rotturaCosa significa per un bambino affrontare la separazione dei genitori? L’articolo che segue cercherà di descrivere “dal punto di vista dei figli” cosa accade quando i genitori si separano . Verranno dati inoltre alcuni suggerimenti per accompagnare i bambini ad affrontare questo evento nel modo più sereno possibile…

“A me non importa quello che fate, basta solo che non vi separate e io sto tranquillo!”

Mi è capitato di ascoltare questa frase pochi giorni fa durante una seduta di terapia familiare da Matteo, un adolescente di 15 anni, rivolto ai propri genitori alla fine di una discussione.

Certamente affrontare la separazione o il divorzio dei genitori rappresenta un evento stressante e doloroso; ma come può un genitore accompagnare i propri figli in questo momento di “passaggio” così delicato e difficile.

Ci separiamo…si o no?

Molto spesso i genitori decidono di rimanere insieme “per il bene dei figli”: ma è veramente un bene? Oggi, dopo anni di ricerche e controversie, si riconosce che un matrimonio litigioso e senza amore è potenzialmente più dannoso del divorzio. Il figlio può infatti essere esposto alle liti e all’aggressività tra i coniugi o, lì dove non vi sia una “battaglia esplicita”, essere coinvolto in diversi modi nel conflitto coniugale: può infatti accadere che il genitore “chieda” implicitamente al bambino di schierarsi dalla propria parte contro l’altro o che il bambino si “allei” spontaneamente con il genitore avvertito come più debole o ancora che tenti –seppur involontariamente - di “distrarre” mamma e papà dai loro problemi attraverso un comportamento problematico che diventa l’oggetto delle loro discussioni o della loro preoccupazione.

Con gli occhi dei figli

La frase di Matteo lo spiega bene: la separazione dei genitori è sempre un evento difficile, che attiva paure, preoccupazioni, emozioni spesso difficili da gestire.

In maniera quasi universale, la prima reazione dei figli dei separati è quello di iniziare ad alimentare un forte desiderio di vedere mamma e papà riuniti, e spesso si attivano anche concretamente per far si che ciò accada. Soprattutto in età prescolare e scolare, tendono ad autoaccusarsi e a ritenersi responsabili della rottura familiare: iniziano così a provare sensi di colpa che si manifestano in comportamenti che possono portare ad una punizione da parte del genitore.

Ancora, è possibile che manifestino dei cambiamenti a livello comportamentale (chiusura nei confronti dei pari, scarso rendimento scolastico, aggressività) o emotivo (tristezza, rabbia, vergogna…). Nel caso invece di figli adolescenti, il processo di differenziazione ed emancipazione dai genitori può subire una brusca frenata o una forte accelerazione: il ragazzo può infatti “rinunciare” alla propria autonomia per rimanere accanto al genitore o mettere in atto atteggiamenti di trasgressione per coprire le proprie insicurezze.

Come affrontare la separazione

Come possono i genitori accompagnare i figli in questa fase di cambiamento cercando di attenuarne gli effetti negativi?

  • Innanzitutto…parliamone!

La prima cosa da fare è certamente quella di comunicare e spiegare al bambino cosa sta accadendo tra mamma e papà, rassicurandolo di non essere la causa della loro separazione e che questa non implicherà la fine del rapporto con uno dei due genitori…il legame genitore- figlio non si scioglie mai! E’ importante che la comunicazione venga fatta dai due genitori insieme: questo elimina la possibilità che il bambino pensi di poter convincere il genitore assente a cambiare idea. Può essere utile dire al bambino che è normale desiderare che mamma e papà tornino insieme, ma che la decisione è definitiva (soprattutto lì dove si procede per il divorzio);

  • Aprire un dialogo sincero ed empatico

Il genitore deve dare al figlio la possibilità di esprimere i propri dubbi e formulare le proprie domande, e comunicare al figlio le decisioni organizzative che vengono prese (con chi abiteranno, i giorni di visita del dell’altro genitore….).

È importante anche incoraggiare i bambini ad esprimere le proprie emozioni e le proprie idee rispetto a quanto sta accadendo, facendoli sentire accolti e chiarendo eventuali “idee sbagliate” che si sono fatti;

  • Fuori dai conflitti dei grandi!

È importante tenere i bambini fuori dal conflitto dei grandi, non solo evitando loro di assistere ad eventuali litigi e discussioni, ma soprattutto mai mettere in cattiva luce l’altro genitore davanti ai figli! Allo stesso modo, non vanno utilizzati come “braccio armato” né come ambasciatori di comunicazioni all’altro genitore o tantomeno “confidenti” rispetto alle proprie questioni sentimentali.

  • Mettere al centro i figli

Soprattutto nelle decisioni organizzative, è importante cercare di collaborare con l’altro genitore per trovare una soluzione quanto più favorevole per il benessere dei figli, cercando anche di alterare il meno possibile le routine giornaliere che, in un momento di destabilizzazione, rappresentano dei punti di riferimento sicuri che garantiscono continuità.

E se è davvero difficile, farsi aiutare!

Per un genitore può essere difficile cercare di attuare questi comportamenti, soprattutto dove c’è un conflitto coniugale ancora molto acceso o ci sia una difficoltà anche personale legata alla fine del matrimonio.

In questi casi, è bene ricercare un aiuto esterno, quale quello di uno psicologo o di un mediatore familiare: per aiutare i figli a capire cosa sta succedendo, per riattivare dei processi di comunicazione e collaborazione con l’altro genitore…l’obiettivo principale resta sempre la tutela del benessere dei figli!

Bibliografia

Andolfi M., (1999) (a cura di), La crisi della coppia, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Goldzband M.G., (2009), Tempo di qualità, Di Renzo editore, Roma.

Minuchin S., (1976), Famiglie e terapia della famiglia, Astrolabio, Roma.

Oliverio Ferraris A., (2001), Dire il divorzio, Psicologia contemporanea, n. 167

 

L'articolo è stato scritto dalla dr.ssa Arianna Frisina, Psicologa Psicoterapeuta in formazione sistemico-relazionale, membro dello Staff di MenteSociale. Se desideri più info sull'autore: http://www.mentesociale.it/chi-siamo.html#dr-ssa-arianna-frisina-psicologa-psicoterapeuta-in-formazione

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