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 Una perfetta simbiosi criminale

erbaOltre la "banale litigiosità condominiale". Un caso di cattivo vicinato che si trascinava da tempo.

Raffaella Castagna, una delle quattro vittime della strage, aveva denunciato due giorni prima di essere uccisa insieme al figlioletto di due anni, alla mamma e alla vicina, Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi, i due coniugi del piano di sotto. Raffaella si era rivolta ai Carabinieri esternando la sua impressione di essere controllata in tutti i suoi spostamenti da alcuni giorni. E aveva espresso il dubbio che a seguirla fossero proprio i coniugi Romano.

La premeditazione va inoltre riscontrata nell’alibi che i coniugi si sono creati.

Nei diversi interrogatori, a piede libero prima  e dopo il fermo I coniugi Romano vivono una perfetta simbiosi criminale. È quanto emerge dall’analisi dell’ordinanza di convalida del fermo e di attuazione delle misure cautelari in carcere firmata dal Gip di Como Nicoletta Cremona per i due autori, e reo confessi, della strage di Erba. I due hanno mostrato sinora una perfetta sintonia fra loro al punto che Olindo nel confessare il massacro di via Diaz spiega al giudice: «A noi non servono le parole, basta uno sguardo per intenderci». E spiega: «La nostra intenzione dichiarata era quella di dare una pesante lezione a quella del piano di sopra, non volevamo compiere quella strage». Ma poi aggiunge: «O forse si. Ma nel nostro inconscio. Tra  di noi non ne abbiamo mai parlato ma basta uno sguardo per intenderci».

Secondo il pool investigativo, ma anche il Giudice preliminare che ha ricevuto la richiesta dell'avvocato difensore Pietro Troiano di sottoporre a perizia psichiatrica marito e moglie, hanno agito con piena consapevolezza, premeditazione nello sprezzo totale della vita e dei sentimenti altrui. Un'atrocità che si fonda su rancori dettati da bazzecole di cortile, quei «dannati rumori alle sei della domenica mattina, l'unico giorno in cui Olindo poteva dormire un pò di più non dovendo alzarsi alle 5 per andare al lavoro come netturbino.

Una simbiosi criminale che si dimostra anche nel non pentimento, nell'ironia di lui davanti ai Pm (almeno in carcere avrò vitto e alloggio gratis), nella richiesta di lei di un ferro e di un asse per stirare i vestiti anche degli altri detenuti. La richiesta di una perizia «deve essere letta non in un'ottica di tentativo di ottenere una riduzione di pena - spiega l’avvocato Troiano -  ma come atto difensivo dovuto per scandagliare gli scheletri che si celano nella mente dei miei assistiti». Il legale ha già individuato il consulente di parte cui affidare l'incarico. “ È necessario” - aggiunge il difensore - capire, valutare se i due coniugi abbiano bisogno di cure di tipo psichiatrico». Ma anche lo stesso avvocato Troiano, allo stato dei fatti nutre ben poche speranze di evitare l'ergastolo. In quanto la strage era per buona parte premeditata.

E' quanto ha affermato il procuratore capo di Como, Alessandro Maria Lodolini, nel corso della conferenza stampa. Sono tre su quattro gli omicidi per i quali la Procura di Como contesta la premeditazione ai coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. Si tratta degli omicidi di Raffaella Castagna, di suo figlio Youssef e della madre della donna, Paola Galli, mentre la premeditazione non e' contestata per l'omicidio della vicina di casa, Valeria Cherubini, e per il tentato omicidio di suo marito Mario Frigerio, unico superstite. 
Marito e moglie hanno avuto un ruolo identico sia nella fase dell'ideazione che in quella del massacro. "C'e' stata una parificazione delle condotte - ha assicurato Astori - sia nella fase ideativa che in quella attuativa. I due coniugi hanno ideato e agito insieme".
Le armi utilizzate per il massacro sono tre: un coltello piuttosto grosso, uno piu' piccolo ed un pesante oggetto contundente. Tutte sono andate distrutte in un inceneritore.
I reati contestati sono: omicidio plurimo pluriaggravato e premeditato, tentato omicidio (il ferimento di Mario Frigerio) tentata distruzione di cadavere, occultamento delle prove.
Le indagini sui tabulati dei cellulari dei due assassini  hanno dimostrato agli inquirenti che la coppia ha agito insieme  

 

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