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Attraverso la metafora hitchcokiana di una finestra, quale passaggio verso la visione del mondo esterno, si propone uno scenario descrittivo del problema stalking.

Verranno presentati alcuni esempi concreti di stalking e la relativa descrizione del fenomeno e del suo significato.

 La finestra sul cortile”, diretto da Alfred Hitchcock (famoso film del 1954), ci apre una visuale tridimensionale su un fenomeno assai particolare, una delle tante facce della violenza: lo stalking.

Non un fenomeno nuovo, ma di nuova definizione e individuazione, grazie all’interpretazione dei numeri, delle casistiche e ai progressi legislativi in materia.

La famosa pellicola mostra il protagonista Jeff, che immobilizzato ad una gamba, si trova a vivere rinchiuso nel suo appartamento per molti giorni. L’unico suo passatempo diventa osservare con l’ausilio di un binocolo, dalla finestra che si apre sul cortile.

In questo modo si immerge negli appartamenti antistanti e nelle vite di chi li abita.

Bhe, mi sono immaginata il nostro Jeff, ai giorni d’oggi, costretto su una sedia, a guardare quanto gli si palesa guardando davanti a sè, all’interno degli appartamenti, degli uffici, delle aziende, fuori giù in fondo alla strada.

Sicuramente ne vedrebbe delle belle!

Vedrebbe qualcosa, che prima assumeva nomi diversi, qualcosa di indifferenziatamente violento, qualcosa che nessuno voleva guardare, che induceva a guardare dall’altra parte, che oggi ha acquisito un nome ben preciso.

Lo stalking infatti, rappresenta una delle tante facce della violenza, che possiede sue proprie connotazioni caratteristiche.

Ma guardiamole con il binocolo del nostro protagonista.

Osservando, Jeff vedrebbe per esempio un giovanotto inseguire una giovane con un bel mazzo di rose rosse, cioccolatini e lettere d’amore.

Cosa c’è di più romantico?

In effetti è un po’ strano, la scena è romantica o dovrebbe esserlo. Ma perchè lei non sembra felice di questo dono, sembra quasi arrabbiarsi, scappare spaventata?

Ma che succede?

Perché lei scappa?

Perché lui la rincorre?

Il giovanotto simpatico, non sembra più così simpatico, sembra infuriato, ansima, corre, è diventato tutto rosso dalla rabbia, si è irrigidito, ha indurito i pugni e lei corre, urla, sembra disperata.

Cosa sta succedendo?

Che film è questo?

Non ci si capisce nulla!

Ma guardate, se il nostro Jeff piega il suo binocolo a ore sei, vedrà un’altra scena interessante.

Siamo dentro un ufficio …. ecco c’è una segretaria, una bella ragazza bionda, che sta espletando i suoi doveri, è immersa fra carte di ogni tipo, ad un tratto arriva una giovane dai lunghi capelli scuri, un po’ goffa e impacciata, si comporta in modo guardingo, chissà perché. Ecco, squilla il telefono, la segretaria risponde e la collega nel frattempo sembra sbirciare fra le carte.

La bionda segretaria dice qualcosa alla giovane ed esce, questa le rovista nella borsa, prende il cellulare e lo scruta per un po’.

Che starà facendo?

Forse sta leggendo gli sms, sembra avere una certa dimestichezza …. lo fa velocemente e furtivamente. Poi lo rimette a posto, prende un mazzo di chiavi. ….. appena in tempo perché la segretaria rientra, la giovane saluta velocemente ed esce, Jeff la segue e la vede introdursi in una stanza attigua, ci sono gli armadietti con giacconi e cose personali, apre l’armadietto della segretaria con la chiave giusta, individuata nel mazzo trafugato, vi mette dentro delle carte ed esce silenziosamente, richiudendo tutto con cura.

Poi ancora nella stanza della collega, non hanno tempo di scambiarsi un granchè perché la bionda viene chiamata all’esterno e la giovane dai capelli scuri rimette le chiavi a suo posto e via ….. appena in tempo per non essere scoperta!

Disorientante!

Ma non ha tempo di rifletterci, il nostro Jeff viene attratto da qualcos’altro giù in strada, un rumore assordante, è un motorino che corre veloce come il vento.

Ah, una ragazza con il casco, si dirige verso le cassette delle lettere del condominio sito in via Roma e estrae tirando da sopra, le lettere lì contenute, le infila nella tasca e corre lontano.

Forse aveva fretta o chissà ….

Dal lato destro della visuale, nel palazzo che fa angolo con via Emilia si intravede un movimento strano, un condomino, una signora tutta imbacuccata, un po’ arruffata e sospettosa, rovista nel contenitore della carta deposto in strada.

Mha …. avrà buttato via qualcosa per sbaglio?

Ecco che esce un altro condomino, una ragazza sui trenta, appare serena ma non appena vede la vicina rovistare nella “Sua” carta, va su tutte le furie, ma l’altra l’aggredisce verbalmente, le invia condanne di morte, la minaccia e la giovane scappa veloce, in preda all’ansia.

Jeff ancora una volta è costretto a girare lo sguardo e ritrova la ragazza col casco, si accosta ad un’auto, saluta e corre lontano. Sembra se ne sia andata ma ……. poi seguendola dal suo piano, Jeff si accorge che si è appostata dietro l’angolo, sbircia senza farsi vedere.

Tira fuori il cellulare e inizia ad inviare sms.

Intanto, l’uomo parcheggia, esce di macchina e comincia a leggere i messaggi, che devono essere parecchi e non del tutto piacevoli perché appare disorientato, poi rosso in volto, arrabbiato, preoccupato e non riesce a salire le scale, un turbinio di reazioni.

Controlla la posta, ma …. naturalmente non c’è nulla, c’ha già pensato lei poco prima!

Ancora nell’altro condominio si assiste ad atti vandalici, la signora circospetta, questa volta raccoglie i panni dallo stenditoio comune, ma invece di portarli in casa, li tagliuzza con le forbici e li getta in terra.

Evidentemente non sono i suoi, come non era suo il cestino della carta!

A questo punto, Jeff non sa più a cosa pensare, ne ha già viste di tutti i colori davvero! Ma ce ne potrebbero essere molte altre ancora ….

Cosa sta succedendo?

Bhe, Jeff dalla sua finestra sul cortile ha assistito ad una serie di atti violenti, alcuni dei più rappresentativi di quelle azioni comportamentali, classificate col termine di Stalking.

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