Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato sulle attività ed i servizi dello Studio e sui nuovi articoli di MenteSociale!

Privacy e Termini di Utilizzo

diventa fan

Indice

Tutto questo produce, però, un'illusione: sono immerso in una dimensione che mi segnala che posso compiere atti inimmaginabili nel sistema spazio-temporale ordinario e, paradossalmente, questa realtà non mi appartiene del tutto, perchè non sono solo io che invento i miei atti ma anche il computer che mi convoglia lungo un sentiero precostituito nella sua memoria digitale; anche se è proprio percorrendo questo sentiero che, attraverso l’interattività biotecnologica, la mente si delocalizza e si arricchisce di un terzo modello di rappresentazione dell’esperienza: quello della simulazione virtuale, che trascende la biunivocità di una contrapposizione realtà-sogno. Lo schermo del computer accoglie e performa un tipo di pensiero che non è l’uno o l’altro ma è contemporaneamente simbolico e sensoriale, logico e analogico, secondario e primario. Il virtuale, può essere visto allora non solo, pessimisticamente, in una prospettiva psicopatologica, come medium di un processo involutivo della coscienza teso alla regressiva ricostruzione dell’illusione narcisistica ma, in modo alternativo, come spazio transmediale-sincretico che riassume in sé, integrandole, le diverse dimensioni, i diversi modi di essere e di “fare” della mente in un “nous” distintivo dell’umano-cyborg postmoderno; un universo integrato in cui le stesse contraddizioni fra realtà e immaginazione, vero e falso, normale e patologico, vengono in un certo modo sublimate dentro questo spazio di iper-realtà che ingloba tutto, ivi compreso qualcosa che sembrava essenziale come “il rapporto fra soggetto e oggetto nella dimensione virtuale non c’è più soggetto ne oggetto, ma entrambi in via di principio sono elementi interattivi”. (Baudrillard J. 1999) A riguardo è molto interessante l’analisi della “antropologa del Cyberspazio” Sherry Turkle: “Abbiamo imparato a giudicare le cose secondo il valore dell’interfaccia. Ci stiamo spostando verso una cultura della simulazione dove le persone si sentono sempre più a proprio agio nel sostituire le rappresentazioni. In ogni caso, si può condividere l’opinione di Thomas Maldonado ricercatore di sistemi architettonici al Politecnico di Milano, che , distingue nettamente tra una versione "forte": la realtà virtuale di tipo immersivo-inclusivo (i computer con il cyber-corredo), in cui l'osservatore vive interattivamente lo spazio creato dal computer, rispetto ad altri esempi di virtualità in cui non si verifica quell'alto grado di immedesimazione non solo psicologica ma anche fisica con l’alter ego elettronico. In un'intervista l'autore del libro "Reale e virtuale", mette in guardia da vari pericoli: "La finzione ha svolto un grande ruolo nella cultura, ma , fino a qualche tempo fa, era molto chiaro il confine con la realtà. (...) Oggi il confine tende a sfumare (...) se lo strumento ci permette di entrare dentro la storia agendo da protagonisti, allora il distacco e le distinzioni diventano impossibili. C'è di che preoccuparsi e c'è un grande bisogno di riflettere, senza pregiudizi, su queste tecnologie" (Maldonado 1997).

 

 

 

Studio di Psicoterapia MenteSociale

studio mix

Indirizzo: Via dei Castani 170, 00171 Roma
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 15, numerose linee di bus

Email: info@mentesociale.it

Telefono: 0664014427

ORARI DI SEGRETERIA ED APERTURA AL PUBBLICO:
Lunedì dalle 10.00 alle 13.00
Martedì dalle 10.00 alle 13.00  (anche Sportello Psicologico)
Mercoledì dalle 17.00 alle 20.00
Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 (anche Sportello Legale)
Venerdì dalle 10.00 alle 13.00
ideaIn altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.