Indice

Un “altro motivo”, che può spingere una donna ad uccidere il proprio figlio, viene ben “rappresentato” dal dramma di Medea, scritto da Euripide nel 431 a.c., che divorata dall’odio e dalla gelosia compie un atto di estrema crudeltà uccidendo i suoi due figli: “Medea, figlia di Eete re della Colchide, invaghitosi di Giasone lo aiutò a rapire il Vello D’Oro (nella mitologia greca è il favoloso montone su cui fuggirono nella Colchide, Elle e Frisso). Giasone sposò Medea e con lei, non potendo far ritorno nella Tessaglia, riparò a Corinto dove conobbe Glauce, figlia del re Creonte, che decise di sposare venendo meno ai giuramenti fatti alla donna che per amor suo aveva tradito il proprio genitore. Sicura di poter trovare rifugio ad Atene, Medea, piena di rancore e di odio nei confronti dei due amanti, decise di vendicarsi inviando in dono a Glauce una veste ed un diadema avvelenati che condussero la rivale ad una morte orribile insieme al padre che era accorso in suo aiuto. Ma l’ira di Medea non si era affatto placata tant’è che uccise anche i suoi due figlioletti avuti da Giasone, sgozzandoli con le sue mani”.

Il “Complesso di Medea”, che prende il nome proprio dal mito greco appena accennato, riguarda infatti proprio l’uccisione del figlio o dei figli da parte della propria madre che, con questo atto estremo, intende punire l’uomo, padre dei suoi figli, che l’ha gravemente offesa (es., un  tradimento subito o anche supposto).

“Queste madri vendicative (retaliating mothers) presentano in genere disturbi di personalità con aspetti aggressivi, comportamenti impulsivi, tendenze suicidarie e frequenti ricoveri in ospedale psichiatrico. Inoltre le loro relazioni con i compagni sono spesso ostili, caotiche. Infine queste madri tendono a utilizzare il figlio come un oggetto inanimato, una sorta di arma vendicativa contro il proprio compagno” (G. C.  Nivoli, 2002). 

Un altro grave quadro psicopatologico, che vede coinvolto uno o entrambi i genitori, di solito la madre, nell’uccisione di un proprio figlio, è la “Sindrome di Munchausen per procura: è un disturbo che consiste nella ricerca spasmodica da parte di un individuo dell’attenzione degli altri, mediante il danneggiamento di una terza persona. Si differenzia dalla semplice sindrome di munchausen, in quanto, quest’ultima, è caratterizzata dal fatto che il soggetto si autoinfligge  dei comportamenti lesivi, pur di attirare l’attenzione di chi gli sta intorno. La sindrome per procura, spesso viene attuata da madri di bambini piccoli che corrono in ospedale continuamente, lamentando malesseri improvvisi del figlio; in realtà sono loro stesse a creare la situazione di pericolo, per il gusto di creare eccitazione intorno a loro” (R. De Luca, 1998). 

A causa di gravi problemi familiari (es., separazione dei genitori, abbandono, grave lutto, abusi sessuali, violenze fisiche), situazionali (es., solitudine e/o particolari restrizioni economiche), relazionali (es., permanente conflittualità coniugale o rapporto instabile quale può essere una relazione con un uomo sposato), emozionali (vulnerabilità emotiva e mancanza di controllo degli impulsi che si traducono in scoppi di rabbia e ricorrenti minacce di aggressione, se non veri e propri scontri fisici, o di autolesionismo), affettivi (marcati cambiamenti dell’umore con intensi e frequenti episodi disforici) e psichiatrici (es., grave depressione, schizofrenia, paranoia) una donna, posta in una condizione di forte stress, può tradurre la sua rabbia, il suo dolore, le sue paure, le sue angosce e/o i suoi sentimenti di inadeguatezza in manifestazioni di disinteresse, di aggressività o di estrema crudeltà nei confronti di un proprio figlio, sino a causarne o volutamente provocarne la morte.

 

 

 

Studio di Psicoterapia MenteSociale

studio mix

Indirizzo: Via dei Castani 170, 00171 Roma
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 15, numerose linee di bus

Email: info@mentesociale.it

Telefono: 0664014427

ORARI DI SEGRETERIA ED APERTURA AL PUBBLICO:
Lunedì dalle 10.00 alle 13.00
Martedì dalle 10.00 alle 13.00  (anche Sportello Psicologico)
Mercoledì dalle 17.00 alle 20.00
Giovedì dalle 10.00 alle 13.00 (anche Sportello Legale)
Venerdì dalle 10.00 alle 13.00
ideaIn altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.