La tossicodipendenza affascina il mondo degli adolescenti, ed è difficile capire se determinata attrazione nasce dal voler staccarsi dalla famiglia d'origine. quest' articolo è un breve quadro introduttivo che ogni psicologo dovrebbe aver chiaro quando si trova di fronte un giovane che ha problemi con le nuove droghe.

 

La tossicodipendenza affascina il mondo degli adolescenti, ed è difficile capire se determinata attrazione nasce dal voler staccarsi dalla famiglia d'origine. quest' articolo è un breve quadro introduttivo che ogni psicologo dovrebbe aver chiaro quando si trova di fronte un giovane che ha problemi con le nuove droghe.

 

Genesi

La tossicodipendenza ha una genesi assai profonda. Sia a livello storico che a livello individuale.
Dai tempi antichi l’ uomo ha utilizzato delle sostanze al fine di alleviare il dolore fisico o per alterare gli stati della coscienza. Utilizzo che non si è placato con il passar del tempo nonostante le conseguenze devastanti. Ancora oggi vi è un largo uso di sostanze psicoattive. Nella prima fase della tossicodipendenza l’ individuo crede di poter controllare tutto e tutti. Nella sua mente preponderà un’idea inesatta: il dominio della sostanza. Questo è un errore di percezione.
La dipendenza è uno stato psichico ed alcune volte anche fisico che risulti dall’ interazione tra un organismo vivente ed un farmaco e che si caratterizza con delle modificazioni del comportamento e con altre reazioni che contemplano sempre una pulsione a prendere la sostanza in modo continuo, con un aumento sempre più intenso del desiderio della sostanza che impedisce di liberarsi dell’ abitudine, al fine di ritrovare i suoi effetti psichici ed alcune volte per evitare il malessere della privazione. In inglese è spesso tradotto con il termine “addiction”, il verbo addicere nel diritto romano significava “condannare a diventare schiavo”.
Il sintomo che denota lo stato di dipendenza è la sindrome di astinenza, ovvero il patimento che si sviluppa quando l’abuso della droga viene repentinamente interrotto o limitato.
La dipendenza fisica è uno stato di ipereccitabilità che si sviluppa nel S. N. C., successivamente ad una somministrazione prolungata di una sostanza. Si riferisce ad un’alterata condizione fisiologica, che richiede la continua somministrazione della sostanza al fine di prevenire la malattia acuta che origina dalla sua carenza (sindrome di astinenza).
Vi è poi la dipendenza psichica, ossia sensazioni di instabilità psichica.
Importante considerare il fenomeno del Craving: il desiderio impulsivo per una sostanza psicoattiva, oggetto del comportamento gratificante.

 

 

Classificazione delle droghe


Le droghe sono classificate in:
* “DESIGNER DRUGS”, ECSTASY, EVE, LOVE DRUGS (MDMA, MDE, MDA, MBDB): derivati delle anfetamine, agiscono sulla serotonina, sostanza del cervello che interviene sull’ umore e sull’ appetito. Hanno un basso costo ed immesse sul mercato sotto forma di compresse colorate di forme differenti. L’ effetto compare dopo 20- 60 minuti dall’ assunzione e dura 4- 6 ore.
* ANFETAMINE: sostanze stimolanti. Agiscono sul sistema nervoso centrale e come medicinali controllati sono utilizzati in vari ambiti (nelle diete, nell’obesità, nelle depressioni, nel trattamento della narcolessia), per la proprietà di regolare sonno, umore ed appetito. Sono presenti sotto forma di pasticche o capsule.
* PSICHEDELICI, ALLUCINOGENI E LSD: sostanze difformi ma che hanno effetti similari: agiscono sul S.N.C. causando scoordinamento del pensiero, stravolgimento dell’ io, cambiamenti emotivi ed alterazioni delle percezioni. Sono potentissime anche in minimi dosaggi. Generano forte tolleranza per cui per ripetere gli effetti si è costretti ad aumentare la dose. Durata ed effetti durano da sostanza a sostanza.
* COCAINA: composto chimico derivato dalla pianta della coca, coltivata in sudamerica. Si trova in polvere bianca, a seguito della raffinazione può essere inalata, fumata o iniettata. Agisce nel cervello influenzando l’energia, la memoria, la vigilanza, l’ umore ed il piacere. Gli effetti, durata e conseguenza, variano a seconda delle modalità di intervento.
* OPPIO E DERIVATI: l’oppio è il lattice naturale ottenuto per incisione delle capsule non ancora maturate del Papaver Somniferum, si presenta in pani o bastoncini.
Morfina, alcaloide dell’oppio, polvere biancastra cristallina, si presenta sottoforma di compresse.
Eroina è un derivato semisintetico della morfina, si presenta come una polvere e di solito viene assunta per via endovenosa.

 

 

La prevenzione


Nel trattamento del tossicodipendente è importante non sottovalutare la prevenzione delle recidive, molto complicata in quanto l’ individuo superata la fase critica dell’ intossicazione acuta è portato a dimenticare i problemi ed a riprendere l’ abitudine. Qualche risultato si raggiunge coinvolgendo la famiglia.
Spesso i più colpiti da questo fenomeno sono gli adolescenti, concetto evidenziato tramite la pseudoindividuazione, attraverso l’uso di droghe, atteggiamenti trasgressivi l’adolescente sembra voler testimoniare di aver raggiunto un distacco dalla propria infanzia, emancipandosi dai genitori: ma queste conquiste si rilevano illusorie perché la dipendenza vincola il ragazzo all’interno della famiglia rendendolo sempre più dipendente in termini di mantenimento di denaro (Malagoli Togliatti, 2001). L’ adolescenza è l’ età fisiologica di trasgressione e la crisi adolescenziale spesso assume lo stile di una forma di devianza, l’adolescente deviante sostituisce una relazione affettiva con una relazione di presa di possesso: uso e abuso di sostanze. La maggior parte dei tossicodipendenti vive con le famiglie o ha frequenti rapporti con esse (Stanton, 1989). Sono stati effettuati molti studi sulla famiglia del tossicodipendente, gli elementi comuni in ogni nucleo familiare, presenti in letteratura sono: un padre assente e distante emotivamente, una madre ipercoinvolta a tratti simbiotica, delle coalizioni intergenerazionali (es. figlio, madre e nonna), adolescenti che diventano figli del deserto (Massimo Barra) Le strategie preventive, con gli adolescenti, possono essere attuate nei contesti inerenti la realtà fattuale in cui l’ individuo vive, tipo la scuola, in cui si dovrebbero portare avanti dei progetti in cui si deve “addestrare” i giovani a resistere alle pressioni del gruppo dei pari, immunizzarli contro i messaggi dei mass media, informare le famiglie sul fenomeno e sulla correlazione che intercorre tra l’ uso intrafamiliare e quello del singolo membro della famiglia, rafforzare l’ immagine del ragazzo e dare maggiori informazioni sugli effetti dannosi delle sostanze.
BIBLIOGRAFIA
Fornari U. "Trattato di Psichiatria Forense", Utet, Torino, 2001 Arbarello P., macchairelli l., Feola t., Di Luca N. M., "Trattato di medicina legale", Minerva italica, Roma, 2004. Korchin "Psicologia clinica", ed. Borla, 1999, Milano

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