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pedofilia telematicaIl termine pedofilia si compone di due parole greche: pais (bambino) e filia (amore) e si riferisce ad una particolare forma di perversione sessuale, che si realizza nel riversare l'interesse erotico sui bambini, indipendentemente dal loro sesso.


La pedofilia viene contemplata nella categoria diagnostica delle parafilie (perversioni sessuali) che fanno riferimento a tutti quei comportamenti sessuali che differiscono in modo rilevante da quelli normali, naturalisticamente intesi. Si tratta di una condizione di estrema dipendenza da uno stimolo personale che pur se socialmente inaccettabile, è necessario per il raggiungimento dell'eccitazione sessuale e dell'orgasmo. La psicoanalisi attribuisce l'insorgere del comportamento pedofilico a un pregresso abuso sessuale subito dal pedofilo durante l'infanzia. Per il pedofilo è desiderabile quel minore in cui non sono ancora evidenti i segni dello sviluppo fisico (caratteri sessuali secondari).

Le associazioni on line di pedofili
Analizzando la personalità del pedofilo, si evince che quest'ultimo è incapace di distinguere i propri bisogni da quelli del bambino, tant'è che giustifica il suo comportamento come educativo nei riguardi del minore.
Nel 1990 con l'avvento di Internet, l'uomo moderno ha ottenuto una libertà senza censure. E' grazie alla rete che alcuni individui sperimentano per la prima volta la perversione pedofilica, vissuta, prima di allora, solo ad un livello intrapsichico.
Con internet nasce una nuova socialità, senza precedenti, esente da ogni forma di gerarchia e caratterizzata da una smodata e irrefrenabile "fiducia virtuale".
La rete telematica soddisfa quel bisogno innato di essere accolti, accettati e capaci di vincere la paura della solitudine. Essa offre la possibilità di trasferirsi virtualmente in un mondo magico-onirico in cui i desideri più reconditi possono avverarsi, in cui problemi e avversit? della vita reale sembrerebbero non trovare posto.
Tutto questo "sentire emozionale" conduce, spesso, a veri e propri stravolgimenti nello stile di vita, ciò vale per gli adulti ma, ancor di più per i minori, i più suggestionabili e vulnerabili a questo fascinazione.
Una tale libertà ha, purtroppo, i suoi rovesci, primo fra tutti: una minore tutela dei diritti dell'uomo ed in particolare dei diritti dei minori. Basti pensare ai molteplici siti internet dedicati alla Pedofilia.
In passato il pensare alla pedofilia richiamava alla mente le molte storie di cronaca di violenze subite dai bambini tra le mura domestiche o nei luoghi di socializzazione. Oggi parlare e pensare alla pedofilia significa riferirsi alla cosiddetta "cyberpedofilia" che con l'ausilio della rete ha assunto le seguenti caratteristiche:
- diffusione di annunci diretti ai minori;
- plagio e adescamento;
- pornografia minorile;
- turismo sessuale (viaggi turistici per l'acquisto e la vendita di minori);
- scambio di materiale, pareri, esperienze tra i "cultori" di pedofilia.

Il CIAI (Centro Italiano per le Adozioni Internazionali) è tra i primi ad aver denunciato la diffusione e lo scambio in rete di materiale pornografico riguardante minori .
Le lobby utilizzano la rete per diffondere i loro proclami, ma anche per rivolgersi direttamente ai minori. Un esempio, è la lettera che l'associazione di pedofili "The slurp" ha idealmente rivolto a tutti i bambini del mondo, allo scopo di vincere le loro resistenze. Si tratta di un documento veramente sconvolgente!
Addirittura una certa associazione chiamata "Child Liberation" parla di "Apartheid dei minori"; infatti, nella home del sito web è riportato a chiara lettere quanto segue: "Ogni discriminazione della persona basata sulla razza, sul sesso, sulla religione o sulla condizione sociale è considerata una cosa sbagliata. E' ora di riconoscere che anche ogni discriminazione basata sull'età e una cosa sbagliata. L'ultima frontiera nella lotta per i diritti umani, politici e civili è la liberazione del bambino" .

Si tratta, quindi, di associazioni che si ergono a paladini e difensori dei diritti del bambino e si battono affinchè venga riconosciuto al minore, il diritto di scegliere, di fare esperienze e anche di sbagliare. Insomma, oltre a giustificare la loro perversione sessuale (perchè è di questo che si tratta e di null'altro!) offrono anche una nuova visione del mondo, una nuova e moderna società.
Da queste lobby si evince che:
- la pedofilia è solo un orientamento sessuale
- i bambini hanno il diritto di fare sesso con i grandi;
- il sesso non è nocivo per i bambini;
- l'intervento del pedofilo costituisce il benessere del bambino;
- essere pedofili è un orgoglio.

Purtroppo, navigando in Internet è possibile scaricare, gratuitamente, interi libri che difendono e celebrano la pedofilia, è il caso di: "Lasciate che i bimbi. Pedofilia, un pretesto per la caccia alle streghe" di Luther Blisset, in cui l'autore sostiene che l'innocenza è un puro inganno ideologico messo in scena dagli adulti. Nel libro sono, anche, riportate una serie di testimonianze riguardanti esperienze sessuali, connotate positivamente, tra minori e adulti, a dir poco sconvolgenti.
Testimonianze di questo tipo, sono presenti anche in siti web non inneggianti la pedofilia, basti pensare ad "Agorà" telematica di Roma, dove l'utente è invogliato a visitare un sito web denominato "Smettete di proteggermi", con cui viene data parola a bambini che rivendicherebbero il loro pieno diritto all'esercizio della sessualità .
Con estrema facilità è possibile, navigando in internet, capitare involontariamente in siti del genere, proprio come quando si fa zapping con il telecomando, con la differenza che, televisamente parlando, esiste una disciplina chiara e ferrea circa i palinsesti televisivi.
è facile opporsi e denunciare un'organizzazione pedofila che usa la rete per fini illeciti quali lo sfruttamento e la violenza ai danni dei minori, ma non è altrettanto facile opporsi ai pedofili che usano internet solo per esprimere le loro opinioni su quanto èbello ed edificante essere pedofili, in nome della libertà di parola e della libertà di stampa.

 

 

 


I diversi tipi di pedofilia in rete
Il pedofilo è un collezionista di pornografia minorile. In base al tipo di collezione è stato possibile distinguere quattro tipi di pedofili:
1. collezionista armadio (closet collector). Colleziona pornografia minorile ma, non molesta e non abusa di minori.
2. Collezionista isolato (isolated collector). Colleziona pornografia minorile ed abusa segretamente di minori.
3. Collezionista a domicilio (cottage collector). E' dedito ad un'attività di scambio di materiale pornografico con altri pedofili con cui condivide esperienze.
4. Collezionista commerciale (commercial collector). E' interessato al guadagno infatti, è coinvolto nello sfruttamento minorile sua principale attività. Produce, copia e vende materiale pornografico.

Altra distinzione è stata realizzata dalla moderna psicologia che distingue tra:

  • Pedofili regrediti. Si tratta di adulti in grado di avere normali relazioni sociali, tant'è che risultano essere spesso sposati con figli e impegnati socialmente ma, soggetti a frustrazioni e a conflitti relazionali con i loro pari, scoprono questa nuova preferenza sessuale rifugiandosi, così, in un rapporto non conflittuale.
  • Pedofili fissati. Si tratta di adulti che hanno subito un arresto temporaneo o permanente nel corso dello sviluppo psico-sessuale. Manifestano nell'adolescenza l'atteggiamento pedofilico. Non riescono, come i precedenti, a instaurare relazioni sessuali adulte, infatti si tratta spesso di individui celibi.

Se nell'antica Grecia certe pratiche sessuali con ragazzi puberi assumono il significato di "rapporto educativo" (basti pensare alla liceità dell'omosessualità) e così pure nell'antica Roma, con la sola differenza che tali pratiche venivano diretti verso ragazzi puberi schiavi, oggi non c'è paese al mondo che non condanni i crimini sessuali sui minori. Fanno eccezione alcuni popoli tribali che considerano determinanti ed educative, per l'assunzione del status e del ruolo di adulto, le pratiche sessuali con i minori della loro razza. Basti pensare agli Hopi (del Nord America), ai Sirioni (del Sud America) che masturbano i lori piccoli per favorire la conoscenza della sessualità. Anche in Africa esistono eccezioni del genere, come le trib? Cheaw per le quali la mancanza di attivit? sessuali nell'infanzia formerebbe adulti incapaci di generare.
Con l'avvento di internet, la pratica della pedofilia è vissuta alla luce del giorno: vengono organizzati veri e propri sodalizi tra i pedofili. L'anonimato offerto dalla rete agevola tutto ciò, riducendo di gran lunga la possibilità di essere scoperti e puniti dalla legge.

 

 

 


L'identikit del pedofilo on line
Con l'avvento di internet e della cyberpedofilia anche il pedofilo ha assunto specifiche e peculiari caratteristiche, quali:
- dimestichezza e cognizione di causa nell'utilizzo di internet;
- conoscenza di più di una lingua;
- condizione economica elevata;
- cultura medio-alta;
- ricorso al plagio.

Il pedofilo on-line non sceglie a caso le sue vittime; approfitta di minori che navigano da soli nelle ore diurne, non soggetti a stretti controlli da parte dei genitori. La sua tattica è quella di presentarsi come un nuovo amico, possibilmente l'amico segreto, felice di dedicare parte del suo tempo per giocare e offrire ascolto, nonch? per dispensare consigli, appoggio e comprensione, guadagnandosi, in questo modo, la fiducia del minore.
Procede con estrema cautela, evitando di imbarazzare il bambino. Agisce con astuzia, si informa circa le preferenze, le paure e le avversioni nutrite dal minore nei riguardi dei suoi genitori, dei suoi compagni di classe, dei suoi compagni di gioco e della vita in generale. Una volta sicuro della fiducia del minore, introduce l'argomento "sesso" dissolvendo, così, ogni inibizione sul tema. Comincia a mostrare foto hard, utilizzando e-mail, di bambini in attività sessuali. Così da convincere il suo interlocutore di quanto sia normale fare sesso da bambini e quanto questa esperienza renda felici. E a questo punto che il pedofilo usa il suo asso nella manica cio', convincere, facendo ricorso al plagio e al condizionamento psicologico, il minore che il suo amore è più grande, forte e vero dell'amore che per lui provano i suoi genitori.
Il "lupo" sa che il bambino manterrà segreta la nuova amicizia e così il gioco è bello e fatto. La riuscita dell'eventuale incontro è strettamente connessa alla possibilità che il minore non informerà nessuno del contatto avvenuto via internet o che la sua segnalazione non verrà presa in considerazione dagli "affaccendati" genitori. In tal caso, il pedofilo non baderà a spese per raggiungere la sua vittima ed eviter? di fornire il suo indirizzo al minore.

 

 

 


L'identikit del bambino vittima di pornografia in rete
Razza bianca, età compresa tra i sette e gli undici anni, lineamenti nordici: è questo l'identikit del bambino "vittima" della pornografia minorile in rete .
Purtroppo, non vengono esclusi i neonati, basti ricordare ciò che fu scoperto nell'agosto 2001 in Italia: una galleria on-line di foto di bambini e neonati seviziati, distesi sui fasciatoi o in vasche da bagno, nudi, imbavagliati, legati, piangenti, sottoposti ad ogni genere di violazione; addirittura in alcune foto comparivano, di spalle, delle donne, forse le madri, quasi a dimostrare il loro beneplacito. Oltre 400 foto di 23 neonati disponibili gratuitamente, a mo' di incentivo per invogliare a visitare altre pagine web ancora più raccapriccianti. Secondo gli inquirenti i navigatori erano disposti a pagare cifre esorbitanti per poter accedere agli archivi, contenenti foto, con elevata probabilità, scattate nel nostro Paese, considerata l'ambientazione e gli oggetti sullo sfondo.
Foto provenienti da siti web giapponesi (20%) ma, l'epicentro, secondo le ricerche condotte da "Telefono Arcobaleno" (Associazione contro la pedofilia che da tempo si dedica alla ricerca dei pedofili in internet), sono gli USA, che ospitano ben il 55% dei server provider, seguiti dai Paesi dell'Est (13%) e dai restanti Paesi europei (12%).

 

 

 


L'uso del software FTP
Le organizzazioni di pedofilia evitano lo scambio di pornografia minorile utilizzando i siti web (cioè contrassegnati dalla triplice www), bensì ricorrono ai sofisticati Ftp.
Il software Ftp consente a due computer di entrare in diretto collegamento, attraverso un numero di identificazione personale è come aprire una sorta di "stargate" che sparisce dopo il passaggio del materiale pornografico. Tutto ciò dimostra quanto sia difficile scovare questa sporca attività in rete.

 

 

 


Gli Snuff Movie
Esiste, purtroppo, una forma efferata e abominevole di perversione sessuale, ciè gli "Snuff movie", ovvero dei filmati, dei corto metraggi, i cui protagonisti, minori e adulti, sono violentati e talvolta uccisi davanti alle telecamere.
E' bene distinguere gli Snuff movie dai documentari definiti "mondo movie", questi ultimi registrano avvenimenti e fatti, che se pur raccapriccianti ed efferati, sarebbero in ogni caso accaduti, senza la possibilità, da parte della troupe cinematografica, di impedirli: basti pensare a qeull'undici gennaio 2001, quando dalle torri gemelle di New York, molti preferirono lanciarsi dalle finestre.
Lo Snuff si caratterizza per tre dimensioni:
1. coloro che realizzano e distribuiscono i filmati sono veri e propri assassini, pronti a uccidere deliberatamente e consapevolmente;
2. le vittime, protagoniste dei filmati, non sanno a cosa vanno incontro;
3. lo spettatore non è certo di ciò che vedrà, potrà credere di aver guardato un film aderente alla realtà.

Il fenomeno degli Snuff è stato portato in auge a seguito delle indagini condotte sulla rete telematica e, in particolare, dopo la scoperta di una "holding di pedofili" che operava indisturbata sulla rete.
L'inchiesta fu condotta nell'agosto 2000 dai comandi della Polizia delle telecomunicazioni di Napoli e Roma, coordinata dalla procura di Torre Annunziata (provincia di Napoli) in collaborazione con la Polizia di Mosca. Fu scoperta una organizzazione russa che realizzava e commercializzava snuff.
Le diverse perquisizioni condussero gli inquirenti a classificare cinque diversi tipi di videocassette commercializzate:
1. gli snipe: riportano immagini di bambini nudi, di solito scattate furtivamente sulle spiagge;
2. i poose: si tratta di nudi di infanti in posa senza la presenza di adulti;
3. le private collection: filmati che contengono vere violenze sessuali sui minori;
4. gli snuff movie: trattano di violenze, violazioni, stupri;
5. i necros: filmati che si concludono con la morte del bambino violentato; spesso lo stupro prosegue dopo la morte.

 

 

 


La legge sulla pedofilia in Italia
Finalmente, anche in Italia è stata approvata, il 3 agosto 1998, un'importante Legge, denominata erroneamente "Legge sulla Pedofilia". Si tratta della Legge 269/1998 "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno ai minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù".
Questa Legge ha permesso all'Italia di adeguarsi all'operato delle altre Nazioni europee, nelle quali è stato adottato, ormai da tempo, il "Principio di perseguibilità penale extra territoriale" per quanti commettono reati a danno dei minori.
L'obiettivo principale della Legge 269/98, consiste nel tutelare i minori contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale.
Questa legge nasce attraverso una serie di interventi realizzati a livello europeo, basti pensare alla Dichiarazione finale della Conferenza di Stoccolma del 1996 sullo "Sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali", a cui parteciparono i rappresentanti di circa 119 Paesi, nonchè organizzazioni non governative e quanti interessati alla tematica.
Grazie alla Legge 269/98, l'Italia ha potuto adempiere agli obblighi assunti, con l'azione comune adottata dal Consiglio dell'Unione Europea, per la lotta contro la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale dei minori, datata 24 febbraio 1997. Inoltre, la suddetta legge ha promosso un intervento normativo di carattere sostanziale, processuale ed organizzativo, così da considerare la dimensione transizionale dei crimini connessi allo sfruttamento sessuale a danno dei minori.
Le finalità perseguite dalla Legge sono le seguenti:
Rinforzare la repressione penale attraverso la creazione di nuove fattispecie delittuose quali:
o la prostituzione minorile;
o la detenzione di materiale pornografico;
o le iniziative turistiche atte allo sfruttamento della prostituzione minorile.
Fornire alle Autorità giudiziarie nuovi strumenti processuali come:
o l'obbligo dell'arresto in flagranza;
o la possibilità del fermo dell'indiziato;
o la possibilità della custodia e intercettazione.
Tutelare i minori da danni fisici e psichici attivando una rete informativa tra le varie questure e tribunali per minorenni, vietando la pubblicazione di generalità.
Attribuire alla Polizia Giudiziaria strumenti in grado di contrastare il fenomeno criminoso.
Attribuire alla presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Interni compiti di coordinamento e di riferimento ai reati in questione.

Con la Legge 269 il sistema sanzionatorio è diventato severo ed esigente (fortunatamente!). Per chi induce alla prostituzione un minore la pena prevista è il carcere da sei a dodici mesi e la multa da 15.500 euro a 1.550.000 euro. Anche il solo possesso di materiale pornografico prodotto attraverso lo sfruttamento e la violenza minorile è severamente punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a 1.550 euro.

 

 

 


Cosa fare
Cosa fare dinanzi a tutto questo?
Genitori, in primis, e poi educatori, pedagogisti e quanti a diverso titolo si occupano di educazione e di formazione, hanno il dovere morale e sociale di mettere in atto una serie di strategie educative, quali:
- la collocazione del PC in un posto centrale della casa e non nella camera del minore, in quanto la navigazione in internet dovrebbe coinvolgere l'intera famiglia ed essere intesa come attività ricreativo-formativo e non favorire invece l'isolamento;
- l'attenzione da parte dei genitori o di chi ne fa le voci nel leggere e visionare tutte le e-mail;
- usare in modo equilibrato e non smodato il PC e quindi navigare in internet, stabilendo regole precise sull'uso e sul tempo da dedicare a tale attività;
- dare chiare informazioni ai propri figli circa i rischi della navigazione in internet e quindi nella possibilità, purtroppo elevata, di imbattersi nei pedofili on-line;
- fissare in modo assoluto il divieto di incontrare persone conosciute in rete senza il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci;
- intensificare il dialogo in famiglia;
- insegnare ai propri figli a non passare informazioni private e personali a quanti si incontrano in internet (indirizzo di casa, numeri telefonici, nome della scuola che si frequenta, ecc.);
proibire ai minori l'accesso alle chat rooms senza la presenza di un adulto responsabile;
- intavolare conversazioni con i propri figli su quanto pu? risultare formativo e divertente in internet;
- evitare di rispondere ad e-mail provocatorie e a messaggi ambigui, informandone in tempo reale i genitori;
- avviare discorsi di educazione sessuale con i propri figli;
- installare sul PC software di protezione capaci di memorizzare tutti gli indirizzi internet visitati, nel caso in cui i genitori per svariati motivi non siano in grado di garantire la loro presenza durante la navigazione in internet.
{rt}

 

 

 


BIBLIOGRAFIA

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http://stop-childpornog.at
http://www.telefonoarcobaleno.it

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