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Non dimentichiamo infatti, che in verità abbiamo due vittime: una è la vittima delle azioni stalkizzanti, l’altra è lo stalker stesso che non è solo persecutore dell’altro, ma anche di sé, in una ricerca di soluzioni svalutanti, aggressive e dannose, per sé e per l’altro.

Il persecutore è lui stesso un perseguitato e vittima, che incapace di armonizzare bisogni, difficoltà e risorse, rendere sé stesso oggetto di tanta disperazione e proietta sull’altra persona la propria sofferenza. Si verifica uno spostamento importante, anziché affrontare la sofferenza, cerca a tutti costi di ottenere dall’altro una specifica risposta, l’approvazione, l’obbedienza, la vicinanza, il controllo appunto.

La vittima, suo malgrado si ritrova ad assolvere una funzione imprevista, incomprensibile e non desiderata. Molto spesso si ritrova incastrata in un ruolo che non le appartiene, senza neanche comprende ciò che sta capitando.

Ciò che infatti caratterizza la vittima, gli effetti di tanta proiezione sono essenzialmente di tre tipi:

-       quello patrimoniale

-       quello biologico di natura psichica

-       quello esistenziale

Il danno patrimoniale, in certi casi inesistente, in altri può essere consistente e rappresentare un carico concreto, ma soprattutto psico-emotivo ulteriore allo stress della condotta persecutoria. Si possono verificare sottrazione della posta (come ha ben osservato Jeff), ordinazione a proprio nome di prodotti e beni anche costosi, danneggiamento dell’auto o di altri oggetti di proprietà della vittima o della famiglia, ecc.

Questo tipo di danneggiamento, va ben oltre la natura materiale ed economica, perché aggrava e appesantisce il senso di potere del persecutore e di impotenza della vittima.

E’ come se la vittima non si sentisse al sicuro con niente e da alcuna parte!

Gli effetti e i danni biologici di natura psichica si riferiscono all’alterazione dell’equilibrio psichico del soggetto, all’insorgenza di un disturbo psicopatologico, ricondotto all’evento lesivo del persecutore. Si tratta di un disturbo che modifica in forma temporanea o meno la salute e le funzioni psichiche. Vi fanno parte i vari disturbi descritti nel DSM (disturbi alimentari, disturbi da uso di sostanze, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, dissociativi, scompensi all’interno di disturbi di personalità, ecc.).

Questo tipo di effetto dannoso sulla vittima, varia per intensità e gravità in base ad una serie di fattori, quali la gravità dello stalking (in termini di pericolosità, di persistenza, di intensità), la personalità del perseguitato, la relazione con lo stalker (se esiste, di che natura, ecc.), la presenza di una rete sociale di supporto, ecc.

Il danno di tipo esistenziale invece, riguarda tutta una serie di disturbi che ostacolano l’abituale vivere quotidiano, come insonnia, emicrania, incertezza, difficoltà relazionali, difficoltà a svolgere le usuali attività quotidiane dalle più semplici (andare al supermercato) alle più impegnative, come andare a lavoro, ecc.

Dovendo guardare più da vicino la vittima, nelle sue varianti, nelle mille sfaccettature, potremmo trovare una sofferenza comune che si traduce a vari livelli, in uno stato di paura, ansia, angoscia, insicurezza, instabilità psicofisica, in una condizione di precarietà emotiva, conseguente la perdita degli usuali punti di riferimento, delle certezze relazionali, dei luoghi noti e abitualmente frequentati. La vittima si ritrova in una sorta di incubo, non riesce più a dormire, non mangia più regolarmente, presenta vari disturbi psicosomatici, non esce più tranquillamente fuori casa, non svolgere le sue usuali attività, costretta dalla paura, dal panico, da eventuali o reali atti minacciosi e violenti, a cambiare abitazione, abitudini di vita, strade, mezzi di trasporto, orari, ecc., si trova a pensare in modo esclusivo a cosa potrà succedere, a quali contatti sarà sottoposto, a quali rischi può incorrere, vive in uno stato di impotenza e prostrazione più o meno intenso, insomma la sua vita non gli appartiene più!

Ed è veramente un incubo!

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