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multe"L’Italia è la terra dei motori, migliaia di chilometri di sali e scendi tracciano la nostra penisola da nord a sud tra monti e colline in un dolce susseguirsi di tornanti. Noi italiani siamo amanti della velocità e delle corse con motori e pistoni, segni di virilità e simboli mascolini per eccellenza..."

 

L’Italia è la terra dei motori, migliaia di chilometri di sali e scendi tracciano la nostra penisola da nord a sud tra monti e colline in un dolce susseguirsi di tornanti. Noi italiani siamo amanti della velocità e delle corse con motori e pistoni, segni di virilità e simboli mascolini per eccellenza.
Non per nulla qui sono nati geni del motore: da chi li ha costruiti, inventando un nuovo modo di fare auto, vedi Enzo Ferrari, a chi, come Valentino Rossi, sui motori ha edificato la propria gloria e per molti rappresenta un marchio dell’italianità nel mondo.
Ora quindi sottolineando quanto sopra, non si vuole assolutamente assolvere l’automobilista italiano, sappiamo benissimo che esso è un animale meccanizzato nel cui sangue scorre una forte dose di adrenalina motoristica fin dalla nascita.
La questione puzza in realtà solo quando si vanno a vedere i dati recenti sul boom delle multe emesse in Italia, sembra quasi che qualcuno voglia approfittare del nostro amore per i mezzi gommati.
Un miliardo e mezzo di euro l’anno, questo è il prezzo che tutti gli italiani devono sborsare per utilizzare l’auto, chi per velocità, chi per status ma molti, la maggioranza, per comodità o necessità.
700 mila multe elevate a Firenze, due milioni a Milano e ben tre milioni a Roma. Un vero tesoro per i comuni dove negli ultimi 4 anni è cresciuto del 52% e che in alcune città (Torino, Bologna e Roma) vale più dell’addizionale IRPEF.
E’ vero, i comuni hanno pure investito varchi elettronici, telecamere, zone a traffico limitato, autovelox, sistemi tecnologici e certo anche noi ci mettiamo del nostro: spregiudicati al volante, distratti sulle norme, inclini al parcheggio selvaggio.
La questione è semplice, guardando all’esempio di una grande città come Roma, bisogna innanzitutto colpire coloro che rappresentano un vero pericolo per sè e per chi gli sta intorno; giustissimo quindi infierire sull’alta velocità, sullo stato di ebbrezza, sulla non concentrazione alla giuda, ma che percentuale rappresenteranno queste infrazioni sui tre milioni di verbali elevati a Roma? Sicuramente bassa.
Ho molti esempi di persone che al volante sono per lo più rispettosi delle regole stradali, mettono la cintura, non hanno comportamenti folli al volante, osservano i semafori, non parlano al telefonino, eppure pagano regolarmente multe anche salate per zone di parcheggio che da un giorno all’altro diventano blu, per altre che allungano gli orari di pagamento, per la carenza di parcheggi in città... A quale abitante di Roma senza parcheggio privato non è mai capitato di dover lasciare l’auto in posizione diciamo scomoda perché dopo un’ora di “giri” inutili intorno al palazzo non poteva fare altro, ed oltre alla frustrazione il giorno dopo ha pure trovato una bella multa?
Ai nostri cari amministratori comunali bisognerebbe chiedere di essere chiari; per molti, almeno per noi, sembrerebbe più onesto pagare una tassa “stradale” e avere meno multe per questioni futili.
Dovrebbero dire “abbiamo bisogno di soldi, pagate questa tassa”, piuttosto che rendere la città un vero inferno, interi quartieri strisciati di blu, semafori che per la velocità sembrano luci da discoteca, insomma punire fortemente gli automobilisti veramente pericolosi e lasciar vivere chi si impegna a rispettare le regole basilari della strada.
Oppure realizzare degli interventi reali che rendano la città vivibile con ampie zone di parcheggio, mezzi pubblici efficienti e veloci per incentivare l’uso dell’auto solo in caso di reale necessità, taxi a prezzi abbordabili.
Se non si ha la possibilità di poter rispettare le regole è molto difficile farlo e tutto diventa un circolo vizioso in cui tu comune mi punisci perché non ho parcheggiato bene, anche se quel parcheggio non esiste.

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