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I chakra

Per rendere chiaro il concetto, spendo due parole sui chakra, ricordando che sono sette (Brennan) (li descriverò in modo molto sommario).

Il primo chakra è associato al funzionamento istintivo e autonomo, ai meccanismi e alle sensazioni corporee (dolore fisico, prurito, piacere, ecc.), è localizzato appena sopra gli organi genitali. Il secondo chakra è associato alla vita emotiva, è lo spazio dove prendono vita i sentimenti, le sensazioni che partono dal corpo e lo trascendono, è localizzato all’altezza dell’ombelico circa, il terzo è legato all’attività mentale, al pensiero lineare ed è localizzato nel plesso solare (alla bocca dello stomaco), il quarto chakra è quello del cuore, è il luogo dove si crea l’amore nei confronti degli altri, del mondo, la capacità di accogliere affettivamente, una modalità di dare incentrata sul movimento verso l’esterno. Il quinto è legato ad una volontà superiore, localizzato sulla gola ed è infatti collegato alla parola, alla capacità di realizzare le cose dicendole, di tramutare uno stato interno in uno esterno oggettivato dal linguaggio, nonché di ascoltare e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Il sesto chakra, localizzato sulla fronte, viene detto del terzo occhio perché rappresenta la capacità di vedere al di là della concretezza e dell’immediatezza spazio-temporale, si focalizza sul senso e sull’armonia di ogni cosa dell’universo. Infine il settimo, collocato sulla sommità del cranio, costituisce il centro superiore di conoscenza, in quanto luogo di integrazione della composizione fisica e spirituale. L’ultimo si riconnette al primo, creando un connubio fra cielo e terra, fra idee e sensazioni corporee.

Si crea un pensiero complesso e articolato. La polarizzazione dei chakra è contrapposta nell’uomo e nella donna, vale a dire che il primo chakra è positivo nell’uomo e negativo nella donna, per cui a questo livello, come si evince anche dall’anatomia dei due sessi (il pene e la vagina) l’uomo dà e la donna prende. Il secondo chakra dell’uomo è negativo e quello della donna è positivo, per cui a questo livello la donna dà e l’uomo riceve (il ventre femminile è più sporgente di quello maschile e durante la gravidanza lo è in modo visibile). Il terzo, vede l’uomo caricato positivamente e la donna negativamente, ancora l’uomo dà e la donna prende e via dicendo.
Questo crea un flusso continuo di scambio energetico e di attrazione fisica, biologica, erotica, emotiva, mentale, ecc.

Lo scambio completo però non avviene fra chakra dello stesso individuo, ma all’interno di questo movimento, dell’onda di andata e ritorno fra uomo e donna. Ora prendiamo la relazione sessuale di una coppia, di primo acchito diremmo che si esplica grazie al primo chakra e in effetti è così, ma solo come risultante finale di una processo più articolato, che vede gli altri chakra in scambio reciproco.

Abbiamo detto che il primo chakra dell’uomo è caricato positivamente e ancestralmente è connesso con il fare, col prendersi cura fisicamente della propria famiglia, fornendogli un riparo e dei viveri, con l’impegno per la continuazione della specie, ecc.

Per creare un legame con la donna è necessario che lei sia disposta ad accogliere tale energia e a farla fruttare. Ma come avviene questo? Per rendere possibile in modo effettivo e fluido questo scambio è necessario che prima la donna sia disposta a scambiare e donare l’energia al secondo chakra, cioè che senta un investimento emotivo, energetico, sensuale verso l’uomo con cui è in relazione e soprattutto che lui, sia disposto ad accogliere e ricevere tutto quest’investimento emotivo, nel suo secondo chakra. Il contatto corporeo a questo livello, è legato strettamente alla qualità emotiva e al messaggio relazionale, infatti è costituito da carezze, abbracci, coccole, ecc.

Tale scambio non è così scontato, perché prevede che l’uomo, abituato a viversi come il polo propositivo ed attivo, sia disposto ad assumere una posizione più ricettiva e passiva, ma ancora di più che sia familiare al linguaggio emotivo, cosa per niente scontata, essendo una dimensione più propria della donna. Se c’è chiusura da parte dell’uomo, se non è “disposto” (nel senso di capace emotivamente, abbastanza fiducioso di sé e degli altri, ecc.) a vivere un coinvolgimento affettivo, di qualunque entità e misura sia, la donna si sentirà frustrata, menomata nel suo mondo interno, nella dimensione che le è più connaturale, nel suo preminente linguaggio relazionale. A sua volta, questo scambio al secondo chakra è connesso e condizionato dallo scambio al terzo, dove l’uomo primeggia nella spinta propositiva. Qui l’energia maschile si esprime nel senso del dispiegarsi della sua natura mascolina, sessuale, ma anche aggressiva, seduttiva, proponitrice, nel forte bisogno di tenere il controllo per poter dominare. Se la donna non si lascia sedurre, affascinare, se non riesce a farlo sentire piacevole, adeguato, soddisfacente sessualmente, se non gli lascia spazio d’espressione lui si sentirà minato nella propria personalità e non sarà propenso ad accogliere l’emotività della donna, che a sua volta non sarà disposta ad accogliere effettivamente la sua energia sessuale del primo chakra. Ma ancora, tutti questi livelli sono associati al quarto chakra, dove il seno femminile primeggia come portatore di amore, di nutrimento emotivo, che l’uomo deve saper accogliere, diventandone l’oggetto. Questo livello, rappresenta il ruolo femminile e materno, contraddistinto da emotività, mediazione e tutte componenti evocative dell’unione. Nello stesso andamento, troviamo il rapporto fra tutti gli altri chakra. Tutti e sette sono strettamente connessi con questo movimento e scambio d’energia, tutti concorrono all’unione e all’integrazione finale.

L’espressione di ciascun membro della coppia, nella sua individualità e unicità, deve trovare spazio e tempo di accoglimento nell’altro, pena il senso di non ritorno, di mancato scambio, di scarsa circolarità.
L’energia (a livello di chakra), il dialogo, la riflessione, l’espressione verbale, comportamentale, emotiva, deve trovare un riscontro nell’altro, in qualcuno in grado di ascoltare, vedere, accogliere, nutrire e fornire la risposta appropriata al giusto livello. Se manca la parte di accoglimento, quella caratterizzata dal segno meno, dal vuoto che contiene il pieno, si produce solo una lotta per ottenere spazio, ascolto, posizione, potere, decisione, per primeggiare insomma e non si crea movimento. Le persone non sono uguali ma hanno ugual diritto di ascolto, attenzione, amore, risposte, ecc., ma questo spazio non lo si trova certo con la lotta e la pretesa, bensì con uno scambio reciproco.

Nelle relazioni fra uomini e donne, quando non si compie tutto il passaggio dei vari chakra, la sessualità diventa superficiale e non soddisfacente, un puro atto esecutivo ed esibizionistico. I chakra, che esistano o meno, sono un’ottima espressione simbolica di ciò che le persone hanno bisogno, per poter dare sé stesse nel proprio intimo, senza sentirsi minacciate, derubate, truffate, depauperate, sedotte, ecc. E’ importante sentirsi amati, stimati dall’altro per le proprie capacità, sentirsi compresi, aiutati, sostenuti, visti nel loro intero, ma ancora di più sentire la libertà di dare ciò che sappiamo dare e di farlo al nostro meglio, per come sappiamo farlo. Se l’altro tarpa la nostra libertà, l’espressività più totale e disinibita, allora ci sarà una mutilazione di sé, della relazione. Non ci sarà vera relazione, non ci sarà scambio profondo. La mancata espressione di sé, può avvenire in modi molto sottili e inconsapevoli, di solito si tratta di uno spazio rifiutato, negato, allontanato, attraverso piccoli rimproveri, disapprovazioni velate, ascolto parziale, mancato appoggio, ecc.

Ad esempio, l’uomo che teme di innamorarsi per paura dell’eventuale sofferenza, non permetterà alla donna di esprimere tutto il suo amore, pena il rischio di lasciarsi andare e predisporsi al sentire e alla propria fragilità. Di fatto, è un meccanismo che scatta in automatico e in modo inconsapevole, ma la donna si sentirà privata del suo spazio naturale, del suo slancio, sentirà che una parte di lei non viene accettata e deve rimanere inespressa. A sua volta, può darsi che alla lunga lei stessa si saboterà in ogni forma d’espressione emotiva e senza rendersene conto, si costruirà una barriera fra loro, la relazione non potrà andare a fondo, non potrà crearsi uno stato di intimità, né emotiva né sessuale. E così capita che la donna fa entrare fisicamente l’uomo nel proprio corpo, ma non gli concederà la piena espressione, non gli fornirà un reale spazio di accoglimento.

Dietro un’apparente accettazione, si nasconderà un rifiuto, che si esprimerà nei modi più sottili (impotenza, eiaculazione precoce, insoddisfazione, mancato trasporto, senso di incompletezza incomprensibile, senso di rifiuto, frustrazione, ecc.). Ricordiamo inoltre che la relazione d’amore, proprio perché è una relazione contraddistinta da forte vicinanza, da intimità, da caduta di restrizioni, tabù, ecc., è contraddistinta da un alto livello di aspettative. Proprio grazie al legame così importante, ci aspettiamo maggiore ascolto, comprensione, tempo, energia, disponibilità, attenzione, ecc., rispetto a quanto ci fornisce il mondo e come tale, il livello di scambio può vibrare con note molto sottili e preziose ma, ad un orecchio tanto raffinato, può stonare assai visibilmente. Tanto investimento, tanto scambio, tanta relazione, conduce inevitabilmente ad aspettative elevate e ad altrettante frustrazioni.

Tutto questo però non è negativo in sé e non conduce a risultati necessariamente distruttivi, se siamo disposti ad investire nella relazione, a comprendere le ragioni dell’altro, le ferite, i dispiaceri, a stare, se siamo disposti a vedere anche la parte frustrante e deludente di noi stessi e dell’altro, se teniamo conto delle tante pretese ingiustificate, allora tutto diventa fonte di trasformazione e completamento, fino ad ottenere un unione sempre più profonda e importante. In caso contrario, avremo un ricco vivaio che si seccherà gradualmente, lasciando solo terra bruciata.

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