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amore che uccide“La ragione è la follia del più forte. La ragione del meno forte è follia”- E. Ionesco
La strage di Erba ha turbato l’opinione pubblica, il sentimento comune che dà valore agli affetti e li protegge dai pericoli reali e immaginari ha svelato i misteri più profondi e inconfessabili dell’animo umano.

Normalità e follia hanno mostrato di essere più vicini di quanto si creda facendo emergere gli aspetti quotidiani e i tormenti interiori di persone apparentemente tranquille e insospettabili.
 
Durante gli interrogatori sia Olindo che Rosa non hanno cercato di discolparsi ma soprattutto di proteggersi l’un l’altro, di difendere e continuare ad affermare il loro legame. Un amore, quello di Olindo e Rosa, totalitario e vitale, talmente grande da escludere gli altri perché costituiscono il pericolo di disgregazione e un attacco diretto alla loro vita. Entrambi hanno pensato e deciso di fare terra bruciata intorno, due persone ma una mente sola capace di sopprimere senza un minimo turbamento vite umane innocenti. Emergono dagli interrogatori le loro storie personali, aspetti di sofferenza individuale che lasciano il segno ma certamente non attenuano le gravi responsabilità, la cruda efferatezza della strage, organizzata e perpetrata con fredda lucidità.
 
Mai un momento di rimorso, un attimo di sofferenza e di “pìetas” verso le persone che non ci sono più e che forse avevano mostrato senza veli la loro vita, le loro voci, la loro presenza. Perché di questo erano colpevoli, di comunicare e aprire la porta di casa agli amici, di fare rumore e disturbare la quiete….
 
E così, senza troppi indugi, la scelta, l’unica possibile per loro di continuare a vivere nel silenzio, nella pulizia maniacale degli oggetti di casa, senza “interferenze”che fanno vacillare il fragile equilibrio quotidiano. Una guerra silenziosa che ha alimentato desideri di vendetta, risarcimento ed espiazione di una vita soffocata e grigia in cui la necessità di difendere il territorio ha sostituito l’istinto alla ragione annullando milioni di anni di distanza, anni che hanno reso l’uomo diverso e migliore dei suoi antenati.
 
L’amore che uccide è un amore senza radici e senza avvenire, colmo di una immensa solitudine che partorisce solo odio e follia, indifferenza e alienazione.

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Studio di Psicoterapia MenteSociale

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