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fratello maggioreLa nascita del secondo figlio è un cambiamento in positivo per la famiglia. Ma come vive il figlio maggiore l’arrivo del fratellino? Quali possono essere le sue emozioni?
L’articolo che segue prova a rispondere a queste domande e si propone di offrire ai genitori strumenti e risorse per aiutare il bambino ad affrontare questo, emozionante ed allo stesso tempo faticoso, momento di cambiamento verso la crescita e l’accettazione.

“…Mamma e papà aspettano il fratellino di Ludovica! Ancora non si sa come si chiamerà e Ludovica non lo può vedere ma, quando i genitori gli parlano di lui, può immaginarlo. Ludovica vede la pancia della mamma che cresce, vede sul suo viso le guance più rosse ed alle volte è intenta a sistemare dei vestitini piccoli piccoli! La mamma le spiega che anche lei, quando era appena nata, indossava dei vestitini così piccoli e che adesso sarà il fratellino ad indossarli. Alle volte Ludovica ascolta i racconti dei grandi della sua famiglia, gli zii, i nonni e gli amici, e si accorge che sono pieni di gioia per l’arrivo di un nuovo bimbo piccolo in casa. Anche Ludovica è piena di gioia ed immagina che potrà giocare con il fratellino!...ed eccolo, dopo tanta attesa, il fratellino immaginato nasce e Ludovica può vederlo ma, ancora, non riesce a giocare con lui. È troppo piccolo! La mamma in questo periodo è molto impegnata ed i grandi della sua famiglia, a turno, vengono a salutarlo e son tutti molto felici! Ludovica si sente un pò sola e le mancano tutte quelle coccole che la mamma le faceva e le attenzioni che prima erano solo, e solamente, per lei. La mamma ed il papà, però, tengono sempre a mente Ludovica. Le dicono che, anche, quando è nata lei era un giorno di festa e che oggi sono molto felici perché ci sarà anche lei a festeggiare la nascita del suo fratellino. Anche Ludovica è felice ma, allo stesso tempo, arrabbiata, gelosa e triste poiché non è più la “piccola” di casa. Adesso c’è un altro bimbo, il suo fratellino, che ancora non conosce e con il quale dovrà dividere l’affetto e l’amore dei suoi genitori!…

Ed ecco, servendoci di questa introduzione fiabesca, cerchiamo di capire cosa succede cosa succede nel mondo emotivo del bambino quando nasce un fratellino e come i genitori possono aiutare, ed aiutarsi, a vivere questo cambiamento della famiglia in positivo.

Abbiamo visto come la nascita del fratellino di Ludovica sia un evento che, all’interno della vita familiare, può destare felicità, gioia, eccitazione ma anche, paura, ansia, timore. La famiglia, nel ciclo della sua vita, è abituata ad attraversare una serie di trasformazioni che portano inesorabilmente a dei cambiamenti. Tali cambiamenti, della struttura familiare richiedono una modificazione dei rapporti tra i membri.
In questa fase i genitori, si trovano sia ad accogliere il nuovo arrivato e a prestargli tutte le attenzioni dovute, sia a sostenere, coinvolgere ed aiutare il primogenito in questo nuovo evento.

Quando il fratellino entrerà in casa ci saranno dei cambiamenti!

In primo luogo ci saranno dei cambiamenti concreti, ovvero: la culla ed oggetti nuovi mai visti che serviranno a prendersi cura del bambino; un incremento di visite giornaliere da parte della famiglia; maggiore frenesia e felicità nei genitori; notti in cui la mamma si sveglierà per andare incontro ai bisogni del fratellino; i genitori più stanchi del solito e momenti in cui la mamma si addormenterà con il bambino.

Questi, e tanti altri, cambiamenti mettono al centro la relazione tra la mamma ed il neonato.
Una relazione nata da poco che ha bisogno di molte attenzioni e cure.

E quali saranno i sentimenti del figlio maggiore?
Il primogenito, all’arrivo del secondo figlio, potrebbe vivere una fase faticosa della propria vita.
Potrebbe sentire di perdere l’amore e l’affetto dei suoi genitori, può provare dolore, tristezza e risentimento. Potrebbe, inoltre, sperimentare ostilità nei confronti del nuovo arrivato.

L’entrata del fratellino è, pur sempre, l’inizio di una nuova conoscenza.
È l’entrata in casa di un nuovo membro che ancora non si conosce; l’estraneo che può creare curiosità ma anche paure e timore. Inoltre, il maggiore potrebbe provare: maggiore desiderio di esclusività, tentando di ritornare allo stato precedente in cui il neonato non era presente; paura che la relazione con i genitori si possa rompere, sperimentando senso di esclusione ed abbandono; sentimento di insicurezza nei confronti della madre ovvero “Se dice di volermi bene, come mai ha voluto un altro bimbo?”; sentimenti di gelosia verso il piccolo.
Infatti, se prima la relazione con la figura materna era caratterizzata dall’immagine di una diade, “Ci siamo io e la mamma!”, adesso l’immagine è quella di un triangolo relazionale, “Ci siamo io, la mamma ed il fratellino!”.
Il nuovo arrivato potrebbe essere considerato l’intruso, colui che rovina e mette a repentaglio la sua relazione di amore ed affetto con i genitori.

I sentimenti di gelosia e di risentimento, che s’innescano dalle nuove dinamiche relazionali, sono naturali e spontanei.
Le manifestazioni di tali sentimenti possono essere diverse tra di loro, possono presentarsi quasi subito oppure manifestarsi nel tempo. Un esempio possono essere gli attacchi di rabbia, i capricci, le aggressioni dirette ed i comportamenti regressivi, come il ricominciare a fare pipì a letto o succhiarsi il pollice.

Tali comportamenti possono far pensare ad una difficoltà del bambino di adattarsi al cambiamento ed in questo caso alla nascita del fratellino. Però, la nascita di un fratellino aiuta il maggiore a capire che non sempre si potrà pensare come al centro dell’universo materno e lo aiuterà a costruire strategie e processi mentali che arricchiranno la propria vita emotiva e cognitiva.
Tale fase di sviluppo sarà il primo passo per mettere le basi di quel lungo processo di separazione-individuazione che lo porterà a sviluppare, gradualmente e nel tempo, la propria identità.

I genitori hanno, per cui, il difficile compito di aiutare il bambino in questo processo in quanto, nonostante sia il maggiore, è ancora immaturo per gestire autonomamente tali sentimenti. Inoltre, l’esperienza di aver sperimentato tali timori e non aver perso l’amore dei genitori ritorna al bambino come un senso di sicurezza e serenità ulteriori che gli consentiranno di vivere i rapporti personali in modo più stabile.

Quale ruolo per il papà?
A seguito della nascita di un fratellino o di una sorellina la mamma sarà, inevitabilmente, occupata a prendersi cura del piccolo. In questo periodo, la figura del padre è molto importante per il figlio maggiore poiché diventerà la figura di sostegno e di completamento della mancanza della mamma.
Al papà è, quindi, demandato il compito di stare insieme al primogenito e giocare a “fare i grandi”.

Il papà potrà coinvolgerlo nelle attività di accoglienza della mamma e del bambino al ritorno dall’ospedale. Potrà parlargli di loro quando sono insieme. Potrà sviluppare complicità attraverso attività svolte insieme per infondergli maggiore sicurezza.

Inoltre, l’osservazione da parte del bambino di gesti e sentimenti affettuosi del papà nei confronti della mamma potrebbe permettergli di immedesimarsi in tali sentimenti, senza sentirsi escluso. La figura del padre, quindi, come una risorsa essenziale in questa nuova fase della vita familiare.

Come sostenere il primogenito in questo importante momento di crescita e cambiamento?

  • Osservare, essere comprensivi e rassicurare: ci possono essere comportamenti del bambino che al momento sembrano essere inspiegabili o possono essere categorizzati come dei capricci da parte degli adulti degli. Per cui, può essere utile prendere del tempo per osservare i comportamenti. Provare, anche, a comprendere il punto di vista del bambino, a metterci nei suoi panni, potrebbe servire per andare oltre l’apparenza. Ad es. ciò che a primo acchitto può essere un capriccio può essere, invece, un maggiore bisogno di vicinanza con il genitore! Poi, rassicurarlo rispetto a questo faticoso momento di cambiamento facendogli capire che i suoi genitori non l’abbandoneranno;
  • Parlare con il bambino, ascoltarlo ed aiutarlo a mettere fuori le proprie emozioni: ovvero stare accanto a lui offrendo spazi e tempo per parlare dei propri sentimenti, di ciò che lo turba, di ciò che desidera, delle sue paure. Permettere, anche, di tirar fuori la rabbia e la gelosia verso il fratellino, ad es. utilizzando il gioco.
    L’idea è quella di offrire strumenti per esprimere e comunicare. Ovvero, dare la possibilità di rendere manifesto ciò che sente internamente;
  • Giocare a “fare i grandi”: il primogenito, con la nascita del secondo figlio, diventa il “maggiore” quindi aiutarlo a capire questo nuovo ruolo. Adesso potrà fare cose diverse da prima. Ad es. il papà potrà chiedergli di aiutarlo a sistemare la stanza del piccolo per il suo arrivo ed, anche, entrambi i genitori potranno coinvolgerlo negli aspetti di accudimento e cura del fratello minore, questo sempre e solo se vorrà.
  • Fargli sentire che, anche, il bambino piccolo gli vuole bene: promuovere la vicinanza tra fratelli è importante per permettere al figlio maggiore di non sentirsi escluso. Il primogenito potrà stare vicino alla mamma quando allatta, quando lo coccola e giocano insieme. La mamma ed il papà potranno insegnare al più grande come avere cura del piccolo. Sentire che, anche, il neonato ricambia l’affetto del maggiore può essere utile per facilitare la crescita dell’affetto tra fratelli;
  • Permettere di mantenere le abitudini precedenti: cercate di continuare a fare le stesse cose che facevate con lui prima dell’arrivo del secondo bambino, questo per lui può essere molto rassicurante;
  • Evitare di confrontare continuamente i fratellini: ogni bambino è diverso dagli altri quindi potrebbe essere un bene tenere a mente sia i limiti che le risorse che contraddistinguono ognuno come essere unico e speciale in questo mondo;
  • Permettere al primogenito di ritornare ogni tanto il più piccolo di casa: il bambino potrebbe ricordare e mettere in atto alcuni comportamenti tipici di quando era più piccolo, ad es. succhiarsi il pollice, volere il biberon, parlare come un bimbo più piccolo o volersi mettere il pannolino. Tutto questo è, infatti normale: permettetegli di farlo senza dirgli che è ora che diventi grande.

 

L'articolo è stato scritto dalla dr.ssa Orsola Monteleone, Psicologa Psicoterapeuta sistemico-relazionale, membro dello Staff di MenteSociale. Se desideri più info sull'autore: http://www.mentesociale.it/chi-siamo.html#dr-ssa-orsola-monteleone-psicologa-psicoterapeuta-ad-orientamento-sistemico-relazionale

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