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Venerdì 21 Aprile,       workshop esperenziale 

 

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Ipotesi di psicobiografia

Alla stregua di quanto esposto , sempre sulla base di fonti giornalistiche ed interviste rilasciate ai vari Tg e talk show nazionali, tenterò di elaborare una psicobiografia sui coniugi Romano, in particolar modo sulla personalità di Rosa Angela Bazzi.

Si può ipotizzare che il soggetto Bazzi Rosa Angela sia affetta da:

 

  1. disturbo paranoide di personalità (DSM IV-TR) poiché prova un rancore sordo verso gli autori di presunte azioni  offensive, diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri. Tale disturbo lo si deduce dalle seguenti dichiarazioni: “Olindo ha tirato una sprangata in testa a Raffaella, che non si era accorta che eravamo entrati in casa, lei è finita a terra e ha cominciato ad imprecare e ad insultarmi. A quel punto non ci ho più visto. Dovevo ucciderla, mi faceva paura. Lei grande e grossa, io piccolina e minuta, poteva farmi tanto male… da tempo ero esasperata, ci hanno reso la vita impossibile con i loro furiosi litigi, rumori e vita disordinata.” . Il paranoico può uccidere chi rappresenta nella propria mente il suo persecutore, in quanto incanala in quest’ultimo la causa di tutti i suoi mali, in proposito l’imputata dichiara: "Le ho uccise io, quando ho finito di ucciderle ho deciso di bruciare tutto perché  dovevo cancellare loro e tutto il male che mi hanno fatto, era tutto finito, dovevano sparire";
  2. disturbo antisociale di personalità (DSM IV-TR) per assenza del senso di colpa e di rimorso, per l’efferatezza del delitto e la totale mancanza di empatia con le vittime.Infatti ci troviamo dinanzi a un’esplosione di violenza in cui colpisce l’assoluta mancanza di proporzione tra l’eventuale offesa subìta e quella perpetrata ai danni dei “nemici”. I due piatti della bilancia non stanno in equilibrio: sul primo c’è null’altro che banali dissidi condominiali, mentre sull’altro c’è un’esplosione sanguinaria che investe tutto e tutti, senza fermarsi neppure davanti al pianto di un bimbo di due anni.
    «Anzi sono proprio le lacrime del piccolo Youssef a scatenare la furia di Rosa Bazzi che si accanisce su di lui con il coltello che si era portato da casa - spiega Rosario Lavorino, docente di Tecnica investigativa
  3. disturbo ossessivo –compulsivo, (DSM IV-TR) con temperamento ipertimico ( il soggetto viveva per un ordine ed una pulizia maniacale , nel circondario la Bazzi aveva il nomignolo di “carrarmato”,per via della sua operosità instancabile nel microcosmo della corte. I settantacinque metri quadrati al pianterreno della corte di via Diaz, lato sinistro, scala A, erano un fortino dentro al quale la vita doveva scorrere ordinata, scandita da tempi e ritmi sempre uguali, senza sorprese, senza il caos del mondo fuori.

Nella sua ottica mentale, non escluderei  che l’imputata sia affetta anche da personalità narcisistica “ maligna”. Nella personalità narcisistica, il sé grandioso patologico assorbe il sé reale, il sé idealizzato e le rappresentazioni  d’oggetto in un irrealistico concetto di sé idealizzato. Questo sviluppo strutturale porta al parallelo impoverimento del sistema di valori interiorizzati, mentre si osserva la predominanza dei precursori   superegoici sulle strutture idealizzate. In questo contesto le strutture persecutorie tendono ad essere proiettate, interferendo con il successivo sviluppo di strutture del Super-io più integrate. Di conseguenza, la personalità narcisistica presenta un certo grado di comportamento antisociale.

Quando una struttura di personalità narcisistica è dominata da un’intensa patologia dell’aggressività, si osserva lo sviluppo di forme particolarmente maligne di psicopatologia. In questo contesto, il senso patologico del sé è infiltrato dall’aggressività , in modo che l’espressione dell’aggresività in varie forme risulta perfettamente accettabile ( aggressività egosintonica), in riscontro a questa teoria la Bazzi confessa ciò: "Ho sentito dentro di me - verbalizza Angela Rosa - una mostruosa forza. Non volevo piu' fermarmi, non riuscivo a smettere. Non so da dove mi è arrivata tutta quella forza".

La conseguenza è lo sviluppo di grandiosità combinata a crudeltà, sadismo e odio. La costellazione di personalità narcisistica, comportamento antisociale , aggressività egosintonica e tendenze paranoidi costituisce la sindrome di narcisismo maligno.(Kenberg)

 

Ritengo inoltre che entrambi i coniugi, siano  portati alla ruminazione, in quanto restano cognitivamente coinvolti nell’esperienza a loro ostile (l’incontro con i Castagna), e cominciano a pianificare e ad elaborare una risposta di ritorsione. Minacciati nella loro autostima ( modello cognitivo neoassociazionista dell’aggressività), scatenano aggressività provocando emozioni negative e rabbia da cui scaturiscono denunce da parte delle vittime per poi arrivare all’epilogo finale in cui si è esternata anche  una Folie à deux o disturbo psicotico condiviso. Questo disturbo è caratterizzato da deliri paranoidei e colpisce persone che mantengono tra loro stretti legami affettivo-emotivi e vivono in ambienti che , fisicamente e culturalmente, sono scarsamente comunicanti con l’esterno , come quello dei Romano. Tendono a realizzare un mondo di valori peculiari , poco accettabili e comunicabili agli altri , tanto da costituire la premessa per veri e propri scontri. A mio parere è Rosa Bazzi l’induttore di psicosi ossia il soggetto dominante della coppia, Olindo Romano è come si dice in gergo psichiatrico l’infetto , colui che trovandosi in una situazione di dipendenza emotiva e di accentuata suggestionabilità, sviluppa secondariamente la forma psicotica. Infatti il quadro psicologico che emerge dal racconto fatto da Olindo Romano, è di una personalità  subordinata anche nell'odio alla moglie,in merito l’imputato dichiara: "a volte mi veniva una arrabbiatura fortissima verso quelli là ¬, avevo degli attacchi di ira incontrollabile, ma poi mi passava tutto e non ci pensavo più. Però facevano sempre casino, troppo". Dai racconti dei due coniugi emerge la figura di Angela Rosa che 'carica a molla' il marito aizzandolo sempre più contro i vicini di casa.

Inoltre è il Romano che in carcere a Como sta chiedendo ripetutamente di poter vedere la moglie, è sempre sotto sua richiesta hanno avuto in consegna le loro fedi nuziali.

Si rileva quindi nel Romano una personalità succube della moglie la quale a volte lo costringeva a dormire nel loro camper (fresco di concessionaria per quanto era tenuto pulito), perché russava. Anche se su testimonianza della madre della omicida la signora Lisa Bazzi il genero viene descritto come una persona violenta che aveva travisato la personalità buona e gentile della figlia, la quale testimonia inoltre che la figlia avrebbe subito una violenza carnale da parte di uno sconosciuto quando era poco più che undicenne.

 

 

 

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