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fecondazione assistitaLe polemiche suscitate dalla  legge 40 sulla fecondazione assistita coinvolge, in un periodo di profondi cambiamenti scientifici, oltre ai problemi di ricerca che di volta in volta ci si trova davanti, anche e soprattutto problemi di ordine etico e morale...

Leonardo da Vinci nei suoi famosi studi sull’anatomia umana, si trovava di fronte allo stesso problema: era infatti vietato ai suoi tempi sezionare e analizzare i cadaveri, era un problema etico e morale prima che scientifico. Anche Galileo come sappiamo ebbe moltissimi problemi per le sue teorizzazioni astronomiche. Ma cos’hanno in comune la legge 40, Leonardo e Galileo? L’elemento che accomuna questi fatti e personaggi, di diversissima natura e periodo storico è quello di suscitare nel proprio tempo polemiche e resistenze, passi in avanti e ritorni reazionari al passato. Un altro elemento è sicuramente legato alla religione ed alla sua istituzione terrena la chiesa. Una posizione parziale che analizza il problema da un’unica dimensione dottrinale e forse superficiale. Ma siamo purtroppo abituati  nel corso della storia a subire dimenticanze ed errori, smentiti da scuse ritardate da parte della chiesa di Roma, ma ciò non fa che chiarire la sua natura umana e allo stesso tempo secolare: il divieto dogmatico che subirò nella mia breve vita è possibile che diverrà il diritto dei miei nipoti, perché io vivo quel po’ che mi tocca essa ha la possibilità di ricredersi nei secoli dei secoli…. Senza entrare in polemiche, bisogna analizzare i fatti e gli accadimenti in materia di fecondazione assistita, non tanto dal punto di vista scientifico in questa sede non ne abbiamo le conoscenze, quanto per ciò che presuppone competenze settoriali ed un’analisi etica e sociale. La procreazione assistita di vita umana è una pratica ormai da anni normalmente applicata nei sistemi sanitari di moltissimi stati del mondo, il problema che un legislatore si deve porre, secondo noi, è quello di renderla il più accessibile possibile a chi ne abbia bisogno e fissare dei paletti etici che circoscrivano l’uso per il solo scopo di procreare vita senza metterne a repentaglio altre. Impedire il congelamento degli ovuli sottoponendo le aspiranti madri a varie cure ormonali, potenzialmente dannose, per la produzione e l’utilizzo di soli tre ovuli da innestare, obbligatoriamente nel numero di 3, all’interno dell’utero materno, non facilita e rende più accessibile questa pratica medica. Si ha innanzitutto il rischio di avere una gravidanza trigemellare che mette a repentaglio la vita dei feti e della stessa madre; rischia di sottoporre la madre,come accennato, a svariate cure ormonali perché non è detto che l’innesto produca obbligatoriamente la gravidanza, soprattutto per le donne che abbiano superato i 35 anni. Vietare la diagnosi reimpianto e una pratica sadica a cui sottoporre le coppie portatrici di malattie genetiche; fino a questa legge, era possibile analizzare gli ovuli da innestare per scegliere quello più sano da impiantare in seguito nell’utero materno, adesso non è più praticabile e mette le coppie con malattie genetiche nell’impossibilità di rischiare una gravidanza. Allo stesso tempo bloccare la ricerca e lo studio sulle cellule staminali, nega la speranza a tantissime persone ammalate che potenzialmente potevano essere salvate dall’avanzare di tali ricerche. Il legislatore non ha capito che con l’approvazione di questa legge blocca la speranza delle famiglie meno abbienti, in quanto chi se lo può permettere va all’estero per essere assistita nel migliore dei modi, e non è certo questo il sistema per rendere una pratica sanitaria accessibile a tutti. Bisognava forse mettere dei semplici paletti come un’età massima a cui ricorrere per avere una gravidanza assistita, il rispetto e la salvaguardia della vita anche in fase prematura con sistemi che non siamo sicuramente noi a dover indicare. Quello che non si doveva fare è sicuramente quello che è stato fatto: ostacolare la possibilità di procreare in maniera assistita, per limitare il numero di tali gravidanze e dissuadere la gente a praticarla, non si vede altra spiegazione. Sembra quasi che le lezioni del passato si osservino anche in questo caso: le resistenze all’evoluzione scientifica, al cambiamento, sono complicati sistemi impossibili da modificare senza provocare tumulti negli ambienti conservatori e retrogradi ostinatamente ancorati a sistemi di valori dogmatici per la salvaguardia di norme e concetti relegati ad una visione superata della scienza e delle sue applicazioni. Il rispetto della vita resta sempre il nostro primo punto di riferimento, ma cercare di bloccare la ricerca scientifica non fa altro che aumentare il pericolo che vengano superati i limiti che ci potevamo porre in maniera razionale.

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