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Un nuovo strumento di valutazione italiano


Camerini e De Leo (G.B. Camerini, L. Volpini, G. Sergio, G. De Leo, 2008, Criteri psicologico-giuridici di valutazione delle capacità genitoriali: proposta di uno strumento clinico, Psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, 75, 1, 61-78) hanno messo a punto recentemente un nuovo strumento di valutazione delle competenze genitoriali che prevede la
somministrazione al genitore di una serie di domande (items), in numero di 24, le quali esplorano capacità relative a tre diverse aree di funzionamento:
a) supporto sociale e capacità organizzativa: capacità di promuovere, accompagnare e sostenere i processi di sviluppo e di socializzazione e di adattamento all'ambiente esterno (coping);
b) protezione: capacità di proteggere e di tutelare il bambino nell'ambiente familiare, scolastico e sociale;
c) calore ed empatia (care): capacità di riconoscere i bisogni emotivi/affettivi del figlio e di fornire i supporti necessari.
Lo strumento è stato predisposto per essere applicato:
- nelle situazioni di pregiudizio rispetto alla salute psicofisica del minore;
- nelle situazioni di abbandono e di decisioni in merito alla perdita della potestà ed alla messa in adozione;
- nelle situazioni di separazione dei genitori e di valutazione dei criteri di affidamento.

Si riportano i 24 items e si rimanda allo strumento completo per la loro utilizzazione pratica e psicometrica.

A. Supporto sociale e capacità organizzativa: capacità di promuovere, accompagnare e sostenere i processi di sviluppo e di socializzazione e di adattamento all'ambiente esterno (coping).
A.1. Supporto dello sviluppo cognitivo e delle abilità di apprendimento sociale e scolastico.
A.1.1. C. - Si occupa di seguire/di far seguire il figlio nei compiti scolastici (negli apprendimenti prescolastici)?
A.1.2. - Insegna e trasmette i valori/i riferimenti culturali del suo ambiente di appartenenza?
A.2. Supervisione e disciplina nel comportamento sociale.
A.2.1. - Cerca di dare al figlio consigli/ istruzioni su come bisogna comportarsi con le altre persone al di fuori della famiglia?
A.2.2. - Prevede regole e limiti circa le abitudini, gli orari, le autonomie nella vita di relazione?
A.3. Capacità di individuazione delle strutture esterne alla famiglia necessarie per l'equilibrio adattivo del figlio ed intermediazione supportiva.
A.3.1. C. - È disposto ad accettare ed a collaborare con agenzie esterne alla famiglia per la gestione educativa del figlio?
A.3.2. - Induce il figlio a frequentare attività sportive/ricreative socializzanti?
A.4. Sicurezza e non esposizione del bambino ad eventi ambientali sfavorevoli.
A.4.1. - Presta attenzione ai pericoli ai quali il figlio può essere esposto in casa o nella sua vita di relazione e sociale?
A.4.2. - Prende qualche iniziativa per evitare problemi e difficoltà di integrazione del figlio nell'ambiente scolastico e sociale?

B. Protezione: capacità di proteggere e di tutelare il bambino nell'ambiente familiare, scolastico e sociale.
B.1. Controllo.
B.1.1. - Esercita un controllo sulle abitudini e sui ritmi di vita/sulla igiene e sulla salute del figlio?
B.1.2. - Esercita un controllo sulle attività esterne (sociali) e sulle frequentazioni del figlio/sulla esposizione del figlio ai comportamenti che gli altri (adulti o coetanei) agiscono nei suoi confronti?
B.2. Rispetto della intimità e della sfera corporea e sessuale.
B.2.1. -Viene data attenzione al rispetto per la sfera corporea e sessuale e per l'intimità del figlio?
B.2.2. - Viene data attenzione alla esposizione del figlio a scene/situazioni/immagini a contenuto sessuale?
B.3. Flessibilità nella gestione delle responsabilità riguardanti la cura e la guida del bambino.
B.3.1. - È disponibile a delegare qualche sua incombenza/responsabilità educativa ad altre persone dentro o fuori la cerchia familiare?
B.3.2. C. - Collabora con l'altro genitore nella gestione educativa del figlio?
B.4. Esposizione del bambino alla violenza fisica/psicologica (diretta o assistita).
B.4.1. - C. Cerca di evitare che il figlio assista a liti/scene di violenza in famiglia?
B.4.2. - Coinvolge il figlio come alleato/come spettatore nei conflitti relazionali intrafamiliari?

C. Calore ed empatia (care): capacità di riconoscere i bisogni emotivi/affettivi del figlio e di fornire i supporti necessari.
C.1. Capacità di incoraggiamento di fronte alle difficoltà/alle frustrazioni e di comunicare l'accettazione.
C.1.1. - Reagisce in maniera positiva/incoraggiante se il figlio ha un insuccesso/una delusione in ambito scolastico/sociale?
C.1.2. - Riesce ad ascoltare il figlio quando esprime difficoltà di relazione intrafamiliare?
C.2. Capacità di accogliere e contenere le richieste del bambino.
C.2.1. - Riesce a rispondere in maniera equilibrata/adeguata alle richieste del figlio?
C.2.2. - Riesce a rispondere in maniera equilibrata/adeguata alle provocazioni?
C.3. Supporto e scambio emotivo, accudimento.
C.3.1. - Riesce ad ascoltare il figlio (a rendersi disponibile/accessibile) se le appare triste, o arrabbiato, comunque con qualche problema affettivo/relazionale?
C.3.2. C. - Riesce trasmettere affetto e calore al figlio, con i gesti o con le parole?
C.4. Punizioni e frustrazioni.
C.4.1. - Capita che il figlio riceva punizioni (fisiche, castighi) molto frequenti/severe?
C.4.2. - Capita che il figlio riceva offese?

 

 

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