fiaba

Oggi, in una società immersa nel mondo dell’informazione mediatica e in corsa verso un futuro incerto, parlare di favole sembra quasi anacronistico o, almeno, non fa “tendenza”.

Eppure, come vedremo tra breve, la fiaba, al di là del suo valore psicopedagogico, è molto utile per comprendere meglio se stessi. Il nostro cammino comincia proprio con il concetto di fiaba e la sua relazione con l’individuo stesso, indipendentemente dalla sua età.

Abbiamo infatti tutti la tendenza a credere che raccontare una storia aiuti un bambino, ma in realtà, come vedremo, nella storia dei secoli, una fiaba è stata sempre creata da un adulto (pensiamo a Perriault, ad Andersen o ai fratelli Grimm) per un adulto che, attraverso la lettura e l’ascolto, potesse riflettere su se stesso. Cominciamo innanzi tutto a dire che la fiaba non si prefigge lo scopo tanto di descrivere una realtà esistente –la nostra o di qualcun altro- quanto di trasmettere l’inevitabilità della lotta contro le difficoltà che viviamo ogni giorno, facendo riscoprire all’individuo le proprie risorse ed aiutandolo a crescere.
Questo primo punto è fondamentale per poter distinguere una fiaba popolare da una moderna che solamente in parte riprende la storia originale, edulcorandola e rendendo il messaggio maggiormente semplificativo ed etico. Questo succede ad esempio nei film o nei cartoni animati (pensiamo a quelli della Walt Disney).

Eppure le fiabe non vogliono trasmettere una morale, ma un nuovo modo di vedere la quotidianità della vita, a seconda del momento storico e personale in cui l’individuo si trova.
Un chiaro esempio in tal senso ci viene fornito dalla storia de “I tre porcellini”: Jimmy, il porcellino saggio della storia, che costruisce una casa di mattoni difendendosi così dal lupo che voleva mangiarlo, viene descritto come il più grande e più grosso. Esso in realtà sembra rappresentare il completamento dello sviluppo maturativo dell’individuo che si dimostra capace di affrontare l’avversità attraverso le proprie risorse, senza bisogno di aiuto –come in parte fanno nella storia i due porcellini più giovani- e posticipando il momento da dedicare al piacere.
Ecco quindi come la fiaba considerata trasmetta un messaggio fondamentale: crescere è importante, così come la separazione dalle figure di riferimento. Una fiaba del genere verrà amata se questa coinciderà con la fase dello sviluppo in cui il bambino si trova. Allo stesso tempo, un adulto che preferisce tale fiaba, può domandare come questa può interpolarsi all’interno della propria personalità ed il modo con il quale si relaziona all’esterno. Questo breve esempio ci può far capire come la domanda “Quale favola preferisci?” dia risposte poco attendibili; infatti una stessa persona potrebbe preferire due fiabe in momenti della vita diversi e questo non accade solamente ai bambini. Se riflettiamo sull’immagine della coppia e della famiglia all’interno della favola, scopriremo sicuramente qualche affinità con ciò che desideriamo o al contrario, abbiamo in questo momento. Da questo assunto si comprende come riconoscersi in una determinata storia fantastica sia importante per capire meglio se stessi ed il proprio mondo, rispetto però alla situazione che stiamo attraversando.

E’ reale la storia di un uomo appena separato che raccontò una sera la fiaba di “Hansel e Gretel” al figlio, fermandosi assonnato sulla parte in cui Hansel si trovava in gabbia, mentre la strega voleva mangiarselo. Non completando la storia, il figlio crede che il protagonista abbia una brutta fine. Alla luce di quanto detto, questo avvenimento può essere letto come la paura inconsapevole del padre di lasciare il figlio (Hansel) da sua moglie  che reputa una cattiva madre (rappresentata nella fiaba dalla strega). Riassumendo quanto detto, una fiaba ci permette di aprire una porta del nostro mondo interno, per entrarvi in silenzio e capire meglio ciò che stiamo vivendo in un momento problematico specifico, avvicinandoci alle nostre emozioni, così come le viviamo durante l’ascolto di una fiaba, ponendoci delle domande in relazione ad essa. Ad esempio:

  • Perché questa fiaba la sento vicino a me in questo momento?
  • Cosa mi trasmette?
  • Che emozioni mi trasmette?
  • Come questi elementi si collegano a ciò che sto vivendo?
  • Cosa mi insegna la fiaba?
  • Come tale insegnamento può essere applicato alla mia situazione problematica?

Questa chiave di lettura, puramente ipotetica, ci permette da un lato di capire la relazione intercorrente tra fiaba ed il momento psicologico che stiamo attraversando e dall’altro, di riflettere sulla nostra esistenza, sulla nostra personalità e sulle nostre relazioni in modo del tutto innovativo e profondo.

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