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L’androgino
La parola “androgino” deriva dalle parole greche designanti i poli di una opposizione irriducibile: anér- andros (uomo) e gunégunaikòs (donna). Tale origine denota la complessità delle forme che la trasgressione di tale opposizione presenta e spiegano come l’uso del termine “bisessualità” sia preferibile a quello di androginia. Nel XVIII secolo l’argomento della bisessualità fu ampiamente discusso da teologi, medici e giuristi in quanto il fatto di appartenere all’uno o all’altro sesso era discriminante a livello giuridico. Quando nasceva una persona con i genitali ambigui o che sembrava appartenere ad entrambi i generi (un ermafrodita) era necessario accertarsi se entrambi gli organi sessuali fossero capaci di procreare, se solo uno dei due poteva farlo o se il soggetto era sterile. L’ermafroditismo fu diviso in due categorie fittizie: l’androgino, o ermafrodita maschio ed il ginandro, o ermafrodita femmina. Nella realtà  la bisessualità istologica non è mai accompagnata da una bisessualità funzionale; ciò che viene riscontrato sono degli individui che posseggono gli organi genitali interni di un sesso, ma sembrano appartenere al sesso opposto per l’aspetto dei loro genitali esterni. In effetti questa non è che un’apparenza determinata da un’anomalia nello sviluppo, non si tratta che di uno pseudo-ermafroditismo. Ermafroditismo vero La medicina odierna definisce ermafroditismo vero, soggetti che presentano contemporaneamente attributi maschili e femminili. Essi sono portatori contemporaneamente di ovaie e di testicoli.  Il quadro tipico è rappresentato dalla presenza bilateralmente  di tessuto ovarico con follicoli primitivi e di tessuto testicolare con strutture tubolari.  Questa gonade, che presenta un aspetto singolare con sovrapposizione di strutture ovariche e testicolari, è definita ovotestis . Il fatto del tutto caratteristico è che queste gonadi sono fiancheggiate da derivati dei dotti di Wolff e di Muller. Alla pubertà i soggetti ermafroditi sviluppano organi genitali esterni di tipo maschile e mammelle di tipo femminile.  Questo quadro testimonia una secrezione ormonale mista, con deficit della secrezione testicolare, almeno per quanto riguarda il MIF (fattore di inibizione dei dotti di Muller). Il cariotipo è per lo più 46, XX con cromatina sessuale positiva, ma può anche essere 46, XY. Si conoscono diverse varianti dell’ermafroditismo vero: bilaterale, unilaterale completo o incompleto, laterale o alternato. Non esistono possibilità terapeutiche e di solito si pratica un intervento tendente ad eliminare le strutture maschili ed a ricostruire genitali di tipo femminile, allo scopo di permettere una qualche attività sessuale.

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