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DALLA BACCHETTA MAGICA AL FALLIMENTO TERAPEUTICO
Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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crimini concessiComunemente quando parliamo di criminalità siamo abituati ad associare a tale termine tutta una serie di azioni delittuose, solitamente efferate, a volte grottesche, che giornalmente riempiono gli spazi dei quotidiani  e dei telegiornali.

Il pensiero va alla criminalità organizzata, alla microcriminalità, ai delitti d’onore, a reati a sfondo sessuale, alle rapine, alle aggressioni, alle truffe, ai danni alla persona e al patrimonio e a tante altre tipologie d’infrazioni penali di vario genere. Raramente però la mente si sofferma a riflettere su altri differenti, ma non per questo meno importanti, modi di delinquere. Infatti è considerato delitto qualsiasi violazione di una legge penale, e stando a tale definizione il concetto di crimine si allarga enormemente.

Cercare di essere esaurienti in tale sede è impossibile, viste le innumerevoli forme di attuazione di tali atti delittuosi, però voglio sceglierne uno riportandolo come esempio al fine di focalizzare l’attenzione su tale subdola ed annosa questione. Le cose che sto per dire forse non suoneranno come novità assolute e molto probabilmente molti ne hanno già sentito parlare, ma sono altrettanto sicuro che tale argomento non è certo centro di discussione di dibattiti televisivi, né tantomeno è il tema preferito di testate giornalistiche d’approfondimento (quelle che vengono trasmesse ad orari diurni, intendo). Allora le notizie che se ne hanno sono reperibile da libri, riviste scientifiche (ma solo alcune!), oppure da siti internet specializzati in questioni simili. Nella nostra società è divenuta ormai consuetudine vaccinarsi e vaccinare i propri figli contro le varie patologie che nel corso della vita potrebbero insorgere. Siamo tutti certi dell’efficacia di tali prodotti e sicuri riguardo alla loro innocuità. A rendere il clima così sereno ci pensano gli addetti ai lavori attraverso mirate azioni di disinformazione e controinformazione. Per questo motivo e per altri più importanti che ne conseguono è mia intenzione apportare almeno qualche chiarimento. Credo che sia interessante sapere quale sia l’origine del vaccino. Alla fine del Settecento un medico inglese, Edward Jenner, nel tentativo di proteggere gli uomini dal vaiolo, pensò di inoculare in essi del vaiolo bovino, malattia specifica di tali animali ma ritenuta simile al vaiolo umano. Sostituì il pus vaioloso umano con del pus prelevato dalle mucche, somministrandolo in modo artigianale a migliaia di persone nel mondo. Si aprì così la strada ad una più complessa e subdola contaminazione. Per la prima volta si era introdotto direttamente nel corpo umano un elemento di un’altra specie, geni provenienti da un animale e, per di più, malato.  Tralasciando tutta la parte storica e le diatribe tra Pasteur e Bernard, di per sé rilevatrici di fondamentali aspetti tenuti volutamente celati, torniamo ad oggi dove i vaccini vengono prodotti dalle case farmaceutiche in funzione delle vendite e dell’andamento del mercato, mentre la salute del singolo viene sempre in secondo piano. Sappiamo che l’immunità è la capacità di un uomo di resistere alle malattie, grazie al nostro sistema immunitario. Il fine di tale sistema è quello di preservare la nostra identità biologica. Quando il nostro equilibrio è in qualche modo minacciato, il sistema immunitario si organizza di conseguenza. Alla nascita tale sistema non è ancora completamente elaborato e occorreranno un paio di anni affinché si affini. I neonati vengono protetti dagli anticorpi trasmessi dalla madre che, col tempo, verranno gradualmente sostituiti dai propri scaturenti dal contatto empirico con i germi che il bambino incontrerà nel suo corso vitale.  In seguito questa diverrà una solida corazza che proteggerà l’individuo dalle più svariate aggressioni. In questo perfetto programma costruito su misura per ogni singolo uomo, le vaccinazioni appaiono come elementi perturbatori incontrollabili. Noi viviamo in simbiosi con i microbi. Essi non tentano di attaccarci ma solo di sopravvivere. E per fare ciò sono dotati di un alto potere di trasformazione. Ne consegue che non sono i germi a provocare le malattie, ma la rottura dell’equilibrio metabolico. Ad esempio l’uomo è ossessionato dal fatto che la polio possa uccidere o handicappare per sempre, quando milioni di bambini sono “infettati” da questo virus, ospite degli intestini, senza però essere affetti dalla malattia. La funzione dei microrganismi è quella di partecipare al mantenimento della vita. Altrettanto interessante è il processo preparativo del vaccino. Basti pensare che in una fase di preparazione, come adiuvante dell’immunità, viene aggiunto dell’idrossido di alluminio, prodotto chimico responsabile di molte allergie oltre ad essere soprattutto incriminato come un possibile responsabile del Morbo di Alzheimer. Cioè i vaccini contengono prodotti tossici potenzialmente pericolosi che obbligano il nostro corpo a riconoscerli e poi, se possibile, neutralizzarli. Queste precisazioni sono utili per affermare che in definitiva l’informazione dei media, e non solo quella, è propensa ad asserire che i vaccini sono più puri di una volta e molto meno pericolosi, invece essi, ed è ciò che non viene evidenziato abbastanza, potrebbero attivare degli oncogeni, disattivare degli antioncogeni, alterare geni.

Secondo la comunità scientifica il numero dei danneggiati dal vaccino è esiguo. Secondo tale fonte dal 1996 al 1999, dopo il vaccino antipolio, si sono ammalati di poliomielite post-vaccinica 1 su 200.000 circa. Purtroppo questi che sembrerebbero dati rassicuranti sono stati poi smentiti sul campo. Questi tipi di danni sono solitamente permanenti e riscontrabili solo dopo un tempo abbastanza lungo. Gli effetti a lungo termine dei vaccini sono stati molto studiati, e spesso controllati da altri organi in base ai risultati che si avevano. E’ probabile che i vaccini della pertosse, rosolia e orecchioni siano la causa dell’enorme aumento di casi di diabete negli Stati Uniti:  agiscono negativamente sul pancreas e sulla produzione dell’insulina. Un altro danno di cui si sospetta una correlazione con le vaccinazioni è la Sindrome della Morte in Culla o SIDS. Restando nei nostri confini, l’Italia è l’unico paese europeo a rendere obbligatorio il vaccino per l’epatite B (grazie all’ex ministro della Sanità De Lorenzo, poi condannato per aver ricevuto 600 milioni di lire dalla casa farmaceutica produttrice del vaccino). Ma non tutti sanno che le categorie effettivamente a rischio di contagio (medici e infermieri) non sono obbligate, mentre lo sono i bambini nel primo anno di vita che non corrono alcun rischio d’ammalarsi (ammenoché non facciano un indiscriminato uso di stupefacenti per via endovenosa o non abbiano frequenti ed eterogenei rapporti sessuali non protetti!)  Questi esempi sono da corredo ad una situazione sicuramente più complessa e rischiosa di quella che invece si vuole mostrare.

Nel caso in cui insorga una patologia in seguito a vaccinazione (e come abbiamo visto non è raro), la mancanza d’informazioni porta i genitori a non immaginare nemmeno un nesso tra la causalità della vaccinazione e l’insorgenza della malattia stessa.  Inoltre il risarcimento del danno è molto articolato ed i supporti sono inefficienti. Tale disorganizzazione, voluta o meno, è frutto di una società sicuramente poca attenta, o del tutto disinteressata, alla salvaguardia dei suoi componenti. Se da una parte si eleva a soluzione definitiva il dogma vaccinale, dall’altra non si ritiene necessaria una ricerca epidemiologica che accerti sul campo quali effetti collaterali si possano sviluppare nei bambini. Allora abbiamo da un lato degli organi che ci vogliono tutelare e difendere dalle malattie tramite i vaccini, dall’altro invece una comunità che si pone ambiguamente nei confronti degli individui stessi.  Se il compito della medicina è quello di prevenire prima che curare, non si vede la ragione di tanta reticenza nei confronti di questo argomento.

E’ a questo punto che mi sorge un dubbio corroborato anche dai più recenti casi che hanno visto protagonista l’aviaria. Una psicosi mondiale che è impazzata per tutto l’inverno scorso e che ha permesso la vendita di un farmaco (Tamiflu, fino ad allora praticamente invenduto) assolutamente inutile per tale patologia (il virus che dovrebbe trasmettersi da uomo ad uomo non è conosciuto, anzi non si è nemmeno certi della sua esistenza), ma che intanto ha rinverdito le casse della Gilead Science, grossa casa farmaceutica di cui Rumsfeld è stato presidente dal 1997 al 2001. L’infondata paura della pandemia, perfettamente supportata dalla campagna disinformatrice dei media, ha consentito che il prezzo di tale prodotto negli USA fosse di 90 dollari a scatola! Ovviamente un’azione della Gilead è balzata alle stelle, per la gioia di pochi e ricchi fortunati.

Allora il dubbio assume certezza: è chiaro che interessi scevri da qualsiasi ragione altruistica e filantropica sono il vero motore di azioni perseguibili penalmente, in quanto finalizzate al raggiungimento di un profitto personale a scapito di terzi, siano essi ignari, parzialmente incapaci d’intendere e volere, o completamente circuibili. E a queste accuse potrebbero esserne aggiunte della altre ancora più gravi come quella di “crimini nei confronti dell’umanità”.

E’ necessario avviare un dibattito sulla libertà di scelta terapeutica: la salute è un diritto del singolo cittadino e lo Stato non dovrebbe imporre trattamenti soprattutto se il soggetto non è in grado di esprimere, causa una deficienza di vera informazione, la propria volontà. Questo per ora sembra l’unico metodo che abbiamo per difenderci e per difendere i propri cari.

Lo so, può apparire esagerato, ma provate a parlarne con chi purtroppo ha subito le conseguenze di tali losche azioni e vedrete che allora niente vi sembrerà più giusto.

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