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Brevi riflessioni sulle perversioni nel confine tra normalità e patologia

Quali perversioni sono perseguibili da un punto di vista legislativo?

La sessualità dell’individuo non è di per sé oggetto di attenzione da parte dell’odinamento giuridico. L’articolo 3 della Costituzione sancisce la libertà di esplicazione della personalità del cittadino in qualsiasi sua manifestazione, di conseguenza anche in quella sessuale. Diviene di rilevanza giuridica quando essa lede i diritti dell’altra persona ossia quando nel caso di un approccio sessuale, esso avviene con un soggetto non consenziente (come nel caso della pedofilia) o attraverso comportamenti aggressivi o contrari alla decenza pubblica (l. 527 - l. 726): in essi si inscrivono i comportamenti degli esibizionisti e dei voyeur.

Il froutterismo è invece inserito all'interno dei così detti "reati sessuali" la cui definizione legale si è andata trasformando nel corso degli anni, fino al 1996, anno in cui si è abolita la distinzione fra atti di libidine violenta e violenza carnale con la loro riunione in reato di violenza sessuale (art. 609 bis) e l’introduzione innovativa della violenza di gruppo - anche se si tratta di persone - che prevede la pena tra i sei e i dodici anni di reclusione. 
La l.15/96 ha ridisegnato infatti l’intera materia considerando la violenza sessuale come reato contro la persona e non contro la morale, concetto di fondamentale importanza in quanto viene conferita maggiore dignità alla donna rispetto al passato.

Altro comportamento perverso perseguito dalla legge è la pedofilia, per cui, secondo la l. 15 del 1996, colui che compie atti sessuali con persone  minori di 14 anni, è passibile di reclusione da 5 a 10 anni. Quanto detto parte dal presupposto di un’immaturità del minore in una libera  e consapevole espressione della propria sessualità.

Tra le altre perversioni maggiori, oggi sia il comportamento sadomasochistico che il travestistismo sono maggiormente tollerate. Nel primo caso il comportamento diventa di interesse giuridico nel momento in cui il partner coinvolto non è consenziente, mentre nel caso del feticismo di travestimento, quando la parafilia viene accompagnata da furto di vestiario

Infine, nel caso delle perversioni minori, i comportamenti devianti perseguibili legalmente sono la necrofilia (per vilipendio di cadavere), la zoofilia (per maltrattamento di animali) e la scatologia telefonica (ascrivibile come reato sessuale dall'art. 660  che integra gli estremi di molestie).

Perchè la perversione è maggiormente presente nell'omicida seriale?

Per la stretta analogia intercorrente tra definizione psichiatrica di parafilia e definizione criminologica di serial killer.

Nel primo caso si parla di perversione se sono presenti impulsi, fantasie o comportamenti di carattere sessuale indispensabili all'eccitazione che coinvolgono oggetti inanimati, bambini o persone non consenzienti. 
Questi comportamenti sono sempre presenti nell'attività sessuale del soggetto e producono sofferenza o umiliazione di se stessi o del partner. 
Gli elementi maggiormente importanti per definire psicopatologicamente la parafilia sono la sua ripetitività ed ossessività per cui il soggetto utilizza il comportamento perverso come unica modalità per ottenere l'eccitazione ed il piacere sessuale

Si definisce invece omicida seriale:

"...un soggetto che mette in atto personalmente due o più azioni omicidiarie separate tra loro […] l’elemento centrale è la ripetitività dell’azione omicidiaria […] l’assassino seriale agisce preferibilmente da solo, ma può agire anche in coppia o come membro o capo di un gruppo. Le motivazioni che spingono all’omicidio seriale sono varie, ma c’è sempre una componente psicologica interna che lo spinge al comportamento omicidario collettivo” (De Luca, 1998)

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