è riuscita in breve tempo
a far rientrare. Nel frattempo abbiamo finito di mangiare e mentre l’assemblea cerca di ricomporsi in cerchio, come prima, Giovanni mi invita a seguirlo per scambiare due chiacchiere.

Giovanni Aquati racconta la Mag 2
Giovanni è un socio fondatore della Mag 2 di Milano, ha partecipato anche alla nascita della Mag4 di Torino ed è da quasi 25 anni alla guida della Mag di Milano. Mi racconta del desiderio di accomunare le esperienze delle Mag, seppur preservando le specifiche differenze, in un percorso comune. Giovanni si auspica che le diverse ed eterogenee esperienze legate alla finanza etica possano costruire una piattaforma comune, basata sulle reciproche analogie, realizzando una rete di economia solidale diffusa su un territorio più vasto. Mi racconta che si sta impegnando in un progetto che vede il sud-Italia come la nuova frontiera dell’economia solidale, la diffusione del modello Mag là dove ce n’è sicuramente bisogno. La Mag2 promuove la nascita di un “comprensorio” legato alla stessa Mag2 in Molise, che nel giro di qualche anno dovrebbe riuscire a raccogliere la cifra di 600.000 euro, necessari per la fondazione di una vera e propria Mag, una delle prime a operare al sud. Si parla anche di una possibile Mag Sicilia e di una già concreta Mag Roma, che Giovanni vede come un segno positivo di una reale apertura all’esterno del circoscritto mondo Mag.
Giovanni Aquati racconta l’ambizioso progetto DES
La cooperativa milanese partecipa anche ai “DES”, i distretti di economia solidale, diventati, tra l’altro, oggetto di una vera e propria ricerca: un progetto Equal. Quest’ultimo si propone di studiare sotto quali condizioni nasce un distretto di economia solidale e quali sono gli elementi caratterizzanti che lo differenziano da un distretto economico tradizionalmente inteso e che portano le diverse realtà a considerarsi un “DES”. Giovanni è convinto che la finanza etica non deve rappresentare una carta degli intenti, delle buone intenzioni, ma piuttosto stimolarci domande inconsuete perché è da queste che nascono le risposte alternative allo status quo. Giovanni dice: «Non bisogna aver paura di pensare in grande è solo mettendo in discussione la realtà acquisita che si possono fare progetti ambiziosi come quello di creare una rete di DES nei cinque continenti, magari non ci riusciremo mai, ma sicuramente serve a spingere la realtà un pelo più in là». Per finire chiedo a Giovanni qual è il rapporto di Mag2 con Banca etica e cosa pensa dei prodotti finanziari “etici” dei sistemi creditizi tradizionali. Giovanni fa presente che la cooperativa ha un buon rapporto con la Banca Etica, che seppur banca, nasce comunque da una riflessione critica del sistema finanziario convenzionale, di cui condivide gli strumenti ma non il fine. Perciò se Banca deve essere, che sia “Banca Etica”. Dei prodotti cosiddetti etici delle banche tradizionali Giovanni pensa che forse sarebbe il caso di fare differenza tra il singolo “prodotto” bancario eticamente orientato e il sistema “finanza etica” che fa di tutta la sua attività una missione, considerando la finanza uno strumento per la condivisione di valori. Però non disdegna il fatto che la diffusione di questi prodotti serve a contaminare il sistema creditizio convenzionale, veicolando il messaggio valoriale dell’economia solidale. Giovanni è al suo ulultimo anno di presidenza, i prossimi li dedicherà a coltivare il terreno del sud, che ha bisogno di essere annaffiato da gocce di speranza, grazie a persone come lui e Giorgio Peri, coraggiosi ambasciatori della finanza etica. Concludo dicendo a Giovanni: «Grazie della bella giornata, è stato davvero un piacere conoscervi e ascoltarvi». Mi sorride gentile allontanandosi. Raggiungo Giorgio Peri che nel frattempo gestisce le domande dell’assemblea, lo ringrazio della sua preziosa testimonianza e della gentile compagnia e mi avvio verso l’uscita. Il vecchietto del mattino è ancora lì, ma stavolta al posto del bicchiere ha in mano una tre di denari che aspetta solo il momento giusto per uscire allo scoperto.

{rt}

Studio di Psicoterapia MenteSociale

studio mix

Indirizzo: Via dei Castani 170, 00171 Roma
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 15, numerose linee di bus

Email: info@mentesociale.it

Telefono: 0664014427

ORARI DI SEGRETERIA ED APERTURA AL PUBBLICO:
Lunedì dalle 17.00 alle 20.00
Martedì dalle 10.00 alle 13.00 
Mercoledì dalle 17.00 alle 20.00
Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 
Venerdì dalle 10.00 alle 13.00
ideaIn altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.