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Il caso

 

Il Signor X, un uomo di 43 anni di professione operaio, robusto e in buona salute, dice di aver amato la moglie, la Signora Y di 14 anni più giovane di lui, da cui si è recentemente separato, e di amare moltissimo il figlio nato dall’unione, il minore Z di anni 4 al momento dell’inizio della CTU disposta dal Magistrato su impulso del legale dell’uomo.

Il Sig. X lamenta che la moglie non assicura le dovute cure al figlio, il quale a volte mostra strani lividi in varie parti del corpo; che glielo fa vedere troppo poco; che la donna ha iniziato una nuova relazione sentimentale con un bidello che a suo dire “Fuma gli spinelli davanti a mio figlio”. Si presenta in orario agli incontri, aperto, collaborativo, desideroso di riappropriarsi del suo ruolo di padre a tutti gli effetti.

La Sig.ra Y ai primi colloqui si mostra chiusa, reticente, non vuole incontrare il marito in CTU, appare ostile e molto poco collaborativa.

Dopo i primi incontri, tuttavia, grazie al clima di fiducia instauratosi,inizia ad emergere una realtà affatto diversa.

Il Sig. X ha obbligato la moglie a due interruzioni di gravidanza in tre mesi, e solo il mese successivo si è annunciato il piccolo Z, che nasce cardiopatico e subisce un intervento chirurgico a poche settimane di età.

La Sig.ra Y non poteva effettuare né chiedere al marito di effettuare una prevenzione antifecondativa “Perché lui vuole essere libero” e viveva nel terrore di una quarta gravidanza.

Inoltre ella ha riferito che “Quando vengono i suoi parenti, o gli amici a casa per la partita, io devo preparare tutto e poi restare a disposizione in cucina, tenendo buono il bambino che vorrebbe magari andare di là dal padre”.

Se c’erano problemi con il piccolo, che piangesse o che volesse che gli fosse comprato qualcosa, la Sig.ra Y davanti a tutti veniva così ripresa dal marito: “Che madre sei, un’incapace, non sei neanche buona a non far piangere Z, e poi non lo viziare dandogli tutto quello che vuole. Anzi, per non rischiare questo, d’ora in poi ti do i soldi contati per fare la spesa”.

I parenti e gli amici di lei gradualmente le sono stati fatti allontanare (“Ti mettono in testa strane idee”; “Quando li vedi poi litighiamo”, ecc.).

Infine, sono iniziate le percosse fisiche, sempre in zone del corpo coperte dai vestiti: “Non potevo neanche piangere quando mi menava per non farmi sentire dai vicini, sennò mi picchiava più forte!”.

Quando il Sig. X ha conosciuto una ragazza straniera, ancora più giovane della moglie, ha iniziato con lei una relazione di cui ha messo a parte la moglie, con dovizia di particolari anche rispetto alla sessualità.

Questa nuova compagna (allo stato ignara, o chissà per quale altra ragione) lo ha convinto a lasciare la moglie e il figlio per iniziare una loro convivenza e così, anche a seguito della CTU, ha potuto avere inizio l’opera di riabilitazione della Sig.ra Y, nonché del piccolo Z che spesso aveva assistito agli insulti ed ai maltrattamenti che il padre infliggeva alla madre.

Ai test psicologici si erano dimostrati presenti, tra l’altro, tratti di fragilità con note ansioso-depressive per la Sig.ra Y; ipervalutazione di sé e rifiuto dell’autorità, marcate tendenze proiettivo-interpretative  e ridotto controllo sulla sfera pulsionale per il Sig. X.

I disegni prodotti dal minore Z erano paradigmatici: il padre e la nuova compagna di questi rappresentati vicini, grandi, sulla sinistra del foglio; poi un serpente che divideva a metà il foglio di carta; infine a destra, in basso, la figura della mamma e la sua, disegnate molto piccole e con tante righe nere sopra, quasi a cancellarne le teste, le identità.

 

 

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