fobiaCaratteristiche delle fobie, descrizioni di quelle maggiormente diffuse e delle possibilità di cura.

 

La parola fobia, deriva dal greco phobia, ma non necessariamente indica una psicopatologia. E' questo l'esempio della xenofobia - o avversione per gli stranieri- discutibile a livello sociale, etico e culturale, ma non ancora a livello diagnostico.

In senso generale, la fobia è una paura, persistente e ricorrente, irragionevole ed eccessiva che, per un periodo di almeno sei mesi, caratterizza la vita di un individuo. Nel caso delle monofobie, altrimenti dette “fobie specifiche”, la paura è verso un oggetto od una situazione particolare, come ad esempio, nella claustrofobia – la paura degli spazi chiusi - tipico è il timore verso gli ascensori, le metropolitane o le cantine.

 

 

fobiaCaratteristiche delle fobie, descrizioni di quelle maggiormente diffuse e delle possibilità di cura.

 

La parola fobia, deriva dal greco phobia, ma non necessariamente indica una psicopatologia. E' questo l'esempio della xenofobia - o avversione per gli stranieri- discutibile a livello sociale, etico e culturale, ma non ancora a livello diagnostico.

In senso generale, la fobia è una paura, persistente e ricorrente, irragionevole ed eccessiva che, per un periodo di almeno sei mesi, caratterizza la vita di un individuo. Nel caso delle monofobie, altrimenti dette “fobie specifiche”, la paura è verso un oggetto od una situazione particolare, come ad esempio, nella claustrofobia – la paura degli spazi chiusi - tipico è il timore verso gli ascensori, le metropolitane o le cantine.

 

 

Caratteristiche

Due sono gli elementi che contraddistinguono una fobia. Da un lato, la possibilità che la paura irragionevole, possa condurre conseguentemente ad un ipofunzionamento di parti vitali dell'esistenza dell'individuo, come l'area lavorativa, sociale o sentimentale, portandolo quindi, ad un abbassamento della qualità della propria vita. D'altra parte, il soggetto risulta essere consapevole che la sua reazione è esagerata, ma non sa cosa farci, o meglio, come afferma Nardone, si trova in una posizione di "learned helpness", di impotenza appresa, per cui, sente che la situazione che teme è al di fuori del proprio controllo.

Il quadro sintomatologico si aggrava maggiormente se, a questo elemento se ne aggiunge un secondo, ossia se l'individuo in questione ha creato dentro di sé un "locus of control" interno, per cui è portato ad attribuire i propri insuccessi, oltre che i successi, non a fattori esterni a se stesso, ma interni alla propria persona.

Nardone, psicoterapeuta strategico, per questo motivo asserisce che sarebbe importante, per la diagnosi, indagare della persona, non tanto la possibile causa della fobia o la sua possibile evoluzione, quanto il "sistema percettivo-reattivo" del paziente, ossia quell'insieme di percezioni e reazioni che si vanno a costituire nella relazione soggetto-oggetto. A lungo termine tale sistema potrebbe, infatti, aggravare il quadro clinico della persona, conducendo quest'ultima ad un possibile stato depressivo, ad una reazione cronica all'attesa minaccia degli eventi o al ricorso di rituali di tipo ossessivo. Freud nel 1897 affermava, infatti, che poteva essere molto facile il passaggio dalla fobia all'ossessività, in quanto entrambi gli elementi coesisterebbero all'interno del soggetto; il loro comune denominatore sarebbe quello di una vera e propria limitazione della libertà ed autonomia individuale, mentre ciò che le differenzierebbe sarebbe il fatto che, mentre nel caso fobico il soggetto si può liberare dell'oggetto temuto, nel caso ossessivo il soggetto non può liberarsi delle proprie idee fisse.

 

 

Diffusione

Da un punto di vista epidemiologico, le monofobie colpiscono più donne che uomini (in un rapporto di due a uno!), ma non esiste un'età di insorgenza specifica. Alcune fobie, infatti, possono insorgere precocemente; è questo il caso di una tipica fobia sociale, la fobia della scuola, che si può ritrovare nei bambini dai cinque ai dodici anni, e negli adolescenti che smettono di studiare, dicendo che le materie scolastiche non piacciono. Un'altra forma di fobia precoce è la dismorfofobia, tipicamente adolescenziale, a causa dello stato confusionale in cui si trova il ragazzo alla ricerca di una propria identità, di fronte al fatto evidente che egli non è più un bambino, ma neanche ancora un adulto. Quest'ultima fobia è, come afferma Janet, una paura quasi ossessiva per il proprio corpo, il timore di non essere normali nelle forme (la paura di essere grassi, magri, alti o bassi), nelle parti specifiche del proprio corpo (paura del volto, dell'acne) o dei propri caratteri secondari (troppa peluria, poco seno....).

 

 

Le fobie più comuni

Le forme cliniche più frequenti risultano essere l'agorafobia e la fobia sociale, alle quali però, deve essere posta necessariamente una corretta diagnosi differenziale, in quanto, molto spesso chi ha paura di attraversare una strada può in realtà aver paura delle persone che potrebbe incontrare e vice versa.

Anche la zoofobia – la paura degli animali - sembra essere abbastanza frequente, soprattutto nelle donne. Spesso chi è zoofobico non è zoofilo, ma si possono trovare casi in cui, chi ha paura dei cani ami tanto i gatti. Gli animali che "vanno per la maggiore" sono i serpenti, gli insetti, i ragni ed i topi. A volte la causa originaria si può ritrovare in eventi precoci di contatto con un determinato animale con esperienza di spavento o di aggressione e che, con il passare degli anni, ha determinato nel soggetto considerato, una risposta di evitamento. Alcuni autori asseriscono che giochi un ruolo determinante anche il fatto che, durante l'infanzia, l'adulto abbia dato al bambino, attraverso il racconto delle favole, un immagine crudele e cattiva degli animali, come nel caso del lupo in "Cappuccetto Rosso".

Altre fobie e monofobie molto frequenti oggi giorno, sono l'aereofobia e la siderodromofobia. Nel primo caso la paura è relativa al volare, ma può benissimo essere generalizzata a situazioni che in qualche modo si collegano a tale attività, come ad esempio si possono evitare le agenzie di viaggio o le vacanze troppo lontane, influenzando in questo modo, le aree funzionali dell'individuo, sociali, ma anche lavorative, in quanto, molto spesso, vengono rifiutate proposte di lavoro che in qualche modo concernono tale argomento. La paura di volare spesso si traduce come una paura di morire e fonda le sue basi su due elementi. Viaggiare in aereo comporta, infatti, un allontanamento da un paese e quindi da una situazione o da una persona. Se questo allontanamento è vissuto come separazione, sarà maggiormente probabile l'associazione volare-morire. Un secondo elemento sta nel fatto che si pensa che il rischio di possibili incidenti sia inevitabile. Diverse ricerche hanno però rivelato che sia più facile una morte automobilistica che aerea; il paradosso sta nel fatto che la gente continua a guidare ed a viaggiare con la macchina, mentre molti, oggi, hanno paura di prendere un aereo. Il sentimento di impotenza si evidenzia maggiormente in una situazione del genere, in quanto il volo viene vissuto come perdita di controllo della propria vita, il non poterci fare nulla che lo accomuna ai viaggiatori di treno.
La siderodromofobia è anch'essa frequente e può essere associata –come nel caso dell'aereofobia- anche a claustrofobia. Infatti, in molti casi, è possibile che il soggetto sia assalito, non solo dalla paura di un incidente, ma anche dal timore di morire soffocati, in quanto a volte i finestrini dei treni sono chiusi, il luogo è ben delimitato, gli odori sono più o meno sopportabili, gli spazi ben affollati….

 

 

Soluzioni fallimentari

Fobia ed ansia si placano sistematicamente con il cessare della situazione temuta; in realtà persiste un'angoscia quasi permanente nell'individuo, intesa come "ansia anticipatoria" che l'evento possa ritornare. Per questo motivo vengono attuati comportamenti più o meno fallimentari come il tentare di controllare le proprie emozioni o reazioni fisiologiche (tra queste annoveriamo la fame d'aria, le tensioni muscolari, i tremori, la mancanza di respirazione e la tachicardia). In molti casi si cercano persone familiari che possano aiutare il soggetto a "sopravvivere" alla situazione angosciosa. In realtà questo comportamento peggiora la situazione del fobico, in quanto, chi aiuta, manda due messaggi psicologici: "ti aiuto perché ti voglio bene", ma anche "ti aiuto perché sei malato", portando alla cosi detta "profezia che si auto avvera". In questo senso, in terapia, viene consigliato di esplicitare questo doppio messaggio che il fobico riceva senza esserne consapevole.

Infine, molto spesso si attuano comportamenti di fuga e di evitamento, attraverso i quali si pensa di riacquisire il controllo della propria vita, ma in realtà si dà un maggiore potere alla situazione fobica, creando quindi un circolo vizioso.

 

 

Cosa fare?

Cosa fare dunque?
Sebbene ci siano molti libri dispensanti di consigli più o meno, secondo il mio avviso, fallimentari, la strada più facile per sconfiggere una fobia è quella psicoterapica. Oggi sono molti gli approcci efficaci; primi fra tutti quello strategico e quello cognitivo-comportamentale. A volte si può associare a questo, una terapia farmacologica ansiolitica che, bloccando i meccanismi biologici dell'ansia, è utile per sedare l'ansia anticipatoria.
Al di là di questo, pochi sono i consigli da poter dare.
Auspicabile sarebbe poter agire immediatamente, prima che una fobia si  evolvi o si correli ad altre, ma anche affrontare l'evento temuto, anche se in modo graduale, sarebbe molto importante.
Un primo passo sembra essere quindi, nella vita di tutti i giorni, quello di non evitare mai i problemi e di tentare una riflessione su se stessi e sulle piccole ossessioni quotidiane tentandone di essere meno precisi.
Ciò, potrebbe essere utile per ostacolare, come si è detto, un facile passaggio fobico-ossessivo.

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Commenti   

0 # eliercol 2013-06-27 09:33
è veramente esaustivo e chiaro questo articolo sulle fobie ......era quello che cercavo........ .una sintesi che fosse esauriente e domani la utilizzerò per una delle mie lezioni
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0 # Gaia80 2013-06-27 09:32
grazie, mi sarà utile per la mia ricerca :P
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